Com'è cambiato il mondo in cui raccontiamo Harry Kane Il calciatore, il personaggio fuori dal campo, la narrativa che lo circonda

Harry Kane è il Pallone d’Oro 2026. A 33 anni, dopo una stagione da 73 gol tra Bayern Monaco e nazionale, l’attaccante ex Tottenham è diventato il quinto inglese nella storia a conquistare il riconoscimento, il primo dopo Michael Owen nel 2001, precedendo Kylian Mbappé e Lamine Yamal nella classifica finale.

Oltre al vincitore del premio, la serata del London Palladium di ieri ha offerto anche un confronto tra gli outfit dei suoi protagonisti, tra scelte eleganti e altre più stravaganti. Lamine Yamal ad esempio si è presentato con un completo Chanel personalizzato, impreziosito da un’enorme spilla sul petto, mentre Kylian Mbappé ha scelto uno smoking in velluto firmato Dior. Kane, invece, ha optato per un più tradizionale abito Thom Sweeney e scarpe lucidissime. Tre interpretazioni differenti dell’eleganza, in una serata che si è conclusa con il trionfo dell’attaccante inglese.

Per celebrare il riconoscimento, il Bayern Monaco ha organizzato una particolare iniziativa a Londra: 73 palloni, uno per ogni gol segnato da Kane nell’ultima stagione, sono stati distribuiti a ex compagni di squadra, persone della sua città natale e nei luoghi che hanno segnato la sua carriera e vita privata. Un omaggio che ha ripercorso le tappe di una carriera lunga e ricca di gol, ma che per molto tempo è stata raccontata soprattutto attraverso ciò che ancora mancava.

L’anno della svolta di Harry Kane

Per anni, di Kane si è parlato soprattutto attraverso quello che non aveva (ancora) raggiunto, anziché per quello che aveva già realizzato. Non aveva vinto con il Tottenham, con cui pure aveva raggiunto una finale di Champions League, né con l’Inghilterra, portata per due volte alla finale degli Europei. Il suo rendimento individuale non era in discussione, ma l’assenza di trofei era diventata un argomento fin troppo ricorrente nelle discussioni del pubblico. Il trasferimento al Bayern Monaco nel 2023 avrebbe dovuto porre fine a questa narrazione, e invece alla sua prima stagione in Germania il club bavarese ha interrotto una striscia di undici titoli consecutivi in Bundesliga, alimentando ulteriormente le ironie sulla maledizione di Kane.

Il passaggio al Bayern, comunque, non era l’unico grande cambiamento di quell’estate. Dopo una lunga collaborazione con Nike, Kane ha firmato un accordo a vita con Skechers, diventando il primo grande volto dell’ingresso del marchio californiano nel mercato delle scarpe da calcio. Si tratta di una scelta piuttosto insolita per un attaccante del suo calibro, ma che ha consentito al brand di affacciarsi in un settore storicamente dominato da Nike, adidas e Puma con un testimonial di riconoscibilità internazionale. Un’operazione che, per certi aspetti, ricorda quanto accaduto più recentemente con Kylian Mbappé, passato da Nike a On.

Nel frattempo la collaborazione tra Kane e Skechers è cresciuta attraverso nuovi modelli di scarpini, edizioni personalizzate e campagne pubblicitarie, fino al lancio della collezione lifestyle “Off Pitch” nel 2025. Un’estensione della partnership alle sneakers per uso quotidiano che ha portato fuori dal campo il rapporto tra l’attaccante inglese e il marchio, avvicinandolo ai suoi gusti e al suo stile personale.

Lo stile e la personalità di Harry Kane

Tornando al red carpet del Pallone d’Oro, la scelta di Kane rispecchia fedelmente il gusto personale che ha raccontato in più di un’occasione. In un’intervista a GQ del 2021, l’attaccante spiegava di preferire le tonalità neutre e di non essere ossessionato, anzi, dall’attenzione del pubblico. Il suo guardaroba quotidiano, raccontava, era composto soprattutto da jeans, t-shirt, dolcevita e sneakers, mentre per le occasioni formali preferiva completi ben tagliati.

È un gusto che Kane ha ribadito anche in una recente intervista a SW Magazine, descrivendo il proprio stile tradizionale. Chinos, polo, camicie, scarpe classiche, senza particolari stravaganze. Questo però non significa che sia estraneo alla moda o alla costruzione della propria immagine commerciale: nel 2018 ad esempio è diventato ambassador di BOSS, e la collaborazione con Skechers si è estesa anche alle sneakers lifestyle, con una collezione che comprende reinterpretazioni dei modelli Koopa e UNO.

Il confronto con gli altri protagonisti della cerimonia londinese, ma anche con i vincitori delle ultime edizioni, è interessante e fa emergere un certo contrasto. Da Yamal e Mbappé, sempre più attenti alla moda e alla ricerca di look sofisticati, allo stile personale e riconoscibile di Olise, fino a figure come Benzema, Messi e Rodri, ciascuno con un rapporto differente con l’abbigliamento e la propria immagine.

In questo panorama, Kane si mantiene su un profilo abbastanza discreto, almeno in apparenza. Ma senza rinunciare a sviluppare la propria identità, legata anche alle passioni e agli interessi fuori dal calcio. Tra questi c’è soprattutto il golf, che occupa una parte importante del suo tempo libero e che ha portato Kane nel 2024 a diventare investitore e ambassador di Reflo, marchio britannico specializzato in abbigliamento sportivo sostenibile, con una presenza significativa proprio nel golf.

Stravolgimento della narrativa

Per comprendere quanto sia cambiata la considerazione pubblica di Harry Kane negli ultimi anni, potremmo recuperare un nostro articolo del 2017, in cui ci chiedevamo perché il mondo continuasse a ignorarlo. Già allora ci interrogavamo sulle ragioni per cui, nonostante i numeri e la centralità nel Tottenham e nell’Inghilterra, il centravanti non fosse diventato una vera star globale.

Nove anni dopo, il paesaggio è molto differente. Il trasferimento al Bayern ha ampliato la dimensione internazionale della sua carriera, mentre i successi conquistati in Germania, a cominciare dalla Bundesliga del 2025, hanno progressivamente fatto perdere rilevanza alle chiacchiere sul calciatore perdente. Parallelamente, anche il modo in cui viene raccontato sembra essersi evoluto. Nell’aprile 2026, in un articolo pubblicato su The Guardian, Barney Ronay osservava con ironia come Kane fosse diventato improvvisamente cool, persino su internet.

Il premio conquistato ieri sera a Londra aggiunge un altro elemento, forse quello definitivo, a questa evoluzione. Oggi Kane viene raccontato soprattutto attraverso i suoi successi, e anche la sua dimensione lontano dal campo sembra attirare maggiore attenzione. Per le collaborazioni commerciali, gli interessi personali, l’identità extra-sportiva e perfino per quello che potrebbe riservargli il futuro dopo il calcio. L’attaccante non ha mai nascosto il desiderio di provare a diventare un kicker nella NFL una volta terminata l’attuale carriera. Un progetto che, per il momento, può continuare ad aspettare.

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