Gli sponsor di maglia più longevi della Serie A Lanerossi, Pirelli, Parmalat e altro ancora

Non sono trascorsi nemmeno due mesi dalla presentazione della maglia Away da parte della L.R. Vicenza, un breve reel dove tutto ruota attorno alla lettera R. Viene mostrata sotto forma di cucitura, patch, adesivo, murale, scenografia e via dicendo - per di più in una miriade di ambienti sportivi e cittadini - prima dello stacco sulle maglie e sui giocatori allineati per lo shooting presso gli spazi del Gruppo Marzotto nel Valdagnese.

L’oggetto del video e quest’ultimo luogo non sono stati scelti casualmente: la R, originariamente blu, risale a Lanerossi, marchio di fabbrica dell’antico Lanificio Rossi nato a Schio nei primi dell’Ottocento, acquistato nel 1987 proprio dal gruppo industriale tessile Marzotto. E non è nemmeno casuale citare il Vicenza per parlare di quelli che sono gli sponsor più longevi della Serie A, del presente e del passato.

Honorable mention: Lanerossi Vicenza

La Lanerossi Vicenza rappresenta il primo grande esempio di sponsorizzazione ante litteram presente sulle maglie da calcio professionistiche in Italia, dando vita - per mezzo del matrimonio tra la società sportiva e l’azienda tessile - a un unico logo, quella R blu, che richiamava entrambe le realtà.

Questo stratagemma fu pensato per aggirare il divieto della Federazione calcistica sulle pubblicità presenti sugli indumenti, ricorrendo quindi all’abbinamento tra società - Lanerossi aveva acquistato il Vicenza - che sfruttava un vuoto normativo rimasto a lungo. La pratica era in realtà già stata sperimentata in periodo di guerra, con Juventus Cisitalia e Torino FIAT - quest’ultima con lo stemma dell’azienda automobilistica sul petto - che erano ricorse a questo abbinamento per evitare ai tesserati il reclutamento.

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Il caso del Vicenza si distingue però, in primo luogo, in quanto adeguamento a scopo puramente commerciale, già testato dal Lanificio Rossi con le società di Piovene e Schio nel decennio precedente. In secondo luogo, a fare la differenza è la sua longevità senza eguali, dato che questa sponsorizzazione si è protratta dal 1953 fino al 1989, restituendo come lascito l’attuale prefisso L.R. e lo stemma sulle maglie con la singola lettera. Quella dei berici viene ritenuta però una honorable mention, considerando che solo a ridosso degli anni Ottanta è stata riconosciuta dalla FIGC la possibilità di esibire uno sponsor sulle maglie da gioco, rendendo il caso del Vicenza più il precursore di quelli successivi.

Pirelli - Inter

Ben ventisei stagioni: questa la durata di Pirelli come main sponsor dell’Inter, tuttora un record tra collaborazioni presenti e passate. L’azienda di pneumatici ha accompagnato i nerazzurri fino all’annata calcistica 2020/21 inclusa, vivendo la vittoria di quattordici trofei nazionali, tra cui sei scudetti, oltre alla Coppa UEFA 1998 e alla Champions League 2010, coronamento dell’annata del Triplete. Questa collaborazione è stata talmente duratura che è proseguita anche dopo l’uscita di scena di Pirelli come main sponsor, convertendosi in Global Tire Partner dell’Inter.

La P lunga ha definito talmente bene e talmente a lungo l’estetica dell’Inter che, anche prima dell’inizio di questa stagione, sono uscite indiscrezioni sulla creazione da parte di Nike di una maglia rétro ispirata a quell’era, sebbene ancora non si abbia nulla di ufficiale. L’ultima creazione condivisa targata Pirelli è il cappello con il biscione in edizione limitata lanciato lo scorso anno per i trent’anni di partnership con i nerazzurri, prodotto in soli 1995 pezzi come richiamo alla data di inizio della partnership - qualcosa di esteticamente molto simile ai podium caps della Formula 1.

Pirelli ha così quasi triplicato il precedente record di Misura, marchio del Gruppo Colussi comparso sulle maglie dell’Inter - con gli inconfondibili pallini rossi sopra la lettera I e al centro della A - per nove stagioni tra il 1982 e il 1991. Una collaborazione interrotta appena dopo la vittoria della Coppa UEFA in quell’anno da parte dei nerazzurri, dopo aver vissuto un paio di anni prima anche lo scudetto dei record sotto Giovanni Trapattoni.

