
Tutte le location di Milano Cortina 2026 Una guida a ogni singola location dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026
Il viaggio della Fiamma Olimpica, accesa il 26 novembre scorso a Olimpia e alimentata per resistere allo scontro con il freddo invernale dell’intera Penisola, sta per giungere alla sua sessantesima e ultima tappa. Un momento, quello dell’arrivo a San Siro previsto il 6 febbraio, che segnerà ufficialmente l’inizio della venticinquesima edizione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, ospitati per la prima volta in forma congiunta da due città, Milano e Cortina d’Ampezzo. L’evento - ospitato dall’Italia già a Torino 2006 e ancora prima proprio a Cortina, che riabbraccia i Giochi dopo esattamente settant’anni - toccherà numerose location tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, sfiorando addirittura il confine con l’Austria.
Un’area immensa, già solo considerando che Milano e Cortina distano oltre 257 chilometri in linea d’aria, 412 chilometri seguendo il percorso stradale, e che per essere percorsa interamente, toccando ogni singola tappa, richiederebbe oltre dodici ore di mezzi. Questa peculiare distribuzione ha richiesto, di conseguenza, numerosi interventi, alcuni dei quali ancora in corso, che rendono alcune sedi tuttora un work in progress. Simico, la Società Infrastrutture Milano Cortina 2026, ha reso disponibile il Piano delle Opere Olimpiche, che ammontano complessivamente a 98, di cui 47 impianti sportivi e 51 infrastrutture di trasporto, per uno stanziamento totale di 3,5 miliardi di euro. Secondo l’ultimo aggiornamento di gennaio 2026, delle trentuno opere totali strettamente legate all’Evento Olimpico, tre restano ancora da completare, in particolare l’adeguamento dello stadio di Biathlon di Anterselva, un restauro al Cortina Sliding Center e la riqualificazione degli accessi dell’Arena di Verona. Tra sedi così sparpagliate, decine di discipline e date ravvicinate, orientarsi non è semplice, per questo il sito web di Milano Cortina 2026 ha messo a disposizione l’intero programma, il tracciamento live della Torcia e la guida alle varie sedi.
Milano - Pattinaggio di figura, short track, hockey su ghiaccio, pattinaggio di velocità
Lo Stadio San Siro farà da cornice alla principale Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici invernali del 6 febbraio, mentre la fiamma irradierà dal giorno prima anche luoghi sia storici sia più moderni di Milano, da Piazza del Duomo fino a City Life. Lo show in quello che per l’occasione è stato denominato Olympic Stadium vedrà protagonisti artisti del calibro di Andrea Bocelli, Laura Pausini e Mariah Carey, oltre agli attori Pierfrancesco Favino e Sabrina Impacciatore. Il consiglio, dopo l’evento, è quello di passare ad ammirare il Braciere Olimpico nei pressi dell’Arco della Pace, che sarà teatro di uno show di qualche minuto allo scoccare di ogni ora tra le 17 e le 23, prima tra il 7 e il 22 febbraio, poi tra il 6 e il 15 marzo per la Fiamma Paralimpica.
La linea seguita in preparazione ai Giochi, che si tratti delle strutture destinate agli eventi competitivi o del Villaggio Olimpico, è quella di un equilibrio tra strutture preesistenti sottoposte a riammodernamento e creazione dalle fondamenta di opere sia fisse sia provvisorie. Nella prima categoria rientra la Ice Skating Arena, meglio nota come Unipol Forum di Assago, sede ristrutturata delle gare di short track e pattinaggio di figura, con una capienza di 9.700 spettatori. Tra le strutture nuove, invece, figura la Santagiulia Ice Hockey Arena. Situata nell’omonimo quartiere, è di proprietà dell'azienda privata Eventim, ma figlia anche di investimenti comunali complementari che hanno portato il costo dei lavori a lievitare dallo stanziamento iniziale di 180 milioni a 270 milioni di euro. Ospiterà le sfide di hockey su ghiaccio, con una capienza di 14.000 posti che la rende la struttura più ampia tra quelle di Milano, nonché la vera punta di diamante dell’eredità lasciata da un’opera regionale di rinnovamento da 5,33 miliardi di euro.
Temporaneo, invece, l’allestimento nei padiglioni di Rho Fieramilano del Milano Ice Park, che ingloba lo Speed Skating Stadium e la Rho Ice Hockey Arena, destinate rispettivamente a pattinaggio di velocità e hockey su ghiaccio. Così come sarà temporanea la presenza del Villaggio Olimpico, che occupa 60.000 metri quadri all’altezza di Scalo Romana. A tempo parziale solo se si considera la sua funzione attuale, dato che poi i 1.700 posti letto generati verranno convertiti in gran parte nella creazione dello studentato più grande d’Italia - sebbene solo uno su quattro sarà disponibile a tariffa agevolata, il resto a prezzo di mercato, non proprio accessibile a tutti.
Cortina - Curling, bob, skeleton, slittino
Settant’anni dopo, la chiusura del cerchio. Se per Milano il mantra è stato quello della riqualificazione, a Cortina d’Ampezzo si è puntato sulla iconicità dei luoghi di culto, nel cuore pulsante della tradizione alpinistica italiana. Il Curling Olympic Stadium, fondato nel 1955, si è già affermato come palcoscenico alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici del 1956, e si ripeterà per la Cerimonia di Chiusura dei Giochi Paralimpici il 15 marzo. Lo Sliding Centre sorge invece su una pista per gli sport di scivolamento che risale al 1923, intitolata al campione ampezzano di bob Eugenio Monti, ribattezzato Rosso Volante, che su di essa ha sfrecciato settanta anni fa conquistando due argenti - prima dei due bronzi a Innsbruck 1964 e degli iconici due ori a Grenoble 1968.
