
Luca Marini porta l'estetica di TRC nel paddock della MotoGP Una nuova dimensione che va oltre la pista
Sports
27 Maggio 2026
27 Maggio 2026
Fashion e motorsport sono due mondi legati indissolubilmente, in continua evoluzione influenzandosi l'uno con l'altro, L'ultimo capitolo di questa evoluzione è la nuova estetica che si sta sviluppando in MotoGP. Su questa nuova dimensione c'è la firma di TRC e del suo nuovo ambassador: Luca Marini. Il pilota Honda HRC Castrol sta portando nel paddock tutti i canoni stilistici del brand, capi ispirati allo sportswear che però non dimenticano lo stile, esprimendolo attraverso dettagli curati. "Se si vuole crescere come sport, come dovrà fare la MotoGP nei prossimi anni, legarsi al mondo della moda può offrire nuove opportunità a noi piloti, ai team e all'organizzatore - ci spiega Marini - . Tanto alla fine dobbiamo vestirci anche all'interno del paddock. Non indossiamo sempre la tuta da gara, quindi perché non sfruttare questa cosa per farlo in modo più figo e bello?".
"Ho cercato di cogliere questa opportunità il prima possibile, perché, una volta conosciuti tutti i ragazzi che lavorano in TRC, mi sono convinto che si trattasse di un progetto molto figo - prosegue Luca svelandoci le genesi di questa collaborazione - . Mi rivedo molto nei loro valori e penso che i loro capi siano esattamente ciò che indosserei ogni giorno. Non mi viene difficile, quindi, vedermi con i loro capi. Spero di poter continuare per tanti anni con loro, perché mi sono trovato veramente bene. Poi, il mondo della moda mi piace sempre di più, anche se devo ammettere che è mia moglie che mi ha avvicinato a questo mondo. Comunque, capisco quanto sia importante e che ci possano essere delle belle opportunità".
Luca lo incontriamo a pochi giorni dall'appuntamento più importante della stagione MotoGP, in particolare per un pilota italiano: il Mugello. Inevitabile passare da questo argomento: "Per me il Mugello è sempre stata una gara agrodolce. Un anno, in MotoGP, potevo arrivare terzo, ma al penultimo giro mi ha superato Zarco e sono arrivato quarto, perché mi ero fatto male alla gara precedente a Le Mans e avevo i polsi doloranti. Ci sono rimasto molto male, perché secondo me fare un podio o vincere una gara in MotoGP al Mugello è qualcosa di incredibile, proprio per l'atmosfera che si respira, per il podio e per l'invasione di pista. Questa cosa ci regala tanto, a noi piloti. Quando sei sul podio e vedi tutti i fan sotto, tutte le tribune piene, ma anche i tifosi nel rettilineo. In altre piste questa cosa non succede e secondo me si sente di meno quel momento. Mi piacerebbe rivivere un momento così, sarebbe un sogno. Mi è già successo in Moto2, ma ovviamente non è la stessa cosa".
Parlando con Luca si riesce facilmente ad intercettare la naturalezza di un ragazzo che crescendo ha cambiato la sua routine: la passione per i videogiochi sta lasciando spazio a quella per la lettura, gli piace cucinare ma nonostante si sia regalato un nuovo barbecue, quando chiediamo quale sia il suo piatto preferito rispondendo senza esitazione la pasta al sugo che prepara per sua figlia. Questo perché nel frattempo il tempo libero che prima magari trascorreva giocando a calcio ora lo spende più che volentieri con la sua famiglia.
Questa sua genuinità si riflette anche nel modo in cui interpreta i momenti che passa nel paddock: "Il weekend di gara è molto intenso, non c'è un momento in cui mi annoio. Ci sono sempre tantissime cose da fare: parlare con il team quando non si è in pista, le attività con i media, le interviste, gli eventi con i fan e i meet and greet. Non ho rituali per mantenere la concentrazione, perché il programma del weekend di gara è ben organizzato. So in anticipo, per esempio, a che ora mangerò e questo diventa il mio momento per riposare e recuperare le energie.
Non credo che ci sia un elemento della MotoGP che venga sottovalutato, ma una cosa che voglio sottolineare è che il livello dei piloti è davvero incredibile, altissimo. Dal primo al ventiduesimo classificato della MotoGP, sono tutti piloti incredibili, e forse questa cosa viene un po' sottovalutata, nel senso che se perdi due decimi da un tuo avversario, allora sei un pilota scarso. Invece non è così: il livello è talmente alto che è difficile che emerga un protagonista che vinca tutto, tutte le gare, tutte le domeniche. È un po' più vario, perché anche le moto sono tutte a un livello incredibile, ma soprattutto perché i piloti fanno tutti paura".