
La storia e il significato delle curve di Monza Dalla Prima Variante alla Parabolica
Monza è speciale per tanti motivi. Tra questi c'è il fatto che anche in epoca moderna, il circuito è riuscito a mantenere la nomenclatura ufficiale delle sue curve. La maggior parte del calendario della Formula 1 è caratterizzato da circuiti in cui la successione delle curve è scandita dai numeri. Il Gran Premio d'Italia invece ha difeso la sua storia e la sua tradizione così che la leggenda del circuito possa vivere in eterno, tramandata di generazione in generazione.
Prima Variante
In questo caso non c'è nessun significato particolare, semplicemente si tratta della prima serie di curve dopo il rettilineo. Nel dettaglio si tratta di una curva a destra di 90 gradi seguita da una seconda curva a gomito, questa volta verso sinistra. Qui i piloti affrontano una brusca frenata, passando da oltre 300 km/h a circa 70km/h nello spazio di poche centinaia di metri. È uno dei punti più sfruttati per i sorpassi e quindi, di conseguenza, uno dei punti in cui avvengono la maggior parte degli incidenti.
Curva Biassono
L'appellativo "curva" qui viene applicato semplicemente perché il percorso del circuito prevede uno spostamento leggero verso destra, tanto che i piloti percorrono questo tratto in piena accelerazione. Il nome deriva dall'omonimo comune che sorge nelle vicinanze del circuito e venne applicato nel 1972 in sostituzione del nome originale, Curva Grande.
Variante della Roggia
In questo caso la genesi del nome segue un percorso inverso. Attualmente questa esse sinistra-destra è conosciuta ufficialmente come Seconda Variante ma nell'immaginario collettivo ha mantenuto il suo nome originale legato alla Roggia, un piccolo corso d'acqua che sorgeva nelle vicinanze della curva. Come nel caso della prima variante, i piloti arrivano in questo punto alla massima velocità e sono costretti ad una brusca frenata.
Prima e Seconda Curva di Lesmo
Uno dei passaggi più iconici del circuiti, due curve in rapida successione. La prima è una svolta verso destra che arriva a poche centinaia di metri dopo l'uscita della Variante della Roggia. Anche la seconda è una svolta verso destra, posta a duecento metri circa dalla prima: qui è quasi impossibile vedere sorpassi ma i piloti devono prendere la corda alla perfezione per uscire veloci sul rettilineo che porta alla Curva del Serraglio.
Il nome di queste due curve è un riferimento a Lesmo, piccolo comune che sorge nei pressi del circuito. La denominazione ufficiale della Prima di Lesmo era Curva delle Querce perché in origine era circondata da un bosco, il nome cambiò nel 1927. La seconda Curva di Lesmo era conosciuta inizialmente come Curva dei 100 Metri e poi come Curva del bosco dei Cervi.
Curva del Serraglio
Il nome della curva racconta un pezzo di storia di Monza. Deriva infatti dal vicino Serraglio, l’antica casa di caccia del Re dove un tempo venivano custoditi anche diversi animali. Sul tracciato, invece, è una curva quasi impercettibile: una leggerissima piega verso sinistra, con un raggio estremamente ampio, superiore ai 600 metri. In uscita, il rettilineo prosegue fino a incrociare, attraverso un sottopassaggio, la Curva Sopraelevata Nord dell’anello di alta velocità.
Variante Ascari
Il punto più iconico del circuito. Tre curve a sinistra-destra-sinistra che immettono sul rettilineo opposto ai box e che si affrontano in rapida successione. Il nome, applicato a partire dal 1955, è un omaggio ad Alberto Ascari il quale perse la vita sempre nel 1955 in seguito ad un incidente proprio in quella zona della pista. In origine si chiamava Curva del Platano o del Vialone.
Parabolica
L'ultima curva del tracciato che, proprio come suggerisce il nome, prevede una traiettoria parabolica che immette sul rettilineo finale. La parte iniziale è quella più stretta, mentre l’uscita si apre gradualmente. Il nome Parabolica venne applicato nel 1955 quando questa parte del tracciato venne ristrutturato ma a partire dal settembre 2021 il nome ufficiale è Curva Alboreto, in memoria di Michele Alboreto ex pilota Ferrari morto nel 2001 a seguito di un incidente durante un collaudo.