La crescita dell’Ascoli Calcio non è un caso Solidità societaria, legame con la tifoseria e interessanti accordi commerciali hanno fatto tornare l’entusiasmo in città

Il 10 maggio 2024 lo Stadio Del Duca era pieno di tifosi in lacrime. L’Ascoli aveva appena battuto il Pisa, ma non era bastato: dopo nove campionati consecutivi in seconda divisione, la Serie B finiva quella sera. Due anni dopo lo stesso stadio conta più di 10mila abbonati, il dato più alto nella storia del club, e i match in casa viaggiano su una media di circa 14mila spettatori.

Nel frattempo sono cambiate tante cose: la proprietà, lo stemma, la maglia, gli abiti con cui viaggia la squadra, la curva che incita la squadra. In campo l’Ascoli è tornato in B e sta vivendo un avvio di stagione molto buono, nella parte alta della classifica. Ma una parte importante di questa storia è stata scritta altrove.

Chi c’è oggi dietro l’Ascoli

Nel giugno 2025 le quote societarie passano alla famiglia Passeri, con Bernardino nel ruolo di presidente e il figlio Andrea direttore strategico. Il direttore sportivo Matteo Patti e l’allenatore Francesco Tomei, scelti subito, hanno rinnovato fino al 2029 pochi giorni dopo la promozione. A colpire è soprattutto il modo dei vertici societari di stare davanti e al fianco dei tifosi.

A settembre 2025 Passeri spiegava che il club aveva scelto l’uomo Tomei ancora prima dell’allenatore, e negli stessi giorni chiedeva personalmente scusa per i disservizi ai bar dello stadio. Un anno dopo, con un comunicato ufficiale, il club ha ammesso i problemi di accessi, tornelli e bar. E ancora: presentando il nuovo logo, Passeri ha ricordato che l’interlocutore primario resta la piazza. La solidità del progetto risiede proprio in questo, in una società che si fa trovare, dialoga con la propria gente e non nasconde le difficoltà.

Com’è stato realizzato il logo dell’Ascoli

Il rebranding è stato un passaggio cruciale di questo percorso. A firmarlo è Modì, agenzia con sede a Ferrara, nata sui social con analisi di design e branding nel calcio. Nel 2024 aveva realizzato il suo primo incarico ufficiale con un club professionistico, il Latina, insieme a Ezeta.

Il lavoro è cominciato circa un anno prima della presentazione, con tre giorni ad Ascoli passati a confrontarsi con il museo delle maglie, i gruppi del tifo organizzato, i magazzinieri storici, l’Assessore allo Sport e alcuni giornalisti. Il risultato è il ventesimo logo della storia del club, in cui lo stemma torna circolare, come negli anni della Serie A e dell’epoca di Costantino Rozzi. All’interno compare l’Armilla Picena, e il Cassero è ridisegnato: la torre di sinistra richiama la Città delle Cento Torri e la sommità diventa una corona, simbolo della Regina delle Marche. Sul logo sono tornate invece le strisce bianconere, con una sottile interlinea gialla.

La crescita dell’Ascoli Calcio non è un caso Solidità societaria, legame con la tifoseria e interessanti accordi commerciali hanno fatto tornare l’entusiasmo in città
La crescita dell’Ascoli Calcio non è un caso Solidità societaria, legame con la tifoseria e interessanti accordi commerciali hanno fatto tornare l’entusiasmo in città
La crescita dell’Ascoli Calcio non è un caso Solidità societaria, legame con la tifoseria e interessanti accordi commerciali hanno fatto tornare l’entusiasmo in città
La crescita dell’Ascoli Calcio non è un caso Solidità societaria, legame con la tifoseria e interessanti accordi commerciali hanno fatto tornare l’entusiasmo in città

La palette è costruita su riferimenti locali. Il giallo del logo del Comune sostituisce l’oro, il rosso richiama le calze di Rozzi, il travertino prende il posto del bianco e il verde entra tra i colori ufficiali come omaggio al basilico di Sant’Emidio. Il nuovo carattere tipografico riprende invece le legature delle iscrizioni sui bassorilievi del centro, con la “I” attraversata dal Picchio. La famiglia Passeri ha completato poi le pratiche per riprendersi lo storico marchio del Picchio degli anni Ottanta, affiancato da una versione moderna pensata per merchandising e pubblico più giovane.

La presentazione è datata 30 giugno, giorno in cui si chiudeva ufficialmente la scorsa stagione. Un video teaser aveva tenuto la città in attesa, e successivamente il logo è stato mostrato in diretta sul canale Twitch di Modì, dove Andrea Passeri rispondeva direttamente agli utenti connessi. Ha parlato di restyling, non di rivoluzione, riferendosi a simboli reali del territorio a cui si è voluta dare una nuova vita. Ha aggiunto che il logo, per lui, resterà della gente, non suo né dell’agenzia. E ha raccontato anche un aneddoto: durante i playoff, al Caffè Meletti, il sindaco aveva regalato a suo padre una spilla raffigurante l’anello piceno; Passeri aveva risposto che quel simbolo si sarebbe rivisto molto presto, anticipandone la presenza nel nuovo logo.

