Non tutti gli accordi con Nike sono uguali Dai No Contract alle partnership Elite

Inter e Monza sono le uniche due società di Serie A ad avere Nike come sponsor tecnico. Tra i due accordi con il brand americano, però, c’è una differenza abissale. Da una parte si tratta di un contratto stipulato dal club tramite un attore terzo, dall’altra una sponsorizzazione esclusiva che dura da oltre trent’anni. Un numero crescente di club si affida a distributori d’abbigliamento per arrivare ai brand che dominano la scena delle forniture sportive tecniche, e non viceversa. Non c’è una risposta risolutiva che giudichi la mossa come giusta o sbagliata, poiché dipende dagli obiettivi commerciali delle società: alcune preferiscono lo swoosh o il trefoil con un capo standardizzato, altre optano per un brand minore ma che offre una maggior personalizzazione. Ciò che risulta interessante è osservare i diversi trend.

L’accordo tra Monza e Nike

Per la stagione appena iniziata Nike è diventato sponsor tecnico del Monza, attraverso GTZ Distribution. Annunciata il 12 giugno 2026, va a succedere all’era Lotto , iniziata nel 2019 e terminata dopo ben 7 stagioni. Il lavoro di GTZ non si limiterà alla chiusura di questo accordo commerciale, bensì seguirà e svilupperà l’identità tecnica e delle future partnership del club brianzolo con Nike, facendo da autentico collante. Ma chi è questo terzo attore? Si tratta di un distributore ufficiale di abbigliamento sportivo, che in questo caso funge da ponte tra il club e il marchio statunitense. GTZ è uno dei partner ufficiali per la distribuzione di Nike, adidas e PUMA in Italia, iniziata nel 2011 sulla scia della fortunata attività di forniture di prodotti medici. Nel 2015 viene raggiunto l’accordo con Nike, poi adidas tre anni più tardi e a seguire arriva Puma.

Oggi GTZ fornisce abbigliamento tecnico allle academy di Milan, Sassuolo, Barcellona sezione italiana così come le prime squadre di Alcione, Mestre, Velasca rimanendo nel settore calcistico. Nel mondo del basket i due club che si affidano al retailer sono l’Aquila Trento e l’Apu Udine, poi si spazia ancora in società di canottaggio e rugby. Questo tipo di pratica allunga inevitabilmente i dialoghi tra i due soggetti principali, con un rapporto pressoché indiretto, mentre accorcia le distanze per tutta una serie di club dilettantistici che riescono ad arrivare ad un brand internazionale in maniera più agevole.

Gli altri retailers molto attivi

GTZ Distribution è solo uno dei numerosi distributori d’abbigliamento tecnico attivi nel settore. GG Teamwear è un altro grande distributore su territorio nazionale che vanta note collaborazioni nella Penisola. Tra queste rientrano in Serie B l’Ascoli, cliente dal 2018 e Benevento, entrambe con fornitura Nike. In Serie C troviamo la Casertana con sponsor adidas e la Folgore Caratese con Nike, così come Foggia, Campobasso e Savoia con cui GG Teamwear ha firmato un accordo da questa estate. Nella sua scuderia figurano poi diverse società di calcio a 5 nonché il team di Sportitalia, con una linea d’abbigliamento per gli inviati, sintomo dell’importante lavoro che il rivenditore napoletano sta eseguendo.

Guardando al di là dei confini nazionali troviamo Pendle Sportswear, una potenza britannica del settore che rifornisce circa 28 mila club del panorama calcistico dilettantistico e amatoriale UK addirittura dal 1977. Nella tradizione inglese rientra anche Just Sport Group, fornitore di Nike e Avec per grandi nomi del calcio d’oltremanica: nel 2004 apre lo store fisico dell’Aberdeen ed inaugura l’attività di gestore dei negozi dei club con cui collabora, operazioni di merchandising annesse. Poi nel corso degli anni si è specializzata nell’agevolare contratti tra club e suppliers, assistendo club come Fulham, Crystal Palace, Hull City, Sheffield United e Preston North End. I contratti attualmente in essere sono quelli con Birmingham City, Portsmouth e Sunderland. 11Teamsports è poi diventata una potenza sul mercato tedesco, arrivando ad accordi con la maggior parte dei club di Bundesliga e Zweite. Augusta, Wolfsburg, Heidenheim, Eintracht Braunschweig, Amburgo, Friburgo, Stoccarda, e Schalke 04 sono solo alcune delle società che si sono affidate, nel corso degli anni, a questo retailer.

La piramide dei contratti con Nike

Nel settembre 2020 il sito footyheadlines.com teorizzò un’interessante piramide degli accordi di sponsorizzazione che Nike ha con i diversi club. I cinque livelli variano per intensità del rapporto tra le due parti, cifre del contratto commerciale e personalizzazione dei capi d’abbigliamento prodotti. La fascia più bassa è quella dei No Contract, dove si trova la miriade di club, perlopiù amatoriali, che non intrattengono alcun rapporto con Nike ma comprano direttamente l’equipaggiamento tecnico per le loro formazioni. Al gradino successivo si trovano i 3rd Party, club che per l’appunto sono legati al brand attraverso accordi chiusi da terzi. È questo il caso del Monza e degli altri club sopracitati, che si appoggiano a retailers. A metà c’è il livello Standard, popolato da club di media caratura a cui Nike fornisce divise da gara con modelli piuttosto omogenei, dove cambiano i colori e poco più. Si passa poi al Premium, tipo di rapporto altamente curato in cui Nike personalizza i kit home e away e tutta una linea di sportswear dedicata. Infine arriviamo al livello Elite, dove le relazioni tra società e supplier raggiungono l’apice: accordi da cifre monstre, kit super esclusivi, edizioni speciali e campagne commerciali ad-hoc. Rientrano in questa fascia i top club europei, Inter compresa.

Il rapporto ultratrentennale Inter-Nike

I nerazzurri hanno rinnovato nel luglio 2023 l’accordo con Nike fino al 2032. Stiamo parlando di una delle partnership più longeve e durature, iniziata nel 1998 e che supererà agevolmente i 30 anni di età. Un accordo di sponsorizzazione tecnica, dove Nike gestisce la distribuzione globale dei prodotti e li promuove sul mercato con campagne dove il club è assoluto protagonista. Ora, dopo sei anni dal concepimento di questa piramide qualche dinamica è cambiata e sempre più squadre vanno alla ricerca dell’esclusività per costruire un’identità unica.

Anche per questo si apre la porta a contratti con altri sponsor tecnici, magari meno influenti ma con una maggior “attenzione al cliente”. Ciò non vuole essere una critica a Nike, la quale non può numericamente offrire lo stesso tipo di servizio ad ogni club che sponsorizza, presentando per ognuno design differenti. La tendenza di una sorta di scrematura dei contratti tra il supplier americano e le società calcistiche sembra essere confermato dai numeri: nella stagione 2026-27 saranno circa 240 i team nel mondo che avranno lo Swoosh sulle proprie divise, al cospetto degli 860 dello scorso campionato e gli oltre 1000 del 2024-25.

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