Nike ha ridisegnato i warm-up gear delle 30 franchigie NBA Una nuova estetica

La preseason NBA di quest’anno si è distinta per un hype inedito, complice il mercato estivo che ha portato a una marea di debutti non ufficiali. LeBron James ha chiuso la prima apparizione con i Philadelphia 76ers, dove è approdato anche l’MVP delle Finals del 2024 Jaylen Brown, mai prima d’ora con una canotta che non fosse quella dei Boston Celtics. Molte altre stelle che hanno cambiato squadra, su tutte Giannis Antetokounmpo con Miami e LaMelo Ball con Minnesota, hanno inoltre disputato amichevoli dall’intensità più simile a quella della regular season, in modo da farsi notare subito di fronte ai nuovi tifosi.

Aggiungendo anche grandi ritorni dopo l’infortunio come quelli di Tyrese Haliburton e Kyrie Irving, o le schiacciate in contropiede di Ja Morant per presentarsi ai tifosi di Portland, i numeri delle interazioni con i contenuti sui canali social ufficiali NBA hanno raggiunto cifre molto superiori a quelle degli anni passati. Eppure, nonostante questo exploit, a rubare la scena sono stati i nuovi capi pre-partita ideati da Nike, immediatamente virali tra la community cestistica più ampia e attiva del globo.

La collezione Standard Issue di Nike

Tutte e trenta le squadre NBA indosseranno il proprio, personalizzato warm-up gear facente parte della collezione Standard Issue di Nike. L’obiettivo dichiarato dello Swoosh è quello di avvicinare la next gen di cestisti ai fan vecchi e nuovi, puntando su vari capi e modelli, dalle più classiche hoodie oversized alle versioni sullo stile muscle tee con manica amputata alle spalle, passando anche per ampi pantaloni lunghi e shorts.

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Il payoff scelto per la campagna è Worn with Obsession, frase che compare sui capi stessi e che mira a raccontare il concept di fondo: l’ossessione, in primis dei giocatori, ma anche dei fan che osservano da fuori. Nel video promozionale, dove compaiono i fratelli Amen e Ausar Thompson, Jalen Johnson, Ace Bailey e la prima scelta assoluta al Draft 2026 AJ Dybantsa, il messaggio è che quanto viene fatto nell’oscurità - in questo caso, una partita notturna in un playground di strada nascosto che viene raggiunto da una serie di spettatori da varie parti della città - alla fine torna anche sotto i riflettori.

Il prossimo step per questa collaborazione tra Nike e NBA consisterà nel lancio delle Specter Uniforms per squadre storiche della Lega, in particolare per le tre franchigie più antiche - New York Knicks, Boston Celtics e Golden State Warriors - e per quelle nate appena prima degli anni Cinquanta, cioè Los Angeles Lakers, Philadelphia 76ers, Detroit Pistons, Atlanta Hawks e Sacramento Kings.

L’estetica dei warm-up gear

L’ossessione si distingue come una caratteristica bilaterale, dei giocatori e dei fan, concetto piuttosto chiaro dai commenti dei personaggi del video promozionale a un’azione di gioco celebre della passata stagione, il buzzer beater da metà campo segnato da Josh Giddey dei Chicago Bulls contro i Los Angeles Lakers. Il tifoso casual è quello che pensa si tratti di un semplice colpo di fortuna e lo sminuisce, mentre il die hard fan spiega che il canestro è qualcosa di più profondo, prima di dirigersi di corsa in direzione del playground dopo aver ricevuto una sorta di chiamata interiore. Questa ossessione, che può manifestarsi nel duro lavoro o anche solo restare impalpabile, influenza la percezione del mondo circostante.

