
Moncler ha rubato la scena alla cerimonia d'apertura di Milano Cortina 2026 I look del Brasile sono entrati nella storia dei Giochi Olimpici Invernali
La cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 è stata spettacolare. San Siro per una notte è diventato il centro del mondo, con 9500 atleti provenienti da 93 nazioni differenti che hanno trasformato il prato della Scala del Calcio in un'enorme passerella. Le collezioni formalwear sono state impeccabili ma in questo contesto c’è un brand che ha alzato l’asticella rubando la scena: Moncler. Il marchio dell'inverno per eccellenza ha segnato il suo ritorno ai Giochi Olimpici Invernali per la prima volta dal 1968, in qualità di sponsor ufficiale del Comitato Olimpico Brasiliano e sponsor tecnico della Federazione Brasiliana degli Sport sulla Neve, con una collezione d'impatto. Il classico piumino è stato reinventato in diverse versioni, ma il look che ha catturato le maggiori è stato quello indossato dal portabandiera Lucas Pinheiro Braathen: un mantello bianco, riprodotto in perfetto stile Moncler, impreziosito all'interno dalla bandiera brasiliana cucita e abbinata a un completo giacca e pantaloncini. Il resto della delegazione brasiliana ha invece sfilato con kit blu scuro, arricchiti da accenti verdi, completati da cappelli in stile esploratore.
Look iconici destinati a restare per sempre nella storia dei Giochi Olimpici. Per saperne di più su questa collezione abbiamo intervistato Oskar Metsavaht, il designer brasiliano che ha collaborato con Moncler curando l’intera linea.
Moncler è tornato ai Giochi Olimpici Invernali per la prima volta dal 1968. Come ti sei sentito quando ti hanno chiesto di disegnare la collezione per Milano Cortina 2026?
“Quando Remo Ruffini mi ha invitato a disegnare la collezione per la squadra brasiliana, ovviamente ne sono stato felicissimo, non solo per il piacere del processo creativo, ma anche per la responsabilità di lavorare con lui per un brand che ha una grande tradizione. La sua visione di riportare Moncler ai Giochi Olimpici Invernali segna un momento importante nella storia del brand. Partecipare al grande momento di Lucas, un atleta di punta nello sci alpino, un brasiliano che evoca lo spirito di gioia del Paese e ha un senso della moda molto cool nel suo stile. Questo mix di Olimpiadi invernali, tradizione di un marchio sportivo di lusso, spirito brasiliano e Generazione Z, rappresenta lo spirito del tempo di oggi. Per me è stata una grande fonte di ispirazione per la collezione dedicata alla squadra per la cerimonia di apertura.”
Qual è stata la sfida più grande nell’unire la tua visione creativa ai codici estetici di Moncler?
“La sfida è stata quella di bilanciare i diversi input di ispirazione con la precisione necessaria per ottenere una sintesi potente. Il linguaggio stilistico di Moncler è altamente definito, tecnicamente rigoroso, funzionale e disciplinato. Inoltre, durante il nostro primo incontro, Remo mi ha inviato alcune immagini delle collezioni del 1968. Quindi, il mio approccio è stato quello di lavorare all'interno di quei codici introducendo elementi di ispirazione che ho descritto nella risposta precedente e i miei elementi di stile legati alla mia esperienza nello snowboard dal 1990 dato che ho partecipato ad alcune competizioni in Sud America per la squadra brasiliana, alla biomeccanica/ergonomia derivanti dalla mia esperienza nella medicina sportiva e al mio lavoro come stilista presso Osklen. Potrei dire che non si è trattato tanto di imporre una firma, quanto piuttosto di calibrare la sensibilità per portare un'immagine significativa nella cerimonia di apertura a Moncler e alla squadra brasiliana.”
In che modo il patrimonio culturale brasiliano, che difficilmente si collega agli sport invernali, si riflette in questa collezione?
“Tutto inizia con una superficie bianca. La tela per un dipinto, la pagina di un quaderno per uno schizzo, una montagna innevata... Così ho pensato che le uniformi dei portabandiera dovessero essere un total look in bianco, con piccoli dettagli nei colori della bandiera brasiliana. Il bianco, per me, è sinonimo di sicurezza e raffinatezza, soprattutto per una cerimonia di apertura delle Olimpiadi a Milano! Il Brasile si presenta con discrezione. I colori sono tenui, ma racchiudono molta energia. È l'anima brasiliana in una forma più sobria ed elegante.”
Come è nata l'idea del mantello per i portabandiera? Hai lavorato a stretto contatto con Lucas Pinheiro Braathen durante la progettazione di questi modelli?
“Il mantello nasce dall'idea di movimento e trasformazione. Mi sono ispirato allo spirito del carnevale di Rio, non all'eccesso, ma al modo in cui gli abiti cambiano significato mentre si muovono. All'esterno, il mantello è completamente bianco. All'interno, il tessuto riporta le forme e i colori della bandiera brasiliana, che si rivelano solo con il movimento. Lucas è un amico e c'è un forte senso di reciproca ammirazione. Non abbiamo lavorato insieme alla collezione delle uniformi, ma la sua presenza e il suo stile personale sono stati sicuramente fonte di ispirazione. Ho adorato il momento in cui il team di Moncler mi ha mandato un video della prima prova con Lucas che indossava il mantello, pieno di energia, con un grande sorriso, dicendo: ‘Oskar, guarda, abbiamo già conquistato le Olimpiadi!’”.
C'è un dettaglio della collezione di cui sei particolarmente orgoglioso?
“Sono particolarmente orgoglioso del mantello bianco. Rappresenta la neve, elemento essenziale dei Giochi Olimpici Invernali, e trasmette un senso di maestosità discreta. Sotto questa superficie bianca compaiono i colori della bandiera brasiliana, ispirati alle tonalità delle nostre foreste tropicali. Emergono delicatamente, come il calore che sale dal freddo. È il mio modo di portare la presenza brasiliana in questo mondo alpino: sottile, emotivo e intenzionale.”



























