Mapei - Sassuolo

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Questo è un caso particolare, trattandosi di una sponsorizzazione diretta da parte della proprietà. Giorgio Squinzi, allora patron di Mapei, prelevò infatti il Sassuolo alla vigilia della stagione 2002/03, adottando il nome dell’azienda come main jersey sponsor già a partire dall’annata successiva. Il radicamento nel territorio emiliano della multinazionale milanese è poi passato attraverso la vittoria all’asta giudiziaria per l’assegnazione del Città del Tricolore, oggi noto come Mapei Stadium.

Si tratta di una partnership che dura da oltre vent’anni, passata per la C2 fino a tredici stagioni in Serie A, incluso il periodo di undici anni consecutivi tra il 2013 e il 2024 e l’attuale biennio, affermandosi di fatto come la più longeva in assoluto tra quelle all’attivo. E non è la sola di Mapei. La società edilizia ha infatti investito fortemente sul calcio sudamericano in questi anni, diventando main jersey sponsor del Club Atlético Lanús in Argentina, sleeve sponsor del Deportivo Independiente Medellín in Colombia, anche se per una sola stagione, e infine sponsor secondario sulle maglie del Tauro Fútbol Club di Panama. A queste partnership si sommano quelle europee con il club austriaco Grazer AK, quello norvegese Kongsvinger IL Toppfotball e con i bulgari del Dunav Ruse - in quest’ultimo caso come sleeve sponsor.

Acqua Lete - Napoli

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La stagione 2005/06 è stata la prima di Acqua Lete come main jersey sponsor del Napoli, allora in Serie C1. Quel nome in corsivo rosso sul petto delle maglie azzurre ha accompagnato il club partenopeo nella risalita in Serie A, avvenuta immediatamente nel giro di un paio di stagioni - in corrispondenza dell’avvio dell’era De Laurentiis.

Tempistiche significative, che hanno accompagnato questa partnership tutta campana fino alla sua fine diciotto anni dopo, al termine di quella stagione 2022/23 culminata con il primo scudetto del Napoli dopo 33 anni di digiuno. Una chiusura del cerchio da sogno per Acqua Lete, che ha lasciato spazio a MSC Crociere, già partner del Napoli dal 2011.

In realtà, un po’ come avvenuto per Pirelli, il rapporto tra le parti non si è troncato di netto. L’acqua ufficiale del Napoli dal 2023 è infatti Sorgesana, azienda sorella di Lete all’interno della famiglia della Società Generale delle Acque Minerali (SGAM), il cui marchio è attualmente inciso sul retro delle maglie in corsivo bianco contornato d’oro, appena al di sotto del numero. Un connubio storico, quindi, di cui rimane ancora traccia.

Parmalat - Parma

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Si torna in Emilia-Romagna, si torna a una situazione simile a quella di Mapei con il Sassuolo, sebbene in questo caso sia avvenuto tutto in casa. Calisto Tanzi, fondatore di Parmalat, acquistò infatti nel 1990 il club della città emiliana appena promosso in Serie A, tappa prefissata di una collaborazione che aveva già visto dal 1987 il nome della società lattiero-casearia sulle maglie ufficiali.

Parmalat è stata protagonista di un’evoluzione estetica iconica, vivendo il passaggio per Umbro, PUMA e infine Champion, passando dal fondo bianco, con i dettagli policromi sulle maniche e sull’indimenticabile colletto, alle ampie bande orizzontali gialle e blu. E soprattutto la società casearia ha vissuto il periodo del “Parma dei miracoli” allenato da Nevio Scala, vincitore tra il 1989 e il 1995 di una Coppa Italia, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa UEFA. Al palmarès di Parmalat vanno infine aggiunte altre due Coppe Italia, una Supercoppa Italiana e un’altra Coppa UEFA, ottenute prima del fallimento della società di Tanzi alla fine del 2003. Parmalat, dopo il risanamento, negli ultimi anni è tornata a collaborare con il club cittadino, diventando main sponsor del settore giovanile e, dalla stagione corrente, della squadra femminile.

