Winter Circles: discovering the Milano Cortina Winter Olympics with nss sports
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Come Luhta ha rivoluzionato l'estetica della Finlandia a Milano Cortina Intervista a Jeri Luhtanen

Tra i brand che hanno lasciato il segno durante i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, Luhta, partner ufficiale del Team Olimpico e Paralimpico finlandese, merita una menzione d’onore. Per la sua quinta partecipazione ai Giochi al fianco della Finlandia, Luhta ha creato qualcosa di magico con una collezione straordinaria presentata in passerella. Il pezzo protagonista è il gilet lungo in piuma: bianco nella parte superiore che sfuma verso un blu intenso sul fondo utilizzando un delicato gradiente azzurro che grazie ad un effetto pixelato fonde armoniosamente le due tonalità. Un design sorprendente. Per scoprirne di più abbiamo intervistato Jeri Luhtanen, Division Director di Luhta.

Come nasce l’idea di presentare la collezione attraverso una fashion show?

"La sfilata è stata organizzata per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici dal Comitato Olimpico Internazionale. È stato perfettamente coerente che si svolgesse a Milano, una delle capitali mondiali della moda. Negli ultimi anni, gli outfit olimpici hanno suscitato un interesse crescente tra i consumatori e gli atleti, grazie ai social media e agli investimenti dei brand, che hanno dato sempre più importanza all'intero processo di creazione delle divise olimpiche, dal marketing agli eventi prima e durante i Giochi. Anche noi abbiamo organizzato un evento per celebrare i 100 giorni dai Giochi Olimpici così da presentare la collezione ai media finlandesi e al team."

Milano Cortina 2026 è la vostra quinta edizione dei Giochi Olimpici al fianco della Finlandia: questa collezione rappresenta però un punto di svolta. Era vostra intenzione segnare un cambiamento così netto?

"Credo si possa guardare la questione da due prospettive. Dal punto di vista del design, con ogni collezione e con ogni edizione dei Giochi si riparte sempre da zero. Qual è l’ispirazione? Qual è la storia che vogliamo raccontare? Anche questa volta siamo partiti da una pagina bianca, come sempre. Naturalmente, con 53 prodotti in collezione, l’esperienza maturata negli anni ci ha insegnato molto su ciò che gli atleti desiderano e di cui hanno bisogno, e su ciò che ha funzionato bene in passato. Creativamente, però, volevamo valorizzare in modo ancora più deciso la Finlandia, attingendo in particolare dalla natura finlandese e dalla Lapponia. Essendo a Milano, abbiamo anche sentito l’esigenza di fare un passo avanti sul piano fashion, fondendo sport e moda per dare agli outfit un’identità stilistica ancora più marcata."

Come Luhta ha rivoluzionato l'estetica della Finlandia a Milano Cortina Intervista a Jeri Luhtanen | Image 603960
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Come si racconta l'heritage finlandese senza cadere nei cliché legati a neve, gelo e paesaggi ghiacciati?

"È una grande sfida, e credo che tutte le nazioni l’abbiano affrontata. Il punto di partenza più immediato è sempre la bandiera e i suoi colori. Anche noi li abbiamo considerati nel design della collezione e dell’outfit per la cerimonia di apertura, ma volevamo andare oltre. Ci siamo chiesti cosa rendesse davvero speciale la Finlandia. C’è l’oscurità dell’inverno in Lapponia, la neve scintillante quando la temperatura scende a meno 20 o meno 30 gradi. Quando il sole tramonta, nell’aria si vedono riflessi come diamanti e le sagome degli alberi si stagliano nette. La neve è soffice, le nuvole assumono forme cristalline. Abbiamo cercato di tradurre tutto questo in un prodotto, in un outfit. È stato un processo lungo: molti test, numerosi campioni per l’outfit della cerimonia di apertura. A un certo punto è emersa una stampa, inizialmente pensata per un altro capo, che abbiamo capito essere speciale. Ci siamo chiesti se potesse diventare il filo conduttore dell’intera collezione. Così è stato: dal chiaro allo scuro, come la sfumatura tra giorno e notte."

Oggi è ancora possibile sviluppare una linea sportswear, formale o tecnica, senza considerare il lifestyle, oppure questa contaminazione è diventata imprescindibile?

"Il lifestyle va sempre considerato, così come l’evoluzione dell’abbigliamento formale tradizionale. Si passa dall’outwear tecnico fino a capi altamente performanti. Negli ultimi cinque anni, soprattutto dopo la pandemia, i confini tra sportswear, outdoor e moda tecnica si sono fatti sempre più sfumati. Questo ci offre molte più possibilità in termini di produzione e sperimentazione nel settore sportswear. È un momento estremamente interessante, ma tutto ruota intorno al lifestyle e alla direzione in cui si sta muovendo."

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Qual è stato il capo più complesso da realizzare e di quale siete più orgogliosi?

"Il lavoro più impegnativo è stato quello sul gilet per la cerimonia di apertura: perfezionare la stampa e la rotondità della silhouette. Abbiamo utilizzato piuma riciclata per garantire che restasse soffice anche dopo essere stata compressa nei bagagli: il team viaggia, ripone i capi in spazi ridotti, ma il gilet deve mantenere la sua forma senza richiedere troppa vaporizzazione. Abbiamo sviluppato numerosi campioni, lavorando su forma, lunghezza e stampa in stretta collaborazione con il team. È il capo di cui sono più orgoglioso, e credo che tutto il team condivida questo sentimento. Tuttavia, il pezzo che ha suscitato maggiore entusiasmo tra gli atleti – anche di altre nazioni – nei villaggi olimpici è il cappellino con cristalli a diamante. Cristalli luminosi applicati sul cappello: è diventato il must-have della collezione. Non si può mai sapere quale sarà l’highlight, ma quest’anno questi due pezzi spiccano su tutti."

Guardando la collezione in TV o dal vivo ai Giochi, si è sentito soddisfatto?

"Sono stato estremamente orgoglioso e soddisfatto. Ho partecipato alla sfilata a Milano ed è stato emozionante. Essere un brand finlandese accanto a grandi nomi globali è stato un momento di grande orgoglio per tutto il team e per noi di Luhta. Vedere culminare due anni di lavoro nella sfilata e nella cerimonia di apertura è stato davvero speciale."