
Nessuno in Premier League si diverte ad esultare come Thierno Barry L'unico motivo per cui vale la pena di seguire una partita dell'Everton
Nelle scorse settimane è circolata su X una delle statistiche più incredibili e assurde che mi sia mai capitato di incrociare: nel corso di questo secolo, solo una squadra tra le 92 professionistiche nel Regno Unito non ha festeggiato la vittoria di un titolo oppure una promozione. Quella squadra è l'Everton. La cosa non mi ha sorpreso fino in fondo in quanto in questo momento non esiste una squadra più noiosa come l'Everton. Non intendo come calcio giocato. Intendo proprio come hype, come ambizioni e come capacità di sviluppare un brand.
È vero, hanno inaugurato uno stadio da un miliardo di euro, una vera e propria cattedrale affacciata sui dock. Eppure, è la casa di una squadra che da anni segue sempre lo stesso copione: poche aspettative all'inizio di ogni nuova stagione di Premier League, puntualmente disattese. Perché, quando le cose vanno bene, arriva una salvezza tranquilla; quando invece si complicano, bisogna aspettare l'ultima giornata di campionato per avere la certezza di restare nella massima serie. Il 2026 però ci sta regalando una grande sorpresa perchè abbiamo un motivo per seguire le partite dell'Everton: le esultanza di Thierno Barry.
Dalla dab di Pogba ai nuovi rituali del calcio
In occasione dell'ultima partita di Premier League contro il Newcastle, Barry ha realizzato il suo quarto gol in campionato, l'ottavo dall'inizio della stagione prendendo in considerazione tutte le competizione. Dopo aver spinto il pallone in rete, Barry si è esibito nella sua classica esultanza ovvero scivolando sulle ginocchia, la celeberrima Scivolata di potenza descritta da Jack Black in School of Rock. Ma non è questo a rendere speciali le sue esultanze. È quello che accade dopo.
Ogni gol è accompagnato da una novità, a St. James' Park ad esempio è stato un balletto, una coreografia appena accennata con un movimento di braccia portate in avanti ad accompagnare dei saltelli sul posto. Una coreografia differente per ogni gol realizzato riprendendo meme social o altri tormentoni. L'apice è stato però raggiunto lo scorso 11 ottobre in occasione della sfida sul campo dell'Hull City quando Barry, probabilmente, ha riproposto la dab su un campo da calcio per la prima volta in 10 anni. Un omaggio all'iconica esultanza di Paul Pogba.
Perché le esultanze di Barry sono una piccola magia
Riesco perfettamente a percepire il disagio e la rabbia di chi, vedendo questi video, non può fare altro che pensare che the game is gone. Che non c'è più rispetto per il calcio, per le sue tradizioni. Che questi balletti non appartengono a questo sport. E magari ripete queste cose con la voce roca di Sean Dyche. Per carità tutto lecito. Solo una richiesta: lasciateci godere questi piccoli momenti. Sono stato fortunato a trasformare la mia passione in un lavoro ma allo stesso tempo, per cercare di rimanere il più aggiornato possibile, spesso mi trovo a guardare highlights o 90' di partite che in una situazione normale non avrei mai visto. Imbattermi in un calciatore che è genuinamente contento di ballare dopo aver segnato un gol e avere l'opportunità di scriverne è ciò che in certi giorni rende questo lavoro speciale.
Tralasciando invece l'aspetto personale, c'è da dire che viviamo nell'epoca delle esultanze brevettate che diventando dei brand, in cui ogni singolo calciatore ha un gesto codificato da ripetere all'infinito neanche fosse la catchphrase di un wrestler della WWE. Barry invece prende questo paradigma e lo ribalta. Tutti sanno che dopo un suo gol arriverà un'esultanza speciale solo che nessuno sa cosa accadrà. E probabilmente non lo sa nemmeno lui sino a quando l'abbraccio dei compagni non si è spento. Ma quando si accende, nasce una piccola magia e si capisce perfettamente che nessuno si diverte come lui ad esultare dopo un gol.










