
I matchday programme del West Ham sono di un altro livello Nonostante la crisi della carta e della squadra, The Hammer rimane un'eccellenza
Prima degli illustratori, c’erano i tipografi. Il legame tra il West Ham e i matchday programme passa anche dalla famiglia Helliar: il bisnonno di John Helliar, storico ufficiale del club fino al 2021, lavorava come fonditore d’ottone alla Thames Ironworks, l’azienda da cui ebbe origine la squadra; intorno al 1900 avviò a Londra una tipografia che cominciò a stampare materiali per la società, ai quali nel tempo si sarebbero aggiunti anche i programmi ufficiali delle partite. Nel secondo Dopoguerra, a suo nipote John Frederick fu affidata la redazione di un programme di quattro pagine, e lo avrebbe poi affiancato il figlio per la raccolta di statistiche e cronache della squadra riserve e delle giovanili. La storia del West Ham veniva stampata e tramandata anche così, come un mestiere di famiglia.
Decenni più tardi, le pagine sono molte di più, le copertine possono diventare illustrazioni da collezione e il matchday programme del West Ham - in controtendenza rispetto alla crisi di queste pubblicazioni - è uno dei riferimenti dell’editoria calcistica inglese, vincitore di quattro delle ultime sei edizioni del Programme of the Season di Premier Progs. E nell’arco di decenni in cui si è evoluto il modo di raccontarsi, per il West Ham più che per qualsiasi altro club inglese è rimasto il valore di accompagnare la partita con qualcosa da sfogliare e portare a casa: The Hammer.
L’eccellenza dei matchday programme
L’albo d’oro del Programme of the Season - riconoscimento assegnato da una giuria indipendente che tiene conto di grafica, leggibilità, qualità editoriale, copertura della vita del club e rapporto qualità/prezzo - è un biglietto da visita eloquente. Ai quattro primi posti nelle ultime sei stagioni (2021, 2023, 2024, 2026) si affianca infatti il secondo gradino del 2025: una continuità che ha reso gli Hammers il punto di riferimento tra i programmi ufficiali della Premier League.
E tutto questo nonostante gli alti e bassi vissuti sul campo dopo la pandemia. Lo scorso maggio il West Ham è retrocesso dalla massima serie per la prima volta dopo quindici stagioni, e dopo aver raggiunto una semifinale e un quarto di finale di Europa League nel 2022 e 2024, vincendo in mezzo una Conference League. Nel frattempo però il programme raggiungeva il suo formato più ampio: dalle 100 pagine del numero recensito da Premier Progs nel 2018/19, è passato alle 116 del 2020/21, mantenute nelle stagioni successive, fino alle 132 del 2025/26. Una scelta sostenuta da Rob Pritchard, riferimento editoriale del progetto, che ha sottolineato l’impegno unico del club in un momento in cui il futuro di queste pubblicazioni è messo in discussione dai formati digitali.
La dimensione, comunque, da sola non basta, anche perché una parte di quelle pagine è occupata dalla pubblicità. Nel programme si trova solitamente un'intervista al giocatore della settimana, analisi tattiche, statistiche, contenuti su avversari, vivaio e squadra femminile, un resoconto delle ultime iniziative benefiche della Foundation, e un inserto per i più piccoli. Con tanto spazio per illustrazioni - spesso in copertina o come poster estraibili - e creatività visiva.
E poi c’è la memoria storica, gli speciali sul passato del club. Qualche esempio che si trova negli archivi: l’appuntamento “The Boys of 86”, a cura di Steve Blowers, che tornava attraverso interviste e materiali d’epoca sulla squadra arrivata terza quarant’anni fa; “20 Years On” di Sid Lambert ha ripercorso i fasti del 2006; in “Hammerabilia” Steve Marsh ha ricostruito i collegamenti tra West Ham e squadre rivali partendo da programmi, figurine e altri oggetti da collezione.
Dietro alla pubblicazione, oltre a Rob Pritchard, ci sono Peter White, Senior Editorial Manager, e Mark Jardine per la progettazione grafica. “In un mondo sempre più digitale, continuo a credere con passione nel valore dei contenuti stampati”, ha detto Pritchard dopo l’ultimo premio ricevuto da Premier Progs. Nella stagione 2026/27 sta portando avanti il progetto con numeri da 116 pagine venduti a quattro sterline, oppure con un abbonamento postale da 130 sterline per l’intera stagione.
