La maglia come linguaggio: il progetto di Marco Oggian per il Treviso con Lenovo Una jersey, una città, un’identità

Come si realizza una jersey ad edizione limitata che sappia raccontare l’anima di un club, la sua storia e le persone che ogni giorno la rendono viva? È questa la sfida più grande di "Your Club Your Canvas", l’iniziativa di Lenovo parte dell'iniziativa globale Work For Humankind che porta designer, artisti e filmmaker all’interno di club calcistici locali, affidando loro il ruolo di direttori creativi ufficiali per un’intera stagione. In Italia questo progetto coinvolge il Treviso FBC, club rinato dopo il fallimento e che nella prossima stagione giocherà in Serie C in seguito alla vittoria nel campionato Dilettanti. Il ruolo di Direttore Creativo di Your Club Your Canvas per l'Italia è stato affidato a Marco Oggian, designer, artista e illustratore italiano oltre che fondatore di Brutto, studio artistico con base a Oleiros, in Spagna.

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Oggian è conosciuto per il suo stile caratterizzato da colori vivaci e forme geometriche, elementi che di primo impatto non associamo ad una maglia da calcio: "Da una decina d'anni lavoro solo con forme geometriche per rappresentare tutto, in un certo senso - ci racconta Marco quando gli chiediamo quali possano essere le difficoltà principali nel declinare la sua arte all’estetica calcistica - . L'arte non è nient'altro che una forma di espressione e comunicazione. Dovrebbe continuare ad essere così. Prima di questa fase, ho lavorato parecchio nel mondo della moda. Creavo di tutto, specialmente capispalla maschili. Per me è stato molto divertente, quindi, tornare a creare qualcosa di indossabile. Questo si vedrà anche nella maglia stessa, nei dettagli non visibili, come il fitting o il taglio della manica. Sono tutti elementi studiati per fare in modo che la maglia sia indossabile da tutti. Quindi, riprendendo anche la parte delle geometrie, ho cercato di renderla modulare".

Nel processo creativo che porterà alla creazione di una maglia ad edizione limitata, Oggian ha parlato con i tifosi del Treviso: "Prima di tutto, mi hanno parlato delle bellezze di Treviso. E poi, come si suol dire, il passaggio generazionale. È un aspetto emerso non solo tra i tifosi, ma anche tra i giocatori, lo staff tecnico e i dirigenti, che hanno vissuto in prima persona le tre fasi attraversate dal Treviso: la caduta, la risalita e ora quella del contatto, ovvero accompagnare il nipote oppure il figlio a vedere la partita. È stata realmente una montagna russa in cui hanno avuto l’occasione di vedere il Treviso tornare a vincere. Resilienza, un concetto che tornerà anche nella maglia. E devo dire che questo è stato uno dei pochi progetti in cui ho avuto a che fare direttamente con coloro che poi saranno, tra virgolette, i clienti. Ovvero i tifosi".

Tra i risultati che il Treviso otterrà attraverso la partnership con Lenovo, c’è anche quello di poter lavorare con più strumenti e più decisione sulla creazione di un patrimonio visivo e culturale che porti alla creazione di una brand identity, elemento imprescindibile oggi per qualsiasi società di calcio: "Il Treviso - ci spiega Federico Da Re, Head of Operations del Treviso FBC - ha sempre cercato di trasmettere valore. Ovviamente attraverso i risultati sportivi ma anche attraverso la vicinanza al territorio, la vicinanza alle persone, anche la credibilità stessa della nuova proprietà. Il legame con Lenovo va in questa direzione, ma era già nella strategia iniziale del club. Nella scorsa stagione abbiamo vinto il campionato e tutti sono felici, ma l'anno prossimo in serie C ci sarà da combattere e può darsi che si perdano due o tre partite di fila, il che potrebbe causare un po' di malumore. Però, se nel frattempo hai lavorato per differenziare queste cose, i tifosi ti staranno comunque vicini.

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Stiamo già pensando con Lenovo ad alcune attivazioni speciali perché ci ci stiamo chiedendo come possiamo raccontare ancora meglio questo progetto e far sì che la maglia sia bella e che i tifosi si sentano rappresentati da una maglia così. Faccio un esempio: la maglia del Treviso è bianco e celeste; se la facessimo viola, come potrebbe un tifoso del Treviso sentirsi rappresentato? Stiamo lavorando in questa direzione. Aver unito tecnologia e tradizione, ha creato un connubio interessante, diverso dal solito. Quello che abbiamo fatto con Marco e il team di Lenovo è stato diverso, perché di solito la produzione delle maglie per un club come il nostro non avviene in questo modo. Quindi, il fatto di aver avuto l'opportunità, grazie a Lenovo e alla tecnologia che ha messo a disposizione, di inserire la tradizione e la trevigianità all'interno di un progetto così importante è stato sicuramente sintomo di un'ambizione importante e ci porterà a un risultato che, a mio avviso, sarà sicuramente apprezzato".

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