
Lo stemma del 1964 torna sul Third Kit dell'Atalanta Un omaggio alla storia del club da parte di New Balance
Per l’Atalanta, la storia non è qualcosa da conservare sotto vetro, ma un elemento da reinterpretare. È da questa idea che nasce il Third kit 2026/27, sviluppato insieme a New Balance a partire da alcuni dei simboli più riconoscibili dell’identità nerazzurra e tradotto in una nuova idea di eleganza. Il primo elemento a catturare l’attenzione è il colore. Al posto delle tonalità più tradizionali del club, la nuova maglia sceglie una raffinata tonalità oro, capace di cambiare immediatamente la percezione del kit e di conferirgli un carattere più sofisticato. Sulla base dorata si sviluppa poi un pattern tono su tono, quasi nascosto alla prima occhiata, che richiama la Meridiana Monumentale del Palazzo della Ragione.
Il riferimento al passato più evidente arriva però dallo stemma del 1964, ripreso da New Balance come uno dei principali elementi grafici della maglia. Si tratta di un logo particolarmente significativo nella storia dell’Atalanta, perché è il primo a raffigurare la dea Atalanta, trasformando così la figura mitologica in uno dei simboli dell’identità del club.
Nella versione originale, e in quella riproposta sul nuovo Third kit, lo stemma mette in dialogo due elementi distinti. Da una parte c’è la dea Atalanta rappresentata a figura intera; dall’altra le barre verticali nerazzurre, uno dei codici visivi più immediatamente riconoscibili del club. Un contrasto che sintetizza bene la direzione scelta per questa maglia: guardare indietro per costruire qualcosa di nuovo. Il risultato è un kit che non cerca di replicare il passato, ma di rileggerne i simboli attraverso un’estetica contemporanea. L’oro, il pattern tono su tono e lo stemma del 1963 costruiscono un linguaggio distante dalla tradizione cromatica più immediata dell’Atalanta, ma profondamente legato alla sua storia.