
Gli outfit che ricorderemo della cerimonia del Pallone d’Oro 2026 Lamine Yamal, Alexia Putellas, e poi tutti gli altri
Quella del Palladium Theatre di Londra è la perfetta cornice per vedere Harry Kane alzare il Pallone d’Oro 2026. L’assegnazione a un giocatore inglese, svoltasi lontano da Parigi per la prima volta nella storia da quando il premio è stato istituito da France Football, sembra quasi cascare a pennello, a maggior ragione trattandosi di un omaggio a un altro inglese, Stanley Matthews, primo vincitore in assoluto del Pallone d’Oro e più “vecchio” a ottenere il trofeo all’età di 42 anni. Una chiusura del cerchio che premia sì un’annata straordinaria di Kane da tre trofei nazionali e 73 gol segnati, ma prima ancora la carriera del 33enne.
Se per l’attaccante del Bayern Monaco la notte di ieri resterà indimenticabile, il pubblico la ricorderà anche per altri motivi. In primis, lo spoiler che il sito ufficiale del Pallone d’Oro si è fatto da solo prima della cerimonia, pubblicando tre articoli che annunciavano Kane, Yamal e Mbappé come vincitori del trofeo. Dopo trentadue minuti online dalla segnalazione di Daily Mail, i pezzi sono stati ritirati e l’organizzazione ha annunciato che fosse un semplice errore che non avrebbe rivelato in alcun modo il podio. Il podio, comunque, è stato proprio quello.
Al di là di questo scivolone, si è trattato anche di un’altra edizione ricca di outfit memorabili tra i calciatori e le calciatrici presenti, tanto per eleganza quanto per originalità e stravaganza. Eccone alcuni, partendo da quello che più di tutti ha rubato l’occhio.
Lamine Yamal
Harry Kane potrà aver vinto il Pallone d’Oro, ma esteticamente la scena se l’è presa tutta il giovane fuoriclasse spagnolo. Sotto la guida di Pili Vila, sorella maggiore e direttrice creativa della cantante Rosalía, per la cerimonia Lamine Yamal ha optato per Chanel, appuntando una camelia rosa oversized (eufemismo). Il fiore è il simbolo del brand da quando Gabrielle “Coco” Chanel indossò per la prima volta una camelia bianca spillata alla cintura nel 1913, su un abito total black. Una scelta molto simile a quella di Pedro Pascal negli scorsi Academy Awards, ma ancora più audace, considerando che l’attore in quel caso aveva optato per un look total white, inclusa la spilla.
Nel caso di Yamal, l’elegante abito, con camicia nera e farfallino sotto una giacca croppata, si dimostra la scelta perfetta per mettere in risalto sia il fiore rosa, sia l’unico bottone dorato centrale. A completare il tutto, un pantalone wide-leg molto ampio, ovviamente sempre nero, così come l’abito della fidanzata Inés García. Quel tocco di brillantezza in più ben incarna il personaggio, comunque tornato a casa con il terzo Trofeo Kopa di fila vinto come miglior giovane calciatore al mondo - sebbene lui stesso abbia dichiarato che lo avrebbe ceduto volentieri al compagno Pau Cubarsí.
Alexia Putellas
Il Pallone d’Oro femminile combacia alla perfezione con l’outfit più memorabile tra tutte le colleghe. Alexia Putellas aveva già scelto Dior per salutare il Barcellona dopo quattordici anni di carriera, ma durante la cerimonia che l’ha premiata per la terza volta come la migliore calciatrice al mondo si è superata, vestendo un abito color avorio su misura disegnato da Jonathan Anderson.
Il vestito, in raso di seta con spalle scoperte e un ampio piumaggio in caduta libera lungo la gonna, nasce con l’ispirazione alla dea greca della vittoria, Nike, e restituisce come risultato una figura angelica. La direzione cromatica è totalmente opposta a quella del connazionale Yamal, ma il colpo d’occhio è simile, specialmente in una serata dominata da nero e tinte scure.
