
Guida completa allo SkiMo La disciplina al debutto nei Giochi Olimpici
È la grande novità tra gli sport in gara ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, al debutto assoluto sotto l’egida della rassegna a cinque cerchi. Lo sci alpinismo o più semplicemente SkiMo, abbreviazione di Ski Mountaineering, sarà protagonista negli ultimi giorni a Bormio. Uno sport caratterizzato da versatilità e reattività, dove l’attenzione all’equipaggiamento e alla ricerca dei materiali è maniacale. Con una storia che affonda le radici ad inizio Novecento, oggi lo SkiMo vuole ritagliarsi il suo spazio nel parterre delle discipline invernali ed accogliere sempre più appassionati.
Quando è nato lo SkiMo?
Lo sci alpinismo nasce, ancor prima che come sport, come attività funzionale nel contesto montano. Infatti, precedentemente alla creazione dei primi impianti sciistici di inizio Novecento, gli sci venivano utilizzati per la risalita sui pendii. Successivamente esploratori artici e militari in guerra sono stati pionieristici per quanto riguarda tecniche ed equipaggiamento per affrontare le avversità delle montagne, in un continuo saliscendi tra sentieri non battuti dove bisogna adattarsi ad un diverso tipo di neve. Sviluppate le tecniche primordiali, la vocazione sportiva dello SkiMo ha preso piede nel primo dopoguerra con uno sviluppo a tutto tondo, caratterizzato sempre da due fasi: quella di salita e di discesa. Negli anni Trenta vengono organizzate le prime gare, poi nel secondo dopoguerra aumenta la sua popolarità.
Quali gare di SkiMo si terranno a Milano Cortina?
Dopo un lungo periodo in cui lo sci alpino è stato dominante, negli ultimi anni questa disciplina è stata riscoperta e sta riprendendo piede. Parte del merito va anche dato alla Federazione dello SkiMo, oggi chiamata International Ski Mountaineering Federation. Fondata nel 2007 e con sede a Losanna, l’ISMF ha raccolto il testimone di precedenti associazioni, rilanciando questo sport, riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale nel 2016. A Bormio, sede olimpica, si vedranno le gare sprint maschili e femminili ed una staffetta sprint mista, tutte dalla durata di circa tre minuti. La prova consisterà in una prima fase di salita con gli sci, una fase intermedia dove gli sci verranno sganciati per compiere una salita con gli scarponi ed un ultimo passaggio, di nuovo con gli sci, di discesa. Il tutto con una pista artificiale ed un percorso più breve volto al grande pubblico, per la quale molti atleti hanno espresso lamentele, affermando di aver snaturato questo sport, praticato anche su lunghe distanze e in percorsi naturali incontaminati.
Quali attrezzature servono per praticare lo SkiMo?
L'equipaggiamento che gli atleti olimpici indosseranno per le prove è articolato e multitasking ma accomunato da un comun denominatore: la leggerezza dei materiali, volta a rendere dinamici e il meno appesantiti possibile gli scialpinisti, aiutandoli a dare fluidità nei cambi. Gli sci adottati non si discostano molto da quelli utilizzati per lo sci alpino per larghezza (60-90 mm), mentre la lunghezza dipende dall’altezza della persona. La differenza sta nel peso, con sci da 650-700 grammi e nella presenza di attacchi per gli scarponi facili da liberare e riassestare all’altezza del tallone, provenienti da leghe aerospaziali quali il titanio e l’ergal anodizzato. Gli sci risultano quindi ultraleggeri ma robusti al contempo, caratterizzati da un nucleo in legno di Paulownia o con combinazioni tra aramide e legno di frassino. Il rivestimento, compreso di lamina superiore ed inferiore, è invece in fibra di carbonio unidirezionale.
Per la salita vengono applicate sotto le solette le cosiddette skins, pelli che agevolano l’aderenza al terreno ed evitano lo scivolamento. Queste in principio erano fatte da un materiale naturale come la pelle di foca. Ciò è stato ispirato ed in qualche modo insegnato prima dagli esploratori delle aree polari, poi dalle truppe alpine durante la Grande Guerra. Man mano queste pelli sono state sostituite da materiali sintetici con la medesima funzione ed oggi sono in poliestere o lana mohair, con una striscia adesiva per aderire agli sci.
Perché nello SkiMo si utilizza uno zaino?