Estetica e progetti speciali
Online si trova una copertina realizzata da Ruby Hutchins - uno dei graphic designer emergenti che ha collaborato con The Hammer - per West Ham-Bournemouth nel 2025. Il protagonista è Andy Irving, centrocampista scozzese (passato nel frattempo allo Sparta Praga), ritratto con un kilt tradizionale, una cornamusa e la bandiera nazionale; e sullo sfondo le Pentland Hills, dove da bambino andava a camminare e in bicicletta. Una piccola biografia visiva.
Nella stessa stagione Marcus Marritt disegnava una serie di cover con un linguaggio grafico diverso, fatto di forme geometriche e contrasti più netti. Ma il ricorso alla mano degli illustratori precede questi progetti, e si trovano tanti casi interessanti facendo un giro negli archivi: Chris Rathbone, ad esempio, ha firmato una bella copertina per la partita contro il Liverpool del 2024, e poche settimane più tardi The Football Artist ha ritratto Crysencio Summerville in azione per il numero contro il Fulham, con l’opera riprodotta in copertina e su un poster estraibile. Non tutte le stagioni, però, hanno adottato le stesse soluzioni. I numeri del mese scorso per le partite contro Derby County e Wrexham, ad esempio, hanno copertine fotografiche.
Una delle operazioni più interessanti risale al 2015/16, l’ultima stagione a Boleyn Ground, mentre il club si preparava a cambiare casa. Le copertine recuperavano impaginazioni del passato, intrecciando la storia grafica dei programme con i protagonisti contemporanei, fino al numero speciale di 120 pagine per la partita contro il Manchester United del 10 maggio 2016, con i cancelli del Boleyn in copertina.
Un posto unico, invece, lo occupa il programme di una partita che non si disputò: West Ham-Aldershot, prevista per il 9 agosto 2011 ma rinviata su indicazione della polizia durante i disordini di Londra. Il club annunciò che i programmi non sarebbero stati venduti e che le copie sarebbero state distrutte, ma alcune sopravvissero, diventando inevitabilmente cimeli da collezione.
I programme sono a rischio estinzione?
Il West Ham si inserisce in una tradizione antica, nata nell’Inghilterra vittoriana. I primi programmi erano pubblicazioni essenziali: le squadre, le informazioni necessarie per seguire l’incontro, il contesto. Nel tempo sono diventati una componente immancabile del rito e dell'immaginario di una partita in Inghilterra, da comprare prima di entrare allo stadio, sfogliare in attesa del calcio d’inizio, conservare e collezionare. L’evoluzione del panorama mediatico ne ha poi trasformato la funzione, passando un po' alla volta dall’informazione all’approfondimento, con una presenza sempre più centrale di progetti grafici e artistici.
“One Shilling”, opera di Matthew Caldwell e Alan Dein, ricostruisce la rivoluzione grafica dei programme tra il 1965 e il 1985, quando una nuova generazione di designer ne rinnovò le identità visive. Tra i protagonisti si menziona John Elvin, associato soprattutto ai lavori per West Bromwich Albion e Coventry City, a cui viene riconosciuto un ruolo fondamentale nell'accompagnare queste pubblicazioni oltre la funzione informativa.
Oggi, vendite in calo e costi di produzione hanno messo sotto pressione il cartaceo, spingendo diversi club a ridurlo o a sostituirlo con contenuti digitali. Nel 2018 i club dell’EFL hanno votato per eliminare l’obbligo di produrre il programma delle partite - una norma legata soprattutto agli accordi commerciali della lega, che usava i programme come spazi pubblicitari da garantire ai partner - per Championship, League One e League Two. La pubblicazione è diventata così una scelta, con svariati casi di completa digitalizzazione o interruzione. Come successo recentemente a Shrewsbury, dove però l’associazione ufficiale dei sostenitori ha protestato, sottolineando il rischio di perdere una parte della tradizione e della memoria del club. E ha risposto lanciando lo scorso agosto “Town Times”, un nuovo programma indipendente realizzato dai tifosi.
@shrewsburytown are back in action this weekend against Exeter, and the @STFCOSC's Town Times is BACK!
— Shrewsbury Town OSC (@STFCOSC) October 8, 2026
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Di certo la disponibilità immediata delle informazioni sugli smartphone ha svuotato una delle principali ragioni per cui i tifosi compravano il programma prima di andare allo stadio, indebolendo irreversibilmente queste pubblicazioni. Per alcuni club, però, è stata l’occasione per creare qualcosa di diverso: riviste curate nei contenuti e nella grafica, copertine che diventano collezioni stagionali, inserti e numeri speciali, collaborazioni con artisti locali e firme emergenti. E nessuno ci è riuscito meglio del West Ham.



























