Un freestyle di Skepta del 2009 è diventato l'ultimo trend del TikTok calcio Tutto è nato da Taarabt

Settimana scorsa quando Adel Taarabt ha annunciato il suo addio al calcio ho fatto quello che ogni altro appassionato di calcio cresciuto nel culto del talento marocchino avrebbe fatto: ho aperto TikTok. La speranza era ritrovare un vecchio video realizzato su "Angeleyes" degli ABBA. Non trovandolo ho ripiegato sulle centinaia di clip che hanno inondato la mia ricerca. Ho trovato quella del tunnel ai tempi del Tottenham in cui due compagni di squadra si mettono le mani nei capelli per l’incredulità, oppure il gol contro il Napoli al suo debutto assoluto con la maglia del Milan o ancora una raffica di gol con il Queens Park Rangers (QPR) conclusa dall’aneddoto di Neil Warnock in cui minacciava gli stessi giocatori del QPR con una multa di 50 sterline se avessero passato il pallone a Taarabt nella loro metà campo.

Da Taarabt a Shaqiri: come sono nati gli Skepta Edits

Pensavo che fosse abbastanza, poi sempre il QPR, ovvero la squadra con cui Taarabt ha cementificato il suo status di OG “Streets don’t forget” baller, ha pubblicato il suo video tributo e lì mi si è aperto un mondo. La squadra londinese per celebrare Taarabt ha utilizzato una serie di clip delle sue migliori giocate con in sottofondo “schooling seniors” di Frank Medley, pezzo che include anche un freestyle di Skepta risalente al 2009. È un beat old school con un cenno di archi abbinato ad un loop di voce malinconica sopra la quale Skepta sviscera rime su come abbia ottenuto successo partendo dal fondo. Una combinazione perfetta per il TikTok calcio, dove la nostalgia e la celebrazione di giocatori di nicchia sono i due singoli elementi che alimentano maggiormente l’algoritmo.

Nel giro di 24 ore mi sono trovato sommerso da decine di clip con questa track. Lo Stoke City ne ha pubblicato uno per Xherdan Shaqiri, l’Everton per Steven Pienaar, il Blackburn per Morten Gamst Pedersen, il Charlton per Claus Jensen. Un trend quasi naturale dato che ogni squadra inglese, dalla Premier League alla League Two, ha un giocatore di culto da celebrare. Un calciatore che si porta dietro l’etichetta di sottovalutato ma che in realtà ha rubato il cuore di tifosi e appassionati per le sue giocate. Un trend simile in Inghilterra si era visto un paio di anni fa con "Daytona" degli Stereophonics per celebrare gli eroi della Barclays Era, da Berbatov a Viduka e Okocha. Ed è impossibile non citare il trend italiano che ha riportato "L’amore non mi basta" di Emma Marrone in cima alle classifiche per gli edit su Massimiliano Allegri mentre l’estate 2026 ha portato con sé una nuova colonna sonora in "Tornerò" de I Santi California.

Dai club agli utenti: chi alimenta gli Skepta Edits

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Nulla di cui sorprendersi: i trend nascono e si evolvono così. Non appena se ne intuiscono la portata e la presa sul pubblico, i brand (anche se in questo caso sarebbe più corretto parlare di squadre di calcio) iniziano a creare contenuti legati alla propria realtà da inserire nel trend. La componente musicale è fondamentale, anzi, è la natura stessa del trend. E nel caso specifico degli #SkeptaEdits, la possibilità di celebrare un giocatore del passato attraverso un video accompagnato da una canzone contemporanea, capace di catturare anche un pubblico più giovane che magari non conosce quel determinato giocatore né il suo impatto nella storia del club, era un’occasione troppo ghiotta per essere snobbata. Il tutto senza dimenticare gli edit realizzati dai semplici utenti di TikTok, che hanno colto l’occasione per celebrare il proprio calciatore di culto: quello che magari non è mai passato dall’Inghilterra.

Quando un trend diventa una community

Ho visto e vissuto decine di questi trend su TikTok legati al calcio, ma questi #SkeptaEdits hanno avuto un impatto diverso. Ad un certo punto mi sono chiesto perché non avessi skippato nemmeno uno di questi video. Non poteva essere solo la semplice passione per il calcio, né la curiosità di scoprire quanto in fondo potesse andare questo tunnel, alla ricerca di quale anonimo giocatore avrebbe fatto emergere, costringendomi poi a ricordare un aneddoto legato a lui. Poi mi sono reso conto che, semplicemente, mi dava sollievo vedere questi video. Non ho più l’età di un ragazzino e sto vivendo un momento in cui mi capita di sentirmi solo. Certo, ci sono gli amici, la famiglia, la palestra, qualche ragazza che accetta un invito a uscire, ma non puoi sempre sperare che qualcuno risponda a un tuo messaggio.

Tutti hanno le loro vite e devi rispettare i confini. Devi essere in grado di essere emotivamente autonomo e andare avanti. E questi video sono diventati l’equivalente di un libro, di un film, di una serie. Con un impegno di tempo più limitato, mi permettono di chiudere dentro di loro tutta la mia malinconia, trovando conforto nella portata significativa di un’immagine, come un gol oppure un'esultanza in slow motion che si abbina perfettamente all’acuto in sottofondo. A volte, forse, il senso è tutto qui: aggrapparsi alle proprie passioni, sfruttando l'aiuto di una community che non ha mai incontrato fisicamente per trovare un posto in cui stare qualche minuto e dimenticare quello che sta accadendo intorno a te.

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