
Il glossario del Mondiale 2026 Tra dieci anni parleremo ancora di Hydration break e Viking Row
La FIFA World Cup 2026 si è conclusa con la vittoria della Spagna. È stato un viaggio intenso, terminato dopo 104 gare e 37 giorni consecutivi. Durante questo periodo, siamo certi abbiate sentito per la prima volta o quasi alcuni nomi e parole che si sono rivelate protagoniste lessicali della competizione, lasciando il segno nel racconto complessivo. Qui di seguito si trova una selezione dei termini ricorrenti, che hanno potuto trovare nuova linfa o un’esposizione mai avuta prima.
Ayari, Yasin
Il classe 2005 della Svezia al suo esordio mondiale ha segnato una doppietta contro la Tunisia. Dopo il primo gol, però, decide di non esultare in segno di rispetto verso le sue origini da parte del padre Azzouz, tunisino immigrato a Solna. Si apre così una nuova dimensione nella storia dei gesti di rispetto in seguito ad una rete: a memoria, nessuno prima d’ora aveva fatto tale gesto durante una gara tra Nazionali.
Banderazo
Nome dell’iconico ritrovo pre partita dei tifosi argentini, giunti in massa in tutte le città ospitanti una gara dell’Albiceleste. Coloratissimi con maglie e bandiere, rumorosissimi con trombe, tamburi e piatti, hanno portato una dose di allegria sfrenata. Un modo di vivere il calcio che non ha paragoni.
Caso Balogun
È uno degli avvenimenti più grotteschi di questo Mondiale: la squalifica di Folarin Balogun, capocannoniere degli USA espulso ai sedicesimi di finale contro la Bosnia Erzegovina, viene sospesa dalla FIFA, appigliandosi a un cavillo normativo. Ciò consente così al giocatore di disputare la gara successiva contro il Belgio, creando un precedente mai visto e scatenando la protesta della Federcalcio, dell’UEFA e dell’opinione pubblica. Ad alimentare l’ira arriva la pubblica ammissione di Donald Trump di una chiamata fatta ad Infantino per permettere che Balogun potesse giocare.
Dutch Orange Bus
Autobus a due piani di color arancione che si trova in testa agli immensi cortei di tifosi dell’Olanda. Anche in occasione di questi Mondiali, l’iconico mezzo del 1980 ha presenziato e ha guidato la festa orange. È stato impressionante vedere la marea arancione saltare in tutte le direzioni al ritmo delle canzoni lanciate dall’autobus, con una coordinazione perfetta che crea un impattante effetto scenico.
Effetto Azteca
Atmosfera creata all’interno dello stadio di Città del Messico che ha contribuito all’imbattibilità della Nazionale messicana per 10 partite consecutive. Questa è stata mantenuta fino agli ottavi di finale contro l’Inghilterra. Fino ad allora, il percorso mondiale era stato impeccabile, con ben quattro vittorie senza subire nessun gol, svanite con l’amara eliminazione. Resta la magia di uno stadio che è storia dal 1966, temuto dagli avversari anche per la sua altitudine di 2200 metri.
Fantastici Quattro
Quartetto offensivo che ha prodotto tutti e 20 i gol segnati della Nazionale francese in 8 gare del Mondiale. Purtroppo il poker di campioni ha smesso di brillare durante la semifinale contro la Spagna, quando si è abbattuto contro il muro spagnolo che ha totalmente annullato le frecce di Deschamps. Kylian Mbappé punta, Michael Olise trequartista, Ousmane Dembélé ala destra ed uno tra Desiré Doué e Bradley Barcola dall’altro lato. Finchè ha funzionato, ha fatto apparire la Francia imbattibile.
Generazione d’oro
Appellativo dato alla Nazionale belga che termina in maniera fallimentare un ciclo ultradecennale in cui veri e propri fuoriclasse hanno indossato la maglia dei Diables Rouges. De Bruyne, Lukaku, Courtois e precedentemente Hazard, Mertens su tutti hanno fatto parte di questo nucleo, a cui il Belgio dovrà definitivamente dire addio per questioni anagrafiche. Nonostante il terzo posto raggiunto al Mondiale 2018, resta il rimpianto di non aver vinto alcun trofeo internazionale quando le potenzialità per farlo, come mai accaduto in precedenza.
Halftime Show
Spettacolo in pieno american-style che si è svolto durante l’intervallo della finale della competizione. Mai nella storia dei Mondiali ciò aveva avuto luogo, dividendo il parere del pubblico tra chi lo ha apprezzato e chi non lo reputa applicabile ad una partita di calcio, occupando una porzione di tempo troppo lunga. La scelta di creare qualcosa che fosse simile a ciò che accade durante il Super Bowl è stata evidente ed è stata esaltata dagli organi FIFA, con un pantheon di artisti che si sono alternati per oltre 27 minuti.
Hydration break
Nome della pausa di circa 5 minuti svolta ad ogni metà tempo delle partite per consentire in primis ai giocatori di reidratarsi e recuperare energie. Anch’esso è stato soggetto a critiche, dato che c’è chi afferma che spezzi l’inerzia della gara, andando praticamente a creare una divisione in quattro tempi. Si è rivelato utile per molti allenatori per riorganizzare le proprie formazioni e dare una svolta tattica, talvolta rivelatasi vincente.