Ousmane Dembélé
A proposito di variazioni dal classico completo nero, aver vinto la passata edizione del Pallone d’Oro deve aver infuso in Ousmane Dembélé la confidence necessaria a presentarsi sul red carpet con un completo Burgundy-ish (anche se forse più tendente al marrone) sullo stile di Messi nel 2014, accompagnando il tutto con vistosi occhiali da sole neri a montatura rettangolare. La scelta è sempre quella del marchio italiano Zegna, come in occasione della passata edizione.
Scarlett Camberos
Restando sui colori, un’altra nota lieta arriva dalla più alta classificata messicana di sempre, inclusa la categoria maschile, nella corsa al Pallone d’Oro. Scarlett Camberos ha chiuso al 21esimo posto, svettando però su quasi tutti sul red carpet grazie a un abito rosso vino dalla finitura lucida, con scollatura dritta e un’ampia gonna ricca di pieghe. L’uso di materiali diversi è il tocco di classe, così come aver sfoggiato la propria maglia del Club América.
Bukayo Saka
Il vincitore del Premio Sócrates ha scelto un doppiopetto blu notte molto scuro con revers a lancia di raso. Niente di troppo strutturato, se non per la scintillante spilla che pare un gioiello: una pietra gialla a goccia di grandi dimensioni, con inserti verdi e piccole pietre chiare - nota di colore che si ritrova anche su alcuni dettagli smaltati sui polsini.
A Bukayo Saka il Premio Sócrates è stato assegnato per l’impegno con l’associazione BigShoe, charity con la quale ha contribuito a finanziare oltre 120 operazioni mediche salvavita per bambini a Kano, in Nigeria. Sul palco ha letto la lettera di un ragazzo di quattordici anni del Rwanda, aiutato da BigShoe dopo aver cominciato a perdere la vista a dodici anni, in un villaggio senza elettricità.
Michael Olise
Tornando nella top-10, Michael Olise si è distinto per l’abbottonatura della giacca oversized nera che ha scelto per il red carpet: un capo Yaku di ispirazione sartoriale moderna. Come nel caso di Yamal, lo sfondo scuro è utile a far risaltare i bottoni rosati dai riflessi argentati, distribuiti su due file diagonali parallele in una chiusura asimmetrica che salta subito all’occhio. A impreziosire ulteriormente l’abito, i dettagli sulle spalle e la minuscola spilla.
Luis Díaz
Luis Diaz and his partner, Geraldine Ponce https://t.co/b43byZAbB1
— Athlete Vanity (@AthleteVanity) October 26, 2026
Quello di Luis Díaz è stato forse l’outfit più sorprendente. Sempre su colori scuri, ma con una giacca senza colletto e dal taglio aperto, e abbastanza ampia per nascondere la camicia sottostante. Si tratta di un capo Jacquemus, The Bastide, la cui ariosità ricorda quella di un kimono.
Harry Kane e le altre spille
Le spille sono state le protagoniste di questa edizione. Oltre a quella di Yamal e alle altre di Saka e Olise, anche Harry Kane ha optato per una spilla con il classico poppy rosso che simboleggia la nazionale inglese, appuntandola su uno smoking nero Thom Sweeney in raso classico con papillon scuro e camicia bianca.
Restando in Inghilterra, Johan Manzambi dell’Aston Villa ha optato per un abito total black molto elegante con bottoni simmetrici, sul quale svetta una spilla dorata con il monogramma YSL di Yves Saint Laurent. Ultimo “appunto”, infine, quello di Yan Diomande, con una spilla argentata a forma di fiocco sul bavero sinistro, impreziosita da pietre.
Kylian Mbappé
A chiudere la lista è il secondo classificato al Pallone d’Oro, che si è presentato con uno smoking Dior in velluto con revers in raso molto semplice: senza infamia e senza lode, ma comunque elegantissimo. Per chi apprezza il classico look con farfallino e camicia bianca, quello di Kylian Mbappé potrebbe anche finire tra i migliori outfit della serata, ma salta sicuramente meno all’occhio di altri.












