
L’interminabile storia del Nou Mestalla di Valencia Lo stadio che dovrebbe essere pronto dopo vent’anni
Uno stadio non ancora inaugurato che ben presto compirà 20 anni. Stiamo parlando del Nou Mestalla di Valencia, presentato nel 2006 nell’immediato apice sportivo del club e rimasto a lungo un gigante di cemento senza vita. Tra avvio dei lavori, stop forzati e rivalutazioni per rilanciare l’opera, sono ben sei i differenti progetti che si sono avvicendati durante questo periodo.
Oggi il cantiere, rimasto fermo per 16 anni, è in piena attività e sta finalmente per regalare una nuova grande struttura alla città e alla comunità autonoma già nota per un aeroporto fantasma, inutilizzabile fino a poco tempo fa. Restiamo sì ottimisti ma scaramantici, usando il condizionale, nel dire che la fine dei lavori dell’affascinante impianto dagli spiccati richiami storici dovrebbe aver luogo entro la prossima estate. Quella in corso sarebbe dunque la stagione d’addio all’attuale Estadio de Mestalla della tifoseria valencianista che ormai non ci speravano più e che da anni restano in aperto conflitto con il patron singaporiano Peter Lim, anche per la vicenda stadio.
Il progetto originale
La storia del Nou Mestalla inizia ufficialmente il 10 novembre 2006, quando nella spettacolare cornice della Città delle Arti e delle Scienze viene presentato il progetto di un nuovo stadio per il Valencia. Il grande promotore è l’allora presidente Juan Bautista Soler, sostenitore di un impianto in grado di aumentare la competitività internazionale del club, sulla scia dei successi sportivi ottenuti. I blanquinegres erano infatti reduci da un ottimo debutto di millennio, con due Liga, una Coppa UEFA, una Supercoppa europea e due finali di Champions League consecutive raggiunte.
Un impianto all’avanguardia avrebbe aiutato la società a fare un ulteriore passo in avanti sostituendo lo storico Mestalla, casa del Valencia dal 1923. L’anno successivo alla conferenza i lavori vengono avviati, precisamente nel primo giorno di agosto del 2007. L’area urbana scelta è quella del dinamico e popoloso barrio di Benicalap, ubicato nel nordest della città e a circa 5 km dall’Estadio de Mestalla. Il disegno originale del Nou Mestalla, affidato al noto architetto Fenwick, prevede una spettacolare facciata esterna che riproduca i quartieri della città ed il fiume Turia. All’interno potranno prendere posto 75.100 spettatori, con zone vip, ampi parcheggi e il museo del club, mentre l’unica richiesta arrivata dal Comune è di dotare l’impianto di una pista d’atletica.
L’inizio delle sventure
Durante la terza settimana degli scavi preliminari si ritrova un notevole patrimonio archeologico, tra cui un ponte del 1400 e mulini medievali ma, escludendo ciò, non vi sono intoppi e i primi mesi sono di grande speranza e propulsione. La storia si inizia ad incupire il 26 maggio 2008, quando in un tragico incidente nel cantiere di costruzione perdono la vita quattro operai impegnati nell’assemblaggio di una cassaforma metallica. Vengono realizzati la fondazione e lo scheletro principale in cemento armato, poi a febbraio 2009 tutto si ferma: si scopre che l’ammontare del debito del Valencia Club de Fútbol è pari a 547 milioni di euro, la maggior parte dei quali con Bancaja, istituto di credito legato al finanziamento dello stadio.
La crisi immobiliare del 2008, che investe tutto il mondo, si rivela cruciale nello stop ai lavori, dato che fa completamente mandare all’aria il piano di finanziamento previsto, che si fondava sulla vendita delle parcelle del vecchio Mestalla a un determinato prezzo, ormai crollato. A giugno cambia l’assetto degli azionisti del club e viene annunciato un aumento di capitale per risistemare la situazione, mentre sul finale dell’anno 2011 è ufficializzato un accordo con un nuovo ente creditore, Bankia. L’idea è di riavviare i lavori e finirli nel 2014, modificando il progetto della facciata esterna che passerebbe ad essere in vetro azzurro, pur senza consulta di Mark Fenwick. Bankia si vede però costretta a rompere l’accordo nel settembre 2012 a causa di restrizioni dettate dalla BCE ed altri intoppi.
