Il Bodø/Glimt ha un ex pilota di caccia come mental coach Ma non è l'unico motivo per cui è un club di calcio speciale

Il Bodø/Glimt è un club che fa le cose in modo diverso. D'altronde, non potrebbe essere altrimenti. È una delle poche squadre al mondo con sede oltre il Circolo Polare Artico, dove gli inverni possono essere estremi e le ore di luce molto limitate. Il percorso verso il calcio europeo è tutt'altro che semplice, soprattutto se paragonato a quello di molti altri club del continente. Eppure, nella stagione 2024/25, la squadra è riuscita a raggiungere le semifinali di UEFA Europa League, dopo aver raggiunto i quarti di finale della UEFA Conference League nel 2021/22, quando fu eliminata dalla Roma, poi vincitrice della competizione. Nella scorsa stagione, inoltre, ha eliminato l'Inter dalla Champions League, diventando la prima squadra norvegese a superare un turno a eliminazione diretta della competizione dalla sua riforma nel 1992. Risultati di questo livello si sono riflessi positivamente anche sui conti del club. Nel 2017 il budget era di 4,2 milioni di euro, mentre nel 2024 i ricavi hanno raggiunto quota 60 milioni. L'ultimo esercizio finanziario, relativo al 2024, si è chiuso con un utile di 5,8 milioni di euro, dopo i 4,5 milioni registrati nel 2023.

Il Bodø/Glimt ha un ex pilota di caccia come mental coach Ma non è l'unico motivo per cui è un club di calcio speciale
Il Bodø/Glimt ha un ex pilota di caccia come mental coach Ma non è l'unico motivo per cui è un club di calcio speciale

Una crescita che non accenna a fermarsi e che nel 2027 segnerà una tappa storica per il club: l'inaugurazione del nuovo stadio. L'impianto, che andrà a sostituire l'attuale Aspmyra Stadion, avrà una capienza prevista di 10.000 posti e il nome dovrebbe essere deciso tra due settimane, durante l'assemblea annuale dei soci, chiamati a esprimersi attraverso una votazione. «Dal punto di vista tecnologico, vogliamo garantire ai tifosi un'esperienza memorabile», spiega Frode Thomassen, CEO del Bodø/Glimt. «È questo l'approccio che stiamo seguendo. Stiamo lavorando intensamente per coinvolgere aziende interessate a sperimentare nuove tecnologie all'interno del nostro stadio, con l'obiettivo di applicarle in futuro anche in impianti più grandi, nelle principali città europee e nel resto del mondo». Il riferimento alla tecnologia porta a EDGE Case Ventures, una nuova infrastruttura dedicata ai dati che punta a permettere al club di sviluppare soluzioni tecnologiche proprie, anziché limitarsi ad acquistare quelle già esistenti. Attraverso EDGE, startup e aziende consolidate possono sviluppare, testare e presentare i propri prodotti all'interno dell'ecosistema del Bodø/Glimt, mentre il club può accedere a nuove tecnologie, competenze e fonti di ricavo.

Bjørn Mannsverk, l'ex pilota di caccia diventato mental coach

Il Bodø/Glimt ha un ex pilota di caccia come mental coach Ma non è l'unico motivo per cui è un club di calcio speciale
Il Bodø/Glimt ha un ex pilota di caccia come mental coach Ma non è l'unico motivo per cui è un club di calcio speciale
Il Bodø/Glimt ha un ex pilota di caccia come mental coach Ma non è l'unico motivo per cui è un club di calcio speciale
Il Bodø/Glimt ha un ex pilota di caccia come mental coach Ma non è l'unico motivo per cui è un club di calcio speciale

Se tutto questo non bastasse, c'è un altro esempio che racconta quanto il Bodø/Glimt sia gestito in modo diverso rispetto a molti altri club. La squadra ha un mental coach. Si potrebbe pensare che oggi ne abbiano praticamente tutte le società, così come i singoli calciatori. Eppure, il Bodø/Glimt è stato tra i primi club a introdurre questa figura, già nel 2017, affidandosi a una persona decisamente fuori dagli schemi. Si chiama Bjørn Mannsverk ed è un ex pilota militare di caccia. «All'epoca giocavamo nella seconda divisione norvegese e alcuni calciatori facevano fatica a esprimersi in partita, nonostante andassero molto bene in allenamento», racconta Thomassen, ripercorrendo gli inizi della collaborazione. «La squadra era gestita dall'attuale direttore sportivo, Håvard Sakariassen. Per una coincidenza, si trovò a parlare con alcuni amici che stavano valutando un progetto di lavoro con i piloti di F-16 a Bodø. Abbiamo coinvolto Bjørn inizialmente per lavorare con uno o due giocatori e i risultati sono stati positivi. La voce si è sparsa nello spogliatoio e sempre più calciatori hanno iniziato a rivolgersi a lui. A quel punto abbiamo cominciato a strutturare un vero e proprio sistema».