Le gare di sci alpino presso l’Alpine Skiing Centre sul gruppo montuoso delle Tofane permetteranno invece un’immersione nel panorama delle Dolomiti Orientali, la cui perla resta Sua Maestà l’Olympia delle Tofane, una delle piste più veloci e complesse al mondo, già sede di competizioni sciistiche mondiali negli anni precedenti. Anche a Cortina sarà presente un Braciere Olimpico - per la prima volta nella storia sdoppiato tra due sedi - in Piazza Dibona, dopo un ritorno suggestivo della Fiamma nelle strade ampezzane, durante il quale è stata toccata anche un’area storicamente rilevante come il Vajont, luogo di commemorazione della tragedia della diga del 1963.
Anterselva / Antholz - Biathlon
Non ce ne vogliano le vette di Cortina, ma il vero paradiso dell’evento è sulle cime di Rasun-Anterselva, nella provincia autonoma di Bolzano, vicino al confine austriaco. La Biathlon Arena, situata a 1600 metri, è la casa mondiale del biathlon, e può contare su una pista che si estende per 60 chilometri nell’area circostante e su un impianto dalla capienza di 19.000 spettatori, presenti in massa già alla Coppa del Mondo 2025 della disciplina e protagonisti di un vero e proprio carnevale nordico. A due passi dal Lago, sul finire dell’omonima valle, la quiete del Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina che circonda la struttura è paragonabile solo al tradizionale silenzio degli spettatori al momento del tiro a segno degli atleti presso le 30 linee del poligono. Una location mozzafiato, dove batte anche il sole per ampie parti della giornata, tanto da essere soprannominata Sun-tholz.
Bormio - Sci alpino
Sulla pista Stelvio, dove Dominik Paris ha vinto sette volte tra discesa libera e supergigante, e dove ogni anno si disputa la Coppa del Mondo di discesa libera maschile, arrivano anche i Giochi Olimpici. Lunga oltre tre chilometri e con un dislivello complessivo di 987 metri, l’avvio avviene da 2250 metri di quota, record per le piste di Milano Cortina 2026, costringendo subito a fronteggiare una pendenza del 63%, poi i 30 metri del salto della Rocca e in seguito il canalino Sertorelli, drittone di 300 metri dove si toccano anche i 140 chilometri orari. E via così alternando curve, rettilinei e diagonali. Si capisce perché quello di Bormio sia considerato uno dei percorsi più complessi d’Europa, dando vita al soprannome di Teatro della Scala degli sport invernali.
Livigno - Sci acrobatico e snowboard
Sempre in Valtellina, per gli amanti delle discipline invernali più estreme come freestyle skiing e snowboard, Livigno è la location ideale. Su due versanti opposti della località sorgono infatti Aerials & Moguls Park e lo Snow Park, due strutture già testate di recente per competizioni internazionali e tra le più ingegneristicamente avanzate dei Giochi. Le due piste per aerials e moguls occupano rispettivamente la parte destra e sinistra dello stesso pendio, e sono situate sul fondo di esso, permettendo così una visione panoramica dalle postazioni strategiche allestite ad hoc. Concetto identico a quello applicato nei pressi dello Snow Park, dove l’arrivo di cinque specialità confluisce in un’unica area, un vero e proprio panopticon per lo spettatore. E lì di fianco ci sarà il Big Air, una rampa dalla lunghezza di 225 metri e dall’altezza massima di 40 metri, dotata di riflettori per permettere di illuminare la vallata alpina di notte.
Predazzo e Tesero - Combinata nordica, salto con gli sci, sci di fondo
Illuminazione notturna presente anche sui trampolini di salto con gli sci allo Ski Jumping Stadium di Predazzo, che si estende fino ad occupare un’area di 3000 metri quadrati. Grazie ai lavori di rifacimento, i due trampolini principali sono stati allungati, passando da 104 a 109 metri per il Normal Hill, da 137 a 143 metri per il Large Hill. Oltre al salto, l’impianto ospiterà anche le gare di combinata nordica assieme alla propria sorella della Val di Fiemme, Tesero, che può contare sul Cross-Country Skiing Stadium, impianto enorme con una capienza di 15.000 spettatori e un’estensione delle piste di 19 chilometri. Questa sede sarà protagonista anche delle gare Olimpiche di sci di fondo, e per la prima volta nella propria storia ospiterà competizioni Paralimpiche, in particolare le discipline dello sci di fondo e del biathlon.
Verona - Cerimonia di chiusura
La meta finale, la meno nordica, ma senza dubbio la più spettacolare. Quello che è il terzo anfiteatro romano più grande d’Italia, dietro solo a quello Flavio a Roma e quello Campano a Santa Maria Capua Vetere, sarà prima la scenografia della Cerimonia di Chiusura dei Giochi Olimpici invernali, poi della Cerimonia di Apertura dei Giochi Paralimpici invernali, rispettivamente 22 febbraio e 6 marzo. Eretta nel I secolo d.C., la ribattezzata Verona Olympic Arena può ospitare fino a 12.000 spettatori, e avrà il compito di rappresentare il patrimonio artistico italiano di fronte al Mondo, inglobando tra le proprie mura tanto antiche, quanto solide, uno spettacolo multiculturale e inclusivo con pochi eguali. Un bel cambiamento rispetto ai giochi gladiatori.

















































