Cosa possiamo aspettarci da Reebok al Mondiale 2026? Un ritorno tra heritage e innovazione
Tra i tanti temi di interesse legati al Mondiale 2026 c’è anche il ritorno di Reebok. Il brand è lo sponsor ufficiale di Panama e ha presentato le prime maglie ufficiali per un Mondiale griffate con il Vector dal 1998. Questo passaggio si inserisce in un quadro più ampio, in cui Reebok ha lavorato con costanza per presentarsi negli Stati Uniti per rilanciarsi definitivamente nel mondo del calcio.
Le maglie cult di Francia '98 e USA '94
L’estetica di Reebok ai Mondiali riparte da due maglie per cui l'appellativo di culto non risulta esagerato. Il primo riferimento è alle jerseys sviluppate per il Cile in occasione di Francia '98. In quell’edizione Reebok era sponsor tecnico anche di Paraguay e Colombia ma sono le maglie de La Roja a catturare l’attenzione. Questo perché il Vector diventa parte integrante del design, disegnato in bianco su fondo rosso sulla Home e in rosso su fondo bianco sull’Away lungo tutta la parte superiore. Una fantasia che Reebok aveva già sdoganato qualche anno prima, probabilmente l’unico caso in cui il logo di un brand diventa parte integrante del progetto creativo.
Il secondo riferimento è all’edizione precedente ovvero USA '94. In questo caso Reebok sponsorizzava solo la Russia e in uno scenario dominato dai pattern geometrici, il brand decise di raddoppiare la posta introducendo un colletto brutalista. Un trapezio impreziosito dal pattern a scacchi che colorava anche le maniche e il logo inserito in piccolo al centro della piccola fascia orizzontale. Un design avanguardistico che verrà ripreso successivamente anche da altri brand.
Il ritorno degli scarpini Reebok nel calcio
Il rilancio di Reebok nel calcio non passa però solo dalle maglie. Un passaggio fondamentale riguarda gli scarpini: a inizio marzo Dušan Vlahović, con una mossa a sorpresa, è sceso in campo durante un allenamento della Juventus indossando un paio di scarpini bianchi con dettagli neri ma soprattutto con il logo di Reebok ben in vista. Un’immagine di impatto con cui il brand in qualche modo annunciava la propria intenzione di tornare forte anche in questo mercato.
L’avvicinamento al Mondiale 2026 sta portando con sé un hype sempre più crescente, come se fosse un appuntamento con la storia. Un momento che segnerà i prossimi anni dell’estetica calcistica e che quando ci guarderemo indietro, tra 10 oppure 20 anni, ricorderemo con piacere per l’innovazione portata in campo.
È in questo filone che si possono inserire gli scarpini Reebok, modelli che se sviluppati con coraggio possono andare oltre la dimensione di nicchia che avevano saputo crearsi in passato ai piedi di Thierry Henry e Ryan Giggs. Reebok ha la grande occasione per tornare rilevante nel calcio, utilizzando il Mondiale 2026 come trampolino di lancio verso un'estetica di rottura che da sempre ha caratterizzato il suo heritage.