I loghi delle franchigie o i loro nomi appaiono poco nitidi nonostante un colore molto vivace applicato su un fondo generalmente neutro o in contrasto, distinguendosi per la particolarità della sfocatura. Questa caratteristica, che rende quasi l’effetto delle colature di vernice spray, vuole invocare la distorsione della realtà che nasce dall’ossessione e dagli eccessi, dal superamento del limite psicofisico, il vero prezzo da pagare per quei pochi che hanno accolto questa vocazione. La lente opaca con la quale si osserva il mondo diventa dunque di stampo impressionista, rendendo le immagini sui capi una sorta di bagliore al neon nell’oscurità che l’occhio standard non riesce a captare lucidamente - una figura che rende bene il contrasto tra luce e oscurità alla base della campagna.

I migliori warm-up gear NBA della stagione 2026/27

Una delle squadre più curiose assemblate da quest’anno risponde al nome Washington Wizards. Nella seconda metà della passata stagione, hanno completato scambi totalmente random per Trae Young e Anthony Davis, infilando due stelle fatte e (forse anche fisicamente) finite in un nucleo giovane e in ricostruzione, al quale adesso va aggiunto anche lo stesso rookie AJ Dybantsa comparso nel trailer di Worn with Obsession. Ad attirare i riflettori sulla squadra, oltre alla curiosità per questa accozzaglia di giovani e veterani che deve ancora essere decifrata, ci ha pensato in preseason il capo scelto da Anthony Davis per il riscaldamento: si tratta di una felpa smanicata con cappuccio, senza dubbio l’elemento più particolare della collezione, dove sul petto compare a caratteri cubitali e distorti il nome Wizards di un rosso acceso sul fondo blu scuro. Un Young più infreddolito - forse come omaggio al soprannome Ice Trae - ha invece optato per la divisa lunga, con il logo di Washington sulla felpa e soprattutto sui pantaloni.

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Particolarmente avvantaggiati dal logo sono i Minnesota Timberwolves, freschissimi dopo aver affiancato LaMelo Ball a una superstar in the making come Anthony Edwards. E ancora più stilosi, grazie ai colori notturni del proprio stemma con il lupo che ulula alla luna sotto forma di palla da basket, poggianti su un fondo nero. Questa fantasia figura particolarmente bene soprattutto sui pantaloni, mentre per i capi pre-game si è scelto il logo totalmente bianco sul tessuto con tecnologia Aero-FIT di Nike, già vista per i kit dello scorso Mondiale di calcio. Tra le altre squadre più di nicchia, svettano su tutti i Toronto Raptors soprattutto grazie al giacchetto personalizzato indossato da Scottie Barnes durante gli shooting ufficiali, di un rosso sgargiante interrotto dal nome della franchigia in nero sulla schiena. A fare la propria figura è comunque anche la felpa con cappuccio dove figura una piccola variazione del disegno più bello della storia NBA, quello del dinosauro, in questo caso intento a mordere la T di Toronto.

Da citare infine gli Indiana Pacers tra gli small market, se non altro per il bellissimo contrasto tra la palla gialla del logo - del quale appena si riesce a delineare la P - e il fondo scuro, tanto nelle felpe quanto nei pantaloncini. Il fiore all’occhiello resta comunque la pregame che ha accompagnato il ritorno di Tyrese Haliburton, dove il giallo in questo caso si è totalmente preso la schiena del giocatore intento a salutare il proprio pubblico - per l’occasione ha anche pagato interamente i biglietti per la student section.

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Quanto ai più mainstream, è impossibile non citare i capi realizzati per Lakers, Celtics, Warriors e Knicks, questi ultimi campioni NBA. A svettare nel caso dei newyorkesi è la pre-game in tecnologia Aero-FIT, dove lo sfondo nero traforato si nota bene in pieno contrasto con il logo arancione, un accostamento che ha già riscosso enorme successo negli anni passati con le Edition Jersey. Poco creativo, ma sempre affascinante, il dualismo tra il giallo dello sfondo e il viola del logo dei losangelini, mentre nel caso dei Boston Celtics più particolare la jersey da allenamento, molto scura e dove il nero domina sul verde, che recupera solo delineando i controni del tipico trifoglio del logo. Premio fantasia che non va nemmeno agli Warriors, i quali però hanno sapientemente optato per molteplici colorazioni dei capi da passeggio, pur restando sul classico blu e oro per le divise pre-game.

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