Infantino, Gianni
Presidente della FIFA, uno dei più discussi e criticati della storia. Ha presentato il Mondiale 2026 come il più grande di sempre, esaltando la sua spettacolarizzazione durante il suo intero svolgimento. Il suo atteggiamento verso il presidente degli Stati Uniti, giudicato esageratamente accondiscendente, ed alcune azioni considerate eticamente scorrette hanno minato la sua reputazione, probabilmente in maniera irreparabile.
Last dance
L’ultimo ballo, per dirla romanticamente, di molti calciatori con le rispettive nazionali ai Mondiali. Quando qualcosa tanto coinvolgente emotivamente finisce, l’emozione dei calciatori si traduce in pianti densi di malinconia. La commozione causata è testimone del tempo che passa per coloro che giocano e per noi che li abbiamo potuti ammirare durante un determinato periodo della nostra vita. Quest’anno è verosimilmente terminata l’era di Leo Messi, Cristiano Ronaldo, i calciatori belgi citati in precedenza, Neymar Jr, Luka Modrić, James Rodríguez, Guillermo Ochoa tra gli altri.
Malvinas/Falkland
Arcipelago dell’Oceano Atlantico, al largo della Patagonia, sul cui territorio si è svolta una sanguinosa guerra tra Argentina ed Inghilterra per il loro possesso. Nonostante siano passati più di quarant’anni, la ferita rimane ancora aperta nel popolo argentino, uscitone sconfitto. Quest’episodio geo-politico è il motivo per il quale la sfida tra le due selezioni, anche e soprattutto su un campo da calcio, avrà sempre un’intensità ed una carica emotiva differente. Per gli argentini si chiamano Malvinas, per gli Inglesi sono Falkland.
Payne, Tim
Calciatore della Nuova Zelanda diventato una star dei social grazie all’azione di un content creator argentino chiamato Elscarso, che ha invitato i suoi seguaci a seguire in massa il profilo Instagram del difensore. I suoi follower sono passati da 4 mila alla cifra monstre di 5.6 milioni, riuscendo a firmare inoltre un contratto con l’Olimpia Asunción, squadra della città paraguaiana.
Record
La parola è stata particolarmente ricorrente durante questa edizione della competizione. Gli attaccanti di classe mondiale non hanno tradito le aspettative, aggiornando le statistiche e riscrivendo le classifiche. Tra queste, quella del maggior numero di gol segnati da un singolo calciatore ai Mondiali, appartenente a Klose ed oggi diventata di Messi.
San Fermín
Festa che si svolge ogni anno a Pamplona dal 6 al 14 luglio, dedicata al santo patrono cittadino e celebre fuori dalla Spagna soprattutto per la corsa dei tori. Mikel Merino, calciatore della Roja originario della città navarra, l’ha nominata urlando il suo nome in diretta mondiale a favore di telecamera, al termine della gara contro il Portogallo decisa da un suo gol allo scadere.
Scaloneta
Soprannome della selezione argentina allenata da Lionel Scaloni. Il CT ed i suoi convocati sono stati campioni del mondo nel 2022, bicampioni di Copa América e vice-campioni durante questa edizione. Sono stati in grado di creare una chimica speciale all’interno del gruppo di calciatori, per i quali si è emozionato più di una volta per il legame emotivo che si è instaurato. Questa banda di eroi, a prescindere dall’ultimo risultato, rimarrà per sempre nella storia del proprio Paese.
Viking Row
Rito celebrativo della nazionale norvegese che ha unito giocatori e tifosi nei vittoriosi post-partita e nei ritrovi effettuati nelle varie città. Si svolge così: un calciatore dal campo detta il tempo a suon di tamburo ai tifosi ed al resto della formazione, che seduti spalla a spalla simulano il movimento di un rematore sulle mitiche navi vichinghe. In breve tempo ha fatto il giro del mondo ed è stato emulato dappertutto, entrando nei cuori di milioni di simpatizzanti.
Vozinha
Portiere di Capo Verde che ha vissuto un autentico sogno ad occhi aperti, vivendo il mese più speciale della sua vita. Anche grazie alle sue parate ha trascinato la sua Nazionale ad uno storico sedicesimo di finale contro l’Argentina, terminato 2-3 ai tempi supplementari. La sua storia ha emozionato un’orda di appassionati, facendo schizzare la popolarità di questo stoico 40enne che ha raggiunto i 29,4 milioni di seguaci su Instagram.
Wonderwall
Canzone degli Oasis diventata un vero e proprio inno della spedizione inglese ai Mondiali. Colonna sonora della comunione tra giocatori e tifosi dopo le vittorie dei Three Lions, è stata cantata a squarciagola (letteralmente) da Kane, Bellingham e compagni. I sogni di gloria dell’Inghilterra si sono però arrestati in semifinale contro l’Argentina, e di conseguenza non c’è stata più occasione di cantarla: il quotidiano Sun, dopo la disfatta della Nazionale, ha colto l’occasione per titolare in prima pagina Wonderbawl, che significa "piangere disperatamente", storpiando il titolo del brano.





















































