Quando Giorgia Meloni avrebbe voluto Silvia Salis come presidente del CONI Oggi le due sono rivali in politica

Silvia Salis. Il nome più ricercato in Italia in questo momento. Sindaca di Genova, 40 anni, atleta olimpica in due edizioni (Pechino 2008 e Londra 2012) nel lancio del martello, Salis viene descritta come la principale rivale politica dell’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista delle elezioni politiche in programma nel 2027. Ad oggi lei non ha ufficializzato la sua candidatura, anzi ha confermato che non prenderà parte alle primarie del Partito Democratico, allo stesso tempo non ha smentito la possibilità di guidare la coalizione di centrosinistra e anzi ha fatto capire di esserne interessata.

Il caso CONI e lo scontro tra potere sportivo e governo

La prima volta che le strade di Giorgia Meloni e Silvia Salis si incrociarono fu a cavallo tra il 2023 e 2024, quando Salis ricopriva la carica di vicepresidente vicaria del CONI, ultimo gradino della sua ascesa nelle politica sportiva dopo l'elezione nel 2016 nel Consiglio Federale della Federazione Italiana di Atletica Leggera e l'ingresso nel 2017 nel Consiglio Nazionale del CONI. Uno dei temi più delicati in quel periodo storico riguardava la possibilità di concedere all’allora presidente del CONI Giovanni Malagò un quarto mandato alla presidenza così che potesse ricoprire ancora quella carica in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026.

Come ovvio che fosse, Malagò spingeva in questa direzione mentre Meloni era più incline a non accordare concessioni, intraprendendo la strada di un cambiamento. In questo scenario cominciò ad emergere il nome di Salis come possibile candidata forte alla presidenza del CONI, un quadro che secondo più versioni era gradito anche a Meloni stessa la quale cullava l’idea di una donna a capo del movimento olimpico italiano, anticipando quanto sarebbe accaduto nel Comitato Olimpico Internazionale nel 2025 con l'elezione di Kirsty Coventry. Per questo stesso motivo un altro nome che emerse in quei giorni fu quello di Diana Bianchedi.

Perché il nome di Silvia Salis pesa nella politica italiana

Salis non si espose mai pubblicamente sul tema ma alcuni report dell’epoca la segnalarono come molto attiva dietro le quinte per trovare gli appoggi decisivi per ottenere la vittoria alle elezioni che si sarebbero tenute nel 2025. Alla fine la candidatura di Salis non si materializzó. La ragione principale è da ricercare nell'insistenza di Malagò il quale non favorì mai l’ascesa di un suo erede perché impegnato in prima linea ad ottenere a tutti i costi un nuovo mandato alla presidenza del CONI per Milano Cortina.

Quando questo scenario non si realizzò e vennero indette elezioni per eleggere il nuovo presidente del CONI, Malagò consultò i presidenti federali e intuì che avrebbero votato solo uno di loro, non un candidato esterno al loro circolo, di fatto tagliando fuori dalla corsa Bianchedi e Salis. Solo che a questo punto della vicenda, Salis era addirittura uscita di scena. Di fronte allo stallo tra Malagò e il Governo, Salis decise di sfilarsi e nel febbraio 2025 ufficializzò la sua candidatura a sindaca di di Genova, primo passo di una carriera politica che in futuro, magari prossimo, potrebbe portarla al Governo.

Le Olimpiadi a Genova?

Lo sport però non è uscito del tutto dalla vita professionale di Salis. Anzi, il suo obiettivo ora è quello di portare i Giochi Olimpici a Genova sfruttando il metodo delle Olimpiadi diffuse. In questo caso le città che accompagnerebbero Genova sarebbero Milano e Torino. Come si legge in un comunicato ufficiale: "Le Regioni Piemonte, Lombardia e Liguria, insieme alle Città di Torino, Milano e Genova, annunciano l’avvio di un percorso congiunto volto a valutare la possibilità di presentare una candidatura unitaria del Nord-Ovest italiano per ospitare una futura edizione dei Giochi olimpici e Paralimpici estivi, con un primo orizzonte temporale rappresentato dal 2036 o, in alternativa, dal 2040". Siamo ovviamente in una fase preliminare e non c'è nemmeno la primissima bozza di una candidatura, ma il successo di Milano Cortina 2026 è stato così ampio che ora l'Italia, attraverso tre delle sue città più importanti, spera di organizzare i Giochi estivi per la la prima volta dal 1960.