Marsiglia è una città nota per i suoi contrasti: spaccata, socialmente e urbanisticamente. Il nord, più popolare — nel vero senso della parola — e industriale; il sud e l’area che si estende fino alla costa invece decisamente più posh ed elegante. Insomma, Marsiglia non è patinata come Cannes, Nizza, Monaco e Saint-Tropez: è decisamente più ruvida, più “città” (non per caso è la seconda città più popolata della Francia, con i suoi 870.000 abitanti) ed è proprio questa una delle sue sfaccettature più interessanti.
Perché raccontare a qualcuno che “vivi a Marsiglia” può suscitare molta curiosità: se è vero che molto probabilmente è lì che hai scelto di vivere, l’attrattività non può derivare solamente dalla propria carriera lavorativa — anche se sei un calciatore, anche se sei Benjamin Pavard, l’ultimo protagonista della serie editoriale di nss sports, More Than.
Al di là dei risultati e delle performance sul campo, Benjamin Pavard ha saputo tessere una sorta di coerenza con la costa marsigliese, con il suo modo d’essere, con la sua raffinatezza e con i suoi look. Quando lo incontriamo e lo vestiamo in full look Bottega Veneta capiamo perché è uno diverso, ma anche uno che “ne capisce”. «Come creative director ammiro molto Matthieu Blazy e Louise Trotter perché sanno rispettare l’anima e il DNA di una maison pur portando una visione e un tocco autoriale. Ciò che mi interessa di più, quasi da un punto di vista sociologico, è la relazione tra l’individuo e i vestiti».
Mentre prepariamo il suo scatto su una piccola imbarcazione attraccata non molto distante dalla Corniche Kennedy, continuiamo a parlare di Bottega Veneta e gli chiediamo cosa apprezzi di più del brand. «Quello che amo di Bottega Veneta è l’eleganza italiana che c’è dietro il brand. Penso che sia il perfetto equilibrio tra modernità e intramontabilità. È questo ciò con cui mi identifico di più».
Prosegue dicendo: «Bottega Veneta non ha bisogno di urlare per attirare attenzione, e credo che questo sia molto potente». Ed è in questo momento che iniziamo a pensare quanto il ritorno di Pavard a Milano sia sempre più vicino, e questo ci lascia ipotizzare anche una sua piccola, temporanea parentesi di Benji in passerella. Negli ultimi anni sono stati diversi i calciatori impegnati durante le Fashion Week delle maggiori capitali europee della moda: da Ronaldinho per KidSuper, a Robert Pirès e Destiny Udogie per 424, fino a Rafael Leão per PDF, proprio a Milano.

Jacket, Trousers BOTTEGA VENETA, shoes ADIDAS
Negli anni abbiamo parlato con tanti calciatori riguardo alla loro passione per la moda e alle loro reference: costruirsi un quadro di riferimenti non è cosa scontata, averne diversi rispetto alla massa lo è ancora meno. «Mi ispira molto il minimalismo degli anni Novanta. Amo l’eleganza e la semplicità di quell’epoca: l’idea che non serva troppo per comunicare uno statement forte attraverso i propri look. Giorgio Armani è un grande punto di riferimento per me, così come Alain Delon, che aveva un’eleganza naturale incredibile, molto spontanea ma allo stesso tempo potente. E naturalmente David Beckham, soprattutto perché nel calcio è stato uno dei primi giocatori a mantenere uno stile coerente e personale invece di cambiare continuamente per seguire le tendenze. Ha costruito una vera identità attraverso la moda, e lo rispetto molto».
Dev’esserci un motivo se Pavard è così ossessionato dalla moda e non esita infatti a raccontarci quanto Kleofina (sua moglie) abbia avuto un impatto particolare su di lui: «Kleofina mi ha fatto capire quanto l’abbigliamento possa influenzare il modo in cui ti senti e l’immagine che proietti. La moda non riguarda solo l’aspetto: è anche fiducia in se stessi, atteggiamento e il modo in cui ti presenti. Ho iniziato a prestare molta più attenzione ai dettagli, ai tessuti, ai tagli e al messaggio che un outfit può trasmettere senza dire nulla».
Ci vediamo in Italia, Benji.