Fasi di agonia prolungata e la rinascita
Un anno più tardi, nel 2013, il progetto viene ampiamente revisionato, al fine di ridurre sensibilmente i costi. La capienza passa a 61.500 posti, il numero di parcheggi è ridotto e vengono tagliate fuori tutta una serie di facilities ed attività circostanti all’impianto. Le trattative inerenti ad un nuovo cambio societario, che portano l’imprenditore di Singapore Peter Lim al timone, bloccano nuovamente tutto. Il nuovo obiettivo è quello di inaugurare il Nou Mestalla per il centenario del club, nel 2019, ma ci si rende conto ben presto dell'impossibilità. Negli anni seguenti si osserva un immobilismo societario che aumenta le già presenti preoccupazioni delle istituzioni. Tra scadenze non rispettate, si assiste ad un’escalation che porta alla cessazione degli impegni del club: il Nou Mestalla entra ufficialmente nella triste lista delle opere incompiute.
Nel 2023 un nuovo lume di speranza si riaccende con l’assegnazione del Mondiale 2030 alla Spagna, con Valencia bramosa di rientrare tra le sedi scelte dalla Federazione candidando l’ipotetico futuro stadio. La burocrazia accelera per agevolare il club nel nuovo avvio ai lavori, che dovranno prendere il via entro il gennaio 2025. La RFEF, tuttavia, esclude ad ogni modo Valencia dalla selezione iniziale. Alla società arrivano però fondi dal progetto d’investimenti LALIGA Impulso in compartecipazione con CVC Capital Partners e dalla vendita di terreni circostanti al nuovo stadio, che vede finalmente il riavvio dei lavori il 10 gennaio 2025, 16 anni dopo lo stop che aveva fatto diventare un meme tutta la vicenda. Determinante nella vicenda è l’aiuto di un attore protagonista come il gruppo bancario Goldman Sachs.
Come sarà il Nou Mestalla?
Il disegno definitivo, sviluppato sempre dal gruppo Fenwick Iribarren Architects, si discosta parecchio da alcune delle idee iniziali per prendere una direzione forte e particolare. Il riferimento a cui la struttura si rifarà è la tholos greca, costruzione di forma circolare con colonnato, comunemente utilizzata per i templi classici. La sensazione è quella di una vera e propria arena che attraversa i secoli e crea un ponte storico tra antichità e contemporaneità, dove identità del club e spirito mediterraneo si incontrano. Una sequenza di 50 pilastri d’acciaio sosterrà quindi la struttura del tetto sulla quale poggerà una membrana traslucida, soluzione leggera ed efficiente in grado di coprire grandi dimensioni, a cui si aggiungeranno dei pannelli fotovoltaici.
La nuova capienza prevista è di 70.044 posti che saranno spalmati su tre differenti anelli. Questi saranno comprensivi di ben 6500 posti hospitality che includono, ad esempio, il Bronce Club al prezzo di 2150 euro a stagione, con cui si avrà accesso ad una terrazza da oltre 1000 metri quadri, con balconate esterne. Una parte di seggiolini, con una discreta distanza l’uno dall’altro, saranno di color arancio vivo con i restanti di colore nero che disegneranno un gigantesco pipistrello nero, simbolo della squadra e della città. Le ultime file degli spalti superiori avranno una forma semicircolare facendoli assomigliare a dei giganteschi petali, sia visti internamente che esternamente.
La denominazione Nou Mestalla non è mai stata messa in discussione, sin dal 2006, tuttavia sono ancora in corso le negoziazioni dei naming rights con grossi sponsor, che si affiancheranno commercialmente al nome originale. In generale, la direzione è quella di tutti gli stadi moderni, interpretati come centri polifunzionali attivi 365 giorni l’anno, accogliendo attività culturali, sociali e gastronomiche. La consegna dello stadio è prevista per la prossima estate, con data limite fissata per l’11 luglio 2027. Il tempo stringe, eppure l’ottimismo è finalmente tornato e trova riscontro reale: attualmente possiamo considerare l’impianto completo al 78%, come indicato dal sito specializzato Amunt Mestalla, che aggiorna settimanalmente sullo stato dei lavori e possiede un interessante archivio fotografico dello stadio. Inoltre, dopo le rinunce di alcune delle sedi inizialmente indicate dalla Federazione, a luglio si è ipotizzato un clamoroso rientro in gara del Nou Mestalla per il Mondiale 2030, che rappresenterebbe una ciliegina sulla torta per la città e per la rinascita della struttura.




























































