
Al Mondiale 2026 i calciatori non potranno parlare con la mano davanti alla bocca È solo una delle nuove regole introdotte da FIFA e IFAB
La FIFA World Cup 2026 sarà per molti aspetti un torneo senza precedenti. Per la prima volta un'edizione del Mondiale si giocherà in tre Paesi diversi - Stati Uniti, Canada e Messico - e prenderà il via con 12 gironi, 48 nazionali partecipanti e un numero record di partite in calendario. Ci saranno nazionali che tornano a giocare una Coppa del Mondo dopo decenni e quattro debuttanti: Curaçao, Capo Verde, Giordania e Uzbekistan. Ci sarà poi, ad accompagnare il calcio giocato, tutto lo show all’americana di contorno, ad esempio la tripla cerimonia di apertura e l’esibizione nell’intervallo della finale, che saranno le punte più visibili un enorme iceberg: il mood di fare intrattenimento tipico dello sport a stelle e strisce, ben distante da usi e costumi del vecchio continente. Le novità, però, non si fermano qui. C’è dell’altro.
Le nuove regole FIFA contro le perdite di temp
FIFA e IFAB (International Football Association Board), la federazione che governa il calcio mondiale e l'organismo responsabile delle sue regole, hanno ufficializzato una serie di modifiche destinate a incidere, e non poco, sul gioco. In teoria almeno. Alcune riguardano il tempo - anzi, le perdite di tempo - altre l’uso della tecnologia, altre ancora il comportamento dei giocatori. Tutte, però, si inseriscono all’interno della stessa visione: il calcio del futuro che FIFA e IFAB hanno reso chiaro di immaginare. Più veloce, meno spezzettato e soprattutto con poca, pochissima tolleranza verso pratiche che innervosiscono o nel migliore dei casi annoiano il pubblico.
Sostituzioni, rimesse e rinvii: cosa cambia nel regolamento
Le novità più impattanti riguardano situazioni che negli anni sono diventate terreno fertile per perdite di tempo più o meno esplicite. L’obiettivo è fornire agli arbitri gli strumenti necessari per contrastarle e, forse anche più importante, scoraggiarle. I giocatori sostituiti avranno 10 secondi per lasciare il terreno di gioco dal punto d’uscita più vicino, e in caso contrario il subentrante dovrà attendere un minuto e la prima interruzione utile prima per fare il proprio ingresso, lasciando temporaneamente la propria squadra in inferiorità numerica. Una misura simile interesserà anche rimesse laterali e rinvii dal fondo: gli arbitri avranno la facoltà di avviare un conto alla rovescia di 5 secondi e, in caso di ritardo, assegnare il possesso agli avversari, invertendo la rimessa o concedendo un calcio d’angolo.
La logica di questi interventi è la stessa che ha portato all’introduzione degli 8 secondi come limite per i portieri in possesso del pallone. Una norma che si è vista applicare raramente, ma che ha segnato la nuova linea. Più che introdurre automatismi, queste regole tendono infatti a fornire agli arbitri dei mezzi - da maneggiare con polso - per intervenire nei casi più evidenti di perdita di tempo. Difficilmente dovremmo vedere un corner assegnato per punire un portiere che impiega due o tre secondi in più per effettuare un rinvio, aspettando - senza malizia - il posizionamento dei compagni; la sola esistenza della regola, però, dovrebbe scoraggiare il ricorso sistematico a tali comportamenti, tanto radicati nella cultura calcistica - ad alcune latitudini più che ad altre - quanto dannosi per lo spettacolo.
Nella stessa direzione va anche la nuova disciplina sugli interventi medici. Quando un giocatore riceve cure dal proprio staff sul terreno di gioco, ora dovrà restare fuori dal campo per almeno un minuto dopo la ripresa dell’azione, salvo aver subito un fallo da cartellino o particolari tipologie di infortunio. Anche in questo caso il bersaglio non è chi ha davvero un problema fisico, ma l’abuso di situazioni che consentono di rallentare i ritmi senza conseguenze. Una scena che vediamo spesso e volentieri nei finali di partita.
La nuova regola sul coprirsi la bocca durante le proteste
Il secondo blocco di novità riguarda invece il comportamento dei calciatori. Tra le norme che hanno generato maggiore curiosità c’è quella che prevede il cartellino rosso per chi si copre la bocca durante un confronto con un avversario o un ufficiale di gara - la Vinicius Rule, dirà qualcuno. La ratio: evitare che insulti discriminatori o particolarmente gravi possano essere nascosti alle telecamere. Non si tratta di vietare conversazioni riservate tra atleti, ma di intervenire nelle situazioni conflittuali in cui quel gesto può diventare uno scudo dietro cui celare parole inaccettabili. Anche qui, dunque, una novità prima di tutto deterrente.
