
Senza il pallone adidas la Champions perde parte della sua visual identity Dopo 25 anni, la massima competizione Uefa non si giocherà più con lo star-panel
La UEFA Champions League è la competizione europea più ambita e con maggiore appeal a livello globale, e tutta la sua fama non è dovuta unicamente alle squadre e alle star che la animano, quanto anche a una visual identity ben delineata, strutturatasi stagione dopo stagione. Ogni dettaglio - dalle pubblicità ai colori, dagli sponsor ai partner commerciali - ha svolto un ruolo più che rilevante, insieme a un mix di ingredienti vincenti, tra cui, ovviamente, l'inno. Ad esempio, un ruolo enorme lo ha ricoperto il pallone, fornito da adidas addirittura dalla stagione 2000/2001: questo ha notoriamente portato il nome di "Star Panel" grazie alla sua struttura a pannelli a forma di stella, funzionando come se fosse una vera e propria estensione della visual identity e del DNA della competizione. In altre parole, la Champions League è la competizione in cui giocano le più grandi stelle europee, e su questo concetto si è fondata parte della sua comunicazione: dagli iconici spot fino, appunto, alla sfera da gioco.
Il nuovo pallone della Champions League
Secondo le ultime indiscrezioni, però, il pallone è pronto a lasciare spazio a una novità: adidas non sarà più l’official supplier della Champions League e dovrebbe cedere il posto a Nike, che avrà dunque l’arduo compito di sostituire un brand icona ormai diventato tutt’uno con la UCL. Tornando alla visual identity, la struttura a stella è stata per anni un elemento distintivo, non solo sul pallone. Praticamente tutti gli spot della Champions League fino a oggi sono caratterizzati da uno stadio virtuale racchiuso in una sorta di gabbia sferica con struttura a stella, richiamando proprio il design del pallone.
Come sarà il nuovo pallone realizzato da Nike è ancora tutto da scoprire; fatto sta che lo Swoosh inaugurerà di fatto una nuova fase di rinnovamento per la Champions League. Oltre al cambio di supplier dei palloni (previsto dalla stagione 2026/27), dalla 2027/28 la competizione perderà anche una delle sue partnership storiche e più significative, quella con Heineken, che nel frattempo ha parzialmente compensato stringendo un accordo con la Juventus. Può sembrare eccessivo dare così tanta importanza a uno sponsor commerciale, ma è oggettivo che anche questi abbiano contribuito a costruire la fama della Champions League, o quantomeno la memoria collettiva ad essa legata - nel caso di Heineken, tra l'altro, è importante notare come il principale dettaglio visivo del brand sia proprio una stella. Perfino la multinazionale russa Gazprom - con cui la UEFA ha interrotto ogni collaborazione in tutte le competizioni dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 - ne è stata una prova evidente, con lo spot del 2013 che ancora oggi viene ricordato come uno dei più belli mai creati per la Champions League.
Insomma, una delle sfide che la UEFA dovrà affrontare nei mesi e negli anni a venire sarà quella di fronteggiare la scomparsa di alcuni elementi che, nel tempo, hanno reso grande la migliore competizione al mondo.




















