@davejsearle4 Here’s the features I look for in a backcountry / ski mountaineering backpack. This is the Rab Kroma 30l ski bag and it ticks all my boxes! Ice axe carry system that you can take the axe off the bag one handed without taking the bag off. Separate organisation pocket for shovel, probe, 2nd ice axe and skins. This is also where I would stash my ascent plates. Light and strong material, in this case spectra fiber. Seperate goggles stash pocket for my eyewear. Two ways of carrying skis, diagonally and on the side in an A frame for example. A way to stash my helmet. This bag has its own carry system but I like the Smith summit helmet because it has elastic straps on the side to clip the helmet onto the bag. A wide hip belt with a big zip pocket for sunscreen and snacks. Zipped back panel access for getting at my gear when it’s flat on the snow. Also creates a portal for my ski rope. Metal belt buckles are nice as they are more sturdy than plastic. What am I missing? What are your important features? #climbing #ropes #mountainguide #rock #rope #mountains #matterhorn #E-bike #skiing #springskiing #corosvertix2s #backcountry original sound - davejsearle
Come detto, nell’ultimo tratto di salita gli sci vengono tolti e riposti in uno zaino funzionale ai cambi d’assetto. Il backpack è asimmetrico per garantire stabilità e una giusta posizione degli sci, legati con cappi e ganci. In questa fase i protagonisti sono gli scarponi, da 500 grammi circa. Anch’essi in fibra di carbonio, hanno uno scafo e un gambetto poco impegnativo per le salite e rigido per le discese. Questi componenti si uniscono a suole in gomma Vibram, completando così uno scarpone che garantisce sicurezza e torsione al contempo.
Altri elementi immancabili sono i bastoncini da sci, simili a quelli dello sci alpino, utili in tutte le fasi. Lunghezza di 50-55 cm con rosetta, passante e tubo rigido adatti ad una gara sprint. La manopola può essere in sughero, mentre il tubo in carbonio con rinforzo in kevlar. Per la discesa si rimettono gli sci ma rimuovendo le pelli, riposte nello zaino. Ultima ma determinante particolarità sono i caschi perforati. Struttura In-Mold, con un peso di circa 300-360 grammi, hanno aperture di ventilazione che favoriscono la traspirazione e la gestione termica. Spesso la calotta esterna è in policarbonato con un rivestimento interno in EPS.
Quali sono gli atleti migliori nello SkiMo?
Sono 36 gli scialpinisti che si avvicenderanno nelle tre prove sprint alla ricerca di un nome scolpito, per la prima volta, nella storia dei Giochi Olimpici Invernali. Qualcuno di loro, tra le 14 delegazioni partecipanti, potrebbe diventare una star anche sul web. Ciò che si evince dai profili social degli atleti è la loro semplicità. Gli scialpinisti fanno gare di running, vanno in bici, in canoa, amano profondamente la montagna e la natura, restando distanti dal caos delle città. Qualcuno crea vlog della varie attività sportive ma tutti sono estremamente focalizzati sulla loro disciplina. In questo senso, da parte di tutti gli atleti si percepisce la voglia di farla conoscere al mondo, mostrandosi orgogliosi di farne parte e curiosi di vedere come verrà accolta.
Thibaut Anselmet, 3 volte campione del mondo, ha un profilo molto aesthetic, con fotografie mozzafiato di scenari montani e la sua fauna, con una vera e propria ossessione per stambecchi e camosci. Ugualmente innamorati dei paesaggi mozzafiato dove hanno il privilegio di allenarsi sono Pablo Giner, Emily Harrop, Margot Ravinel ed Hans-Hinge Klette. Phillip Bellingham, alla sua quarta partecipazione ai Giochi Olimpici dopo avervi gareggiato in altre discipline, si diverte a guidare il vecchio Pandino della Fiat con un connazionale australiano in giro per Bormio.
Tra le fila dell’Italia gareggeranno due atleti che sulle piste hanno trovato l’amore. Michele Boscacci e Alba De Silvestro sono infatti diventati una coppia nello sport, dove insieme gareggeranno per la staffetta mista, e nella vita privata. C’è poi chi ha la passione per il deejaying come Lara Hamilton, oppure le scialpiniste spagnole Ana Alonso e Maria Costa Diez che condividono un profilo Instagram chiamato Las Motomamis del SkiMo, ispirato da un’attitude definita da Rosalia nel suo penultimo album, chiamato appunto Motomami. Non resta che seguire gli atleti nelle gare, con gli occhi curiosi della novità.




















































