Un meme di Kylian Mbappé è diventato un caso diplomatico con la Cina Tre sponsor cinesi hanno interrotto i rapporti con il calciatore francese, e la vicenda ha travolto anche il campionato spagnolo

Il giorno dopo il secondo posto nella classifica del Pallone d’Oro 2026, Kylian Mbappé si sta trovando al centro di un caso diplomatico e commerciale con la Cina. A scatenarlo è stato un video in cui il francese racconta quanto lo faccia ridere un meme che lo raffigura nei panni di Mao Zedong, descritto come “un dittatore cinese”.

La reazione di Pechino è stata immediata, e particolarmente dura: tre aziende locali hanno interrotto le collaborazioni con lui, mentre l’emittente statale CCTV ha sospeso le trasmissioni delle partite de LA LIGA e ritirato i contenuti promozionali legati al giocatore del Real Madrid. Una replica che ha spinto il diretto interessato e il campionato spagnolo a scusarsi pubblicamente, e un altro caso di tensioni tra il mondo dello sport occidentale e il governo di Xi Jinping.

Il meme e la reazione degli sponsor

La polemica nasce da una clip attribuita a un’intervista per il programma francese The Bridge. Alla domanda su quale sia il meme con il suo volto che lo ha fatto ridere di più, Mbappé descrive un montaggio con “un dittatore cinese”, aggiungendo di usarlo spesso con gli amici online. Non nomina direttamente Mao Zedong, ma il video mostra il suo volto sovrapposto all’immagine dello storico leader della Repubblica Popolare.

Il contenuto si inseriva in un filone non nuovo di meme che raffigurano Mbappé come un dittatore, ironizzando sulla sua presunta capacità di decidere tutto nelle squadre in cui gioca. A settembre, intervistato da France Football, il francese aveva già commentato questo trend: ne riconosceva la natura scherzosa, ma si diceva anche a disagio per il paragone con personaggi responsabili di tragedie storiche. Il fenomeno era arrivato anche nello spogliatoio della Francia, dove Dembélé lo ha soprannominato “Mobut”, in riferimento a Mobutu Sese Seko, storico dittatore della Repubblica Democratica del Congo.

Un meme di Kylian Mbappé è diventato un caso diplomatico con la Cina Tre sponsor cinesi hanno interrotto i rapporti con il calciatore francese, e la vicenda ha travolto anche il campionato spagnolo
Un meme di Kylian Mbappé è diventato un caso diplomatico con la Cina Tre sponsor cinesi hanno interrotto i rapporti con il calciatore francese, e la vicenda ha travolto anche il campionato spagnolo
Un meme di Kylian Mbappé è diventato un caso diplomatico con la Cina Tre sponsor cinesi hanno interrotto i rapporti con il calciatore francese, e la vicenda ha travolto anche il campionato spagnolo

Le conseguenze delle sue parole sono state immediate. Il gruppo di bevande Dongpeng e le aziende lattiero-casearie Mengniu e Milkground hanno annunciato la fine delle collaborazioni con il giocatore, sottolineando la propria intolleranza verso comportamenti che offendono la storia e i sentimenti nazionali. Poi è intervenuto il Ministero degli Esteri di Pechino, che ha sottolineato come simili dichiarazioni incontrino l’opposizione della società cinese. Mbappé nelle ultime ore si è scusato pubblicamente con un comunicato ufficiale, riconoscendo i potenziali danni del proprio commento e cercando di ridimensionare il caso. Ma ormai era troppo tardi.

Le scuse de LA LIGA e i precedenti

Anche LA LIGA è intervenuta per contenere le conseguenze della polemica. Il presidente Javier Tebas si è scusato immediatamente con il pubblico cinese, sostenendo che un episodio individuale non dovrebbe compromettere i rapporti costruiti negli anni. Il campionato spagnolo ha inoltre annunciato un protocollo di sensibilizzazione e comunicazione con club e giocatori.

La Cina, d’altronde, rappresenta un mercato enorme e strategico, con un bacino di circa 200 milioni di appassionati di calcio, secondo le stime riportate recentemente da Reuters. I dati FIFA sui Mondiali del 2022 raccontano come dal Paese asiatico provenisse quasi il 50% di tutte le ore di visione sulle piattaforme digitali e social a livello globale. Numeri che spiegano perché perdere visibilità e rapporti commerciali in Cina sia una seria preoccupazione per campionati europei, club e atleti.

La particolare sensibilità - per così dire - delle autorità cinesi verso contenuti percepiti come offensivi era già emersa in numerose occasioni. Dalla censura dei meme che paragonavano Xi Jinping a Winnie the Pooh, fino ai casi che hanno coinvolto lo sport. Nel 2019 CCTV tolse dal palinsesto Arsenal-Manchester City dopo le parole di Mesut Özil sulla persecuzione della minoranza uigura. E nello stesso anno il tweet di Daryl Morey a sostegno delle proteste di Hong Kong provocò la sospensione delle trasmissioni NBA e il congelamento delle sponsorizzazioni, con perdite stimate da Adam Silver nell’ordine delle centinaia di milioni di dollari.

Non è un tema nuovo, per la LIGA come per qualsiasi altro attore del mondo sportivo, e non solo. Avere rapporti con il mercato cinese, e con le sue mastodontiche proporzioni, richiede una scrupolosa attenzione alle sue sensibilità politiche. Mbappé, commentando un meme con leggerezza, ha finito per creare un problema che supera i suoi accordi personali: lui perde gli sponsor, mentre il campionato di cui è uno dei principali protagonisti perde visibilità. E le ricadute, inevitabilmente, toccheranno anche il Real Madrid. Non è il primo caso e difficilmente sarà l’ultimo, ma intanto a pagare le conseguenze, questa volta, è tutto il calcio spagnolo.

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