VAR 2026: nuovi casi di intervento della tecnologia
Infine, è stata rimossa la diffida per somma di cartellini gialli nelle fasi finali del torneo - una novità che scongiura l’assenza di top player nelle partite di cartello, tutelando lo spettacolo - ed è stato leggermente ampliato, ancora una volta, il ventaglio di casistiche soggette a VAR check. La tecnologia potrà intervenire anche per correggere le seconde ammonizioni e i calci d’angolo assegnati in modo sbagliato. In questo secondo frangente, solo in casi chiariti da uno o due replay, e a patto che il check possa concludersi senza imporre interruzioni.
Il calcio del futuro secondo FIFA e IFAB
Possiamo dircelo senza troppi giri di parole: chi non ha mai sbuffato allo stadio o davanti alla tv per finali di gara continuamente spezzettati, portieri che trattengono il pallone più del necessario, giocatori che restano a terra per minuti, rallentano deliberatamente la ripresa del gioco e tengono in ostaggio la partita, l’arbitro e il suo cronometro? Si può essere più o meno insofferenti a tutto ciò, ma non si può negare la zavorra non necessaria che queste tristi consuetudini rappresentano per il prodotto calcio. La nuova linea intrapresa dalla FIFA e le norme varate dall’IFAB per assecondarla nascono proprio da questa percezione.
L’obiettivo non è soltanto punire chi perde tempo, ma soprattutto rendere meno conveniente farlo. Il vero cambiamento infatti non dovrebbe scaturire tanto dall’applicazione delle sanzioni, ma dalla loro capacità deterrente. Se un portiere sa che l’arbitro dispone di uno strumento per intervenire, d’altronde, sarà meno portato a forzare i limiti. Ha senso rischiare di regalare un calcio d’angolo agli avversari per rubare qualche secondo? Stesso discorso per rimesse, sostituzioni e interventi medici.
Sullo sfondo di queste riflessioni resta una domanda che accompagna il calcio da anni: è possibile continuare a contrastare le perdite di tempo senza arrivare al tempo effettivo? Pur senza introdurre un cronometro che si fermi a ogni interruzione, FIFA e IFAB continuano infatti ad approvare regole pensate per limitare comportamenti che prosperano proprio nelle pause del gioco: recuperi più lunghi, countdown per le riprese, sanzioni per chi rallenta deliberatamente la gara. La domanda è se tutti questi aggiustamenti saranno sufficienti e porteranno a una reale svolta, oppure se rappresentino semplicemente un altro passo di avvicinamento al tempo effettivo.
Le nuove norme funzioneranno davvero?
Le nuove regole hanno già iniziato a mostrare i loro effetti. Nei giorni scorsi, durante l'amichevole tra Giappone e Islanda, è andato in scena il primo caso di applicazione della norma sulle sostituzioni. A pochi minuti dalla fine, con il risultato ancora fermo sullo 0-0, un giocatore islandese ha impiegato più dei 10 secondi consentiti per lasciare il terreno di gioco, e il suo sostituto è stato quindi costretto ad attendere a bordo campo, lasciando temporaneamente la squadra in dieci. E proprio in quell'intervallo il Giappone ha trovato il gol vittoria, offrendo alla nuova norma il suo primo caso controverso ancora prima dell'inizio del torneo.
Anche per la sua dimensione globale, d’altronde, la Coppa del Mondo rappresenta il banco di prova ideale per valutare l’efficacia di queste novità. L’obiettivo non è soltanto verificare il funzionamento tecnico delle norme e la bontà delle direttive consegnate agli arbitri, ma anche osservare come giocatori, addetti ai lavori e pubblico reagiranno di fronte a un calcio che prova a essere più rigoroso nella gestione del tempo. Servirà a capire quali regole funzionano meglio, quali richiedono aggiustamenti e quali continueranno a generare discussioni. L’IFAB ha stabilito che il pacchetto è destinato progressivamente a essere recepito anche dalle altre competizioni nazionali e internazionali, ma prima di tutto queste regole dovranno affrontare cinque settimane di stress test. Sportivo, mediatico e popolare.