Perché il Bodø/Glimt lavora sulla mentalità dei suoi giocatori

Negli anni, Mannsverk è diventato una figura centrale all'interno dello spogliatoio. Non ha un ruolo quotidiano, ma interviene quando la situazione lo richiede, soprattutto prima o dopo le partite più importanti. Per esempio, sarà a Napoli in occasione della sfida del club allo Stadio Diego Armando Maradona. Il suo approccio privilegia il confronto individuale con i giocatori rispetto ai discorsi motivazionali rivolti all'intero gruppo. «Quando si affrontano queste conversazioni, tutto avviene su base individuale. Bjørn parla direttamente con ciascun calciatore, ma ci sono anche altri livelli di confronto. Partiamo dal gruppo dei capitani: ne abbiamo dieci e ci sediamo con loro per capire come funzionano le dinamiche dello spogliatoio. Ci chiediamo se ci siano questioni specifiche da affrontare, se sia il caso di parlarne con l'allenatore oppure di coinvolgere tutta la squadra».

«Ogni volta che Bjørn viene qui, affrontiamo questioni diverse a seconda del momento. Due settimane fa, per esempio, probabilmente eravamo troppo concentrati sui risultati, con il pensiero fisso di dover vincere la partita successiva. È un modo di ragionare che tutti conosciamo. Metterlo sul tavolo, però, permette di riconoscerlo e affrontarlo, senza considerarlo qualcosa di sbagliato in sé. Credo che avere la mentalità giusta sia fondamentale. Lavorare sulla cultura e sui valori è la cosa più importante, così come imparare a comunicare tra di noi. Se c'è qualcosa che va affrontato, lo facciamo direttamente, invece di limitarci a pensarci. In questo senso, credo che il nostro approccio sia diverso da quello di altri club: diamo molta importanza alla cultura, ai valori e al modo in cui pensiamo come gruppo. Non sono soltanto il luogo in cui ci troviamo e gli allenatori a determinare l'identità di una società».

Frode Thomassen e la cultura di squadra che distingue il club norvegese

Il Bodø/Glimt ha un ex pilota di caccia come mental coach Ma non è l'unico motivo per cui è un club di calcio speciale
Il Bodø/Glimt ha un ex pilota di caccia come mental coach Ma non è l'unico motivo per cui è un club di calcio speciale
Il Bodø/Glimt ha un ex pilota di caccia come mental coach Ma non è l'unico motivo per cui è un club di calcio speciale
Il Bodø/Glimt ha un ex pilota di caccia come mental coach Ma non è l'unico motivo per cui è un club di calcio speciale

A questo punto dovrebbe essere chiaro che il Bodø/Glimt non è una squadra come le altre. Ma vale la pena ribadirlo ancora una volta, con le parole di Frode Thomassen: «Non definisco Bjørn Mannsverk un mental coach. Per me è un costruttore di cultura, perché questo club ruota, in un modo o nell'altro, attorno alla mentalità delle persone. Dalla mentalità derivano i valori, il nostro modo di pensare e di lavorare. Nel 2021 abbiamo quindi definito una sorta di strategia, nata anche dal confronto tra me, Bjørn e l'allenatore. Abbiamo smesso di fissarci degli obiettivi legati ai risultati e abbiamo iniziato a concentrarci sulla prestazione. L'idea era quella di trovare, attraverso le nostre riflessioni, un modo condiviso di lavorare e di affrontare le difficoltà, con l'obiettivo di migliorare ciò che facciamo in campo. La cosa più importante è non avere paura di perdere. Bisogna sempre cercare di dare il meglio di sé. In questo senso, Bjørn incarna perfettamente questa filosofia. Parla con i giocatori e con gli allenatori, individuando gli aspetti su cui è più importante lavorare in base al momento che la squadra sta attraversando. Abbiamo costruito qualcosa di preciso, un approccio che credo sia profondamente diverso da quello adottato da molti altri club».

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