
Kimi Antonelli e la nuova dimensione del tempo Il pilota Mercedes racconta il suo rapporto con la velocità, la precisione e IWC Schaffhausen
Kimi Antonelli ha un rapporto particolare con il tempo. Il pilota Mercedes è noto per avere una memoria quasi infallibile quando si tratta dei suoi tempi sul giro, non solo in Formula 1 ma anche nelle categorie che lo hanno preceduto nel percorso verso il vertice del motorsport. Per Antonelli, il tempo non è quindi soltanto una misura da battere in pista, ma qualcosa da conoscere, ricordare e interpretare. È naturale, allora, che tra lui e un brand come IWC Schaffhausen sia nato un rapporto di fiducia, sulla scia della partnership che lega la manifattura di orologi di lusso dal 2012 con Mercedes-AMG PETRONAS Formula One Team.
L’ultimo risultato di questa decennale collaborazione è il Pilot’s Watch Chronograph 41. Un cronografo dalla struttura robusta con un quadrante in un viola intenso e saturo. Antonelli lo indossa quando lo incontriamo alla vigilia del Gran Premio di Monza all’evento ufficiale di IWC a Lubna Milano: "Il nome Pilot è azzeccato, l'orologio ha un bell'aspetto e si può usare tutti i giorni. Poi il colore viola è quello che mi piace di più in assoluto, perché nel motorsport è un colore che simboleggia velocità e prestazioni elevate.
Devo ammettere che prima di entrare in Formula 1, prima di unire le forze con il team e di diventare parte della famiglia IWC, non ero molto appassionato di orologi. Tuttavia, grazie a questa partnership, ho sviluppato un interesse per il mondo degli orologi. Tanto che una settimana fa sono andato a Schaffhausen e ho visitato la fabbrica IWC, dove ho visto come vengono prodotti gli orologi e quali sono le tecniche e i processi utilizzati. È stata un'esperienza davvero interessante e affascinante, perché il mondo degli orologi assomiglia a quello della F1 sotto molti aspetti".
È la nostra seconda intervista con Kimi Antonelli. Nei 12 mesi che sono trascorsi tra il nostro primo e il secondo incontro, Antonelli è passato dall’essere il giovanissimo rookie che prendeva il posto di Lewis Hamilton alla guida di Mercedes a diventare il leader della classifica piloti e il candidato numero uno alla vittoria del titolo mondiale 2026: “Non sono ancora il miglior pilota, però diciamo che sì, dai, siamo lì - risponde Antonelli quando gli chiediamo cosa provi ad essere il miglior pilota al mondo -. Devo ammettere che la mia vita è cambiata tantissimo e sono felicissimo della situazione in cui mi trovo. Sono anche molto grato per tutte le opportunità che mi sono state date e che mi vengono date ancora adesso. Ovviamente cerco di fare del mio meglio e di sfruttare ogni singola opportunità, ma devo ammettere che sto vivendo un bellissimo momento, sia in pista che al di fuori di essa.
Sono maturato molto rispetto all'anno scorso, sia come persona che come pilota. Sono molto più sicuro di me stesso, ho più controllo della situazione e ho l'obiettivo ben chiaro in testa. Insomma, sono maturato molto rispetto all'anno scorso, sia come persona che come pilota. Nonostante i momenti brutti, l'anno scorso ho imparato tantissimo, anzi, molto di più di quanto mi aspettassi. Quest'anno sono più maturo, più sicuro di me stesso, ho più controllo della situazione e ho l'obiettivo ben chiaro in testa. Mi piacerebbe raggiungere certi obiettivi anche nella vita normale, essere felice. Lo sono già, non mi lamento assolutamente, però vorrei continuare a vivere una vita felice sia dentro che fuori dalla pista e poi, sì, continuare a fare quello che amo di più”.







