Emirates - Milan

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Il rapporto tra Milan ed Emirates, la compagnia aerea di proprietà del fondo governativo Investment Corporation of Dubai, prosegue ininterrottamente da ben prima che la catchphrase Fly Better comparisse sulle maglie ufficiali della prima squadra maschile - oltre che su quelle delle giovanili, sugli spazi pubblicitari di San Siro, nei centri di allenamento rossoneri e via dicendo, con una ramificazione commerciale tipica del nation branding.

Emirates è infatti Official Airline Partner e Principal Partner del Milan dal 2007, ma è divenuto main jersey sponsor solo a partire dalla stagione 2010/11, portando immediatamente bene ai rossoneri, laureatisi quell’anno vincitori del diciottesimo Scudetto. Questa collaborazione ha affrontato tre rinnovi, l’ultimo dei quali nel 2025 per cifre e tempi ufficialmente sconosciuti, sebbene La Gazzetta dello Sport inizialmente abbia parlato di 30 milioni all’anno, per oltre 100 milioni di euro entro il 2030.

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Emirates ha così superato il primato di OPEL come main sponsor sulle maglie del Milan: la casa automobilistica tedesca è rimasta con i rossoneri per dodici stagioni, dal 1994 al 2006, comprendendo i primi anni dell’era Ancelotti e vivendo la vittoria di tre scudetti e della UEFA Champions League 2002/03.

Dacia - Udinese

Il rapporto tra Dacia e Udinese è durato per tredici anni, dalla stagione 2009/10 a quella 2022/23, un’abbondante striscia nel periodo continuativo di permanenza del club friulano in Serie A, dove milita ininterrottamente da trentadue stagioni - dietro solo a Inter, Roma, Milan e Lazio per longevità.

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Questa collaborazione è culminata nella ristrutturazione dello stadio cittadino, avviata nel 2013 con l’ottenimento del diritto di superficie per novantanove anni da parte della stessa Udinese e chiusa con l’assegnazione del nome di Dacia Arena alla struttura. Si tratta, in ordine cronologico, del terzo stadio italiano che completa un’operazione di naming rights dopo Juventus Stadium e Mapei Stadium, ma del primo in Europa intitolato a un brand automotive. Tra l’altro, piccola curiosità: Mapei ha contribuito alla ristrutturazione occupandosi della pavimentazione.

Barilla - Roma

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Quando la FIGC e la Lega Nazionale Professionisti consentirono ufficialmente nel 1981 di esibire sponsor commerciali sulle maglie, la Roma scelse Barilla, finendo per dare vita alla sponsorship più longeva del calcio capitolino. Un totale di 573 partite in tredici anni, che hanno visto la Roma conquistare il secondo scudetto della propria storia nel 1983, oltre a tre Coppe Italia. Curiosamente, proprio al tramonto di quell’era, esattamente nell’ultima stagione di collaborazione, ha inoltre debuttato con i giallorossi Francesco Totti.

Il nome Barilla, posizionato negli anni Novanta tra il Trefoil di adidas e la patch con il celeberrimo “Lupetto” stilizzato a opera di Piero Gratton, precursore della lupa capitolina presente invece nello stemma attuale, ha contribuito con tale forza all’estetica della Roma che la jersey giallorossa del 1992/93 è stata inclusa nella linea adidas Originals Bring Back del 2024.

Jeep - Juventus

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Nella passata stagione c’è stato un ritorno di fiamma a Torino, dato che Jeep è tornata main sponsor delle maglie della Juventus. La casa automobilistica statunitense, precedentemente acquistata da FIAT e adesso di conseguenza parte del gruppo Stellantis, è già stata infatti partner del club torinese a partire dalla stagione 2012/13, ma nel 2024 aveva deciso di non rinnovare gli accordi per una scelta strategica interna. Una separazione breve, ma non un divorzio, che porta il conto delle stagioni di Jeep in bianconero a quota quattordici in totale, seppur non consecutive.

In ogni caso, considerando anche solo il primo periodo di dodici anni, si tratta dello sponsor più longevo in assoluto per il club torinese, la cui unica partnership precedente arrivata in doppia cifra risale ad Ariston, tra il 1979 e il 1989. Il nome dell’azienda, nata inizialmente come marchio delle Industrie Merloni a Fabriano, in provincia di Ancona, non è comunque comparso sulle maglie bianconere prima del 1981 a causa del divieto sulle pubblicità da parte della Federazione, rendendo di fatto Jeep l’unico sponsor juventino dalla tradizione decennale.

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