Partner e aziende locali al fianco dell’Ascoli

Uno dei primi partner a cambiare è stato il fornitore tecnico. Dopo nove anni con Nike e una stagione con Kappa, l’Ascoli ha firmato per quattro stagioni con Hummel, che oggi veste prima squadra, giovanili e staff. Andrea Passeri ha ricondotto la scelta al recente restyling del logo. La corona, invece, è un motivo che ritorna: era già il simbolo della campagna abbonamenti 2025/26, “Lunga vita alla Regina”, e ora è tornata sul retro della seconda maglia, sotto la scritta “La Regina delle Marche”.

Passando all’extra-campo, a luglio il club ha annunciato Maglificio Gran Sasso come fashion partner. L’azienda è nata nel 1952 a Sant’Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo, e nel comunicato del club si parla di un ritorno, non di un debutto. Dirigenti, staff e giocatori indossano capi e scarpe firmati Maglificio Gran Sasso nelle occasioni istituzionali. La collezione autunno-inverno è stata presentata nello stabilimento: polo in lana merino a maniche lunghe, pantaloni in lana e scarpe con la tomaia in lana, lavorata con le stesse macchine usate per la maglieria. Infine sono state annunciate anche le partnership con Ezeta e Aquascutum Active, di cui abbiamo visto proprio qualche giorno fa uno spoiler sui canali social ufficiali del club.

Anche il rapporto con le imprese locali è passato dalla tifoseria. A settembre 2025 il club ha aperto la campagna di sponsorizzazione a tutti, con tanti sostenitori che si erano fatti avanti con le proprie aziende e spazi dedicati intorno allo Stadio Del Duca per dare loro visibilità. Pochi giorni dopo cinque realtà del territorio – Turla Costruzioni, Sofer Carpenterie, Ubaldi Costruzioni, Gruppo Gabrielli e Pulitissima – hanno firmato un accordo di tre stagioni con la società. Fainplast, al fianco del club ormai da molti anni, ha intanto rinnovato la partnership diventando main sponsor.

Il rapporto tra tifosi e social del club

Il legame con la città è legato anche al tifo organizzato, e quindi alla curva dell’Ascoli. La campagna abbonamenti 2026/27 titolava “Non sarà un’avventura”, presentata dal club come “una promessa”, più che uno slogan. Il 17 luglio, giorno dell’apertura delle prelazioni per la nuova Curva Sud (Costantino Rozzi), sono state sottoscritte più di 4mila tessere in un solo giorno: il punto di partenza per infrangere il vecchio, vecchissimo record di abbonati: 8.050, fissato nel 1979/80 in Serie A. Dopo le prime tre fasi di vendita si è raggiunta quota 9.286, poi sono arrivate la proroga di cinque giorni e altre 753 tessere, che hanno portato il totale a 10.039. Una nuova cifra storica.

La crescita dell’Ascoli Calcio non è un caso Solidità societaria, legame con la tifoseria e interessanti accordi commerciali hanno fatto tornare l’entusiasmo in città
La crescita dell’Ascoli Calcio non è un caso Solidità societaria, legame con la tifoseria e interessanti accordi commerciali hanno fatto tornare l’entusiasmo in città
La crescita dell’Ascoli Calcio non è un caso Solidità societaria, legame con la tifoseria e interessanti accordi commerciali hanno fatto tornare l’entusiasmo in città
La crescita dell’Ascoli Calcio non è un caso Solidità societaria, legame con la tifoseria e interessanti accordi commerciali hanno fatto tornare l’entusiasmo in città
La crescita dell’Ascoli Calcio non è un caso Solidità societaria, legame con la tifoseria e interessanti accordi commerciali hanno fatto tornare l’entusiasmo in città

Questa idea di città e di rapporto società-squadra-tifoseria si ritrova sui canali social del club marchigiano. A partire dalla scelta di un linguaggio colloquiale e decisamente locale, di una grafica minimale, spesso in bianco e nero come i colori sociali, e fino alla campagna abbonamenti, che ha chiaramente attinto alla vita sugli spalti. I protagonisti sono spesso gli stessi tifosi, e i video realizzati durante le partite restituiscono un racconto più vicino all’esperienza di chi le vive dagli spalti rispetto ai tradizionali highlights televisivi.

L’Ascoli manca in Serie A da quasi vent’anni, dalla stagione 2006/07. Dopo l’ultima promozione, il presidente Passeri ha parlato di “punto di partenza”, ma tenendosi alla larga da grandi proclami. Per capire dove porterà il percorso in atto servirà ancora tempo, ma una città che torna a riconoscersi nella propria squadra è già una bella premessa.

Continua a leggere