
Il designer dietro le maglie da calcio Nike più iconiche Intervista a Drake Ramberg
Nella sua bio di Instagram, Drake Ramberg si definisce un artista, un designer, un illustratore. Appellativi che descrivono al meglio il lavoro dell'uomo che ha rivoluzionato l'estetica di Nike nel calcio creando alcuno dei kit più iconici. Abbiamo avuto l'opportunità di incontrarlo nel suo studio a Portland, un luogo in cui grafica, cultura e sperimentazione si fondono in modo naturale. Ed è qui che è nata anche la nuova quarta maglia del Venezia per la stagione 2025/26, un progetto che porta la firma di uno degli designer più influenti della scena contemporanea.
Qual è la miglior maglia che hai mai disegnato?
"Le mie due maglie preferite sono probabilmente la maglia 1994/95 del Borussia Dortmund con la fantasia Eagle Wings, con cui hanno vinto il titolo di Bundesliga. E poi ho sempre amato la maglia Away dell'Arsenal del 1995 con il fulmine, la maglia Half-Half. Sai, è stato un modo divertente per riprendere il motivo del fulmine in maniera espressiva e audace. Penso sia venuta davvero bene. E in molti hanno preso quella maglia come reference".
E qual è la maglia più strana che hai mai disegnato?
"La maglia da portiere per David Seaman che ho realizzato per l'Arsenal intorno al 1994. Probabilmente la maglia da portiere più folle che abbia mai fatto. Era una delle prime che realizzavo, ma il concetto era semplicemente quello di creare una stella enorme. All’epoca avevamo molte stelle nella nostra Nike Premier. Così ho pensato, perché non disegnare la stella come se fosse un bersaglio? Così se qualcuno ti tira contro il pallone, deve mirare alla stella, giusto? Abbiamo fatto questo motivo in colori diversi. All'epoca poi avevano maniche lunghe, collo alto, gomiti imbottiti con le protezione, un tessuto pesante. Era davvero una maglia folle e ora è incredibile vedere come sia stata fonte di ispirazione per le maglie da portiere che Nike ha appena lanciato".
Cosa significa per te una maglia da calcio e cosa rappresenta?
"La maglia Home è sempre riconosciuta come l’identità principale del club. Deve rappresentare il club o la federazione. C’è molta responsabilità nel crearne una e assicurarsi di catturare in modo autentico tutti gli elementi che i tifosi e i giocatori riconosceranno subito. Ma allo stesso tempo, è molto divertente da disegnare. Ogni maglia è unica e diversa. Non cerchiamo di usare la stessa formula per tutte. Alcune hanno un design molto pulito, altre, come alcune del Borussia Dortmund o del PSG su cui ho lavorato negli anni '90, erano molto più audaci ed espressive. Ma vuoi solo essere fedele al club e fare il tuo meglio con i tuoi design".
È più difficile disegnare una maglia per un club o per una nazionale?
"Ho sempre detto che è molto più difficile progettare una maglia per una nazionale. Con un club, ti concentri su una città specifica o anche solo su una parte di essa. Quindi il brief è relativamente semplice, puoi prendere ispirazione da quel club e dai quartieri vicini, da ciò che i tifosi conoscono del club. Per una maglia da nazionale, ad esempio per l’Italia, ci sono grandi differenze tra Sicilia, Milano, Venezia e Firenze. Come fai a creare una maglia autentica che parli a tutti gli italiani senza essere troppo specifico? In questi casi, ci si concentra su elementi che rappresentano davvero il paese, spesso partendo dallo stemma, dai colori e cercando elementi grafici universali che ne rappresentino l’identità".
Come è nata la collaborazione con il Venezia?
"Ho lasciato Nike alla fine di gennaio, e ho ricevuto la proposta da alcuni rappresentanti del Venezia e di NOCTA per lavorare su una maglia speciale per loro. Ho risposto 'Sì, certo, mi piacerebbe molto'. Come ogni maglia su cui ho lavorato, tutto parte dalla ricerca e dal capire davvero la città e il club. Fortunatamente, Venezia ha una tradizione e un patrimonio culturale molto ricchi".
Puoi spiegare le ispirazioni dietro questa maglia? Da dove hai iniziato e cosa avevi in mente?
"Ovviamente, Venezia è conosciuta per l'arancione e il verde. Ma anche per il loro stemma con la sagoma del leone di San Marco e le ali dell’aquila. Ho pensato che fosse un ottimo punto di partenza. L’ispirazione è venuta quasi come dai gargoyle o come il posizionamento di un tatuaggio. Quindi il leone frontale che ringhia, molto aggressivo. Poi il bellissimo rosso della bandiera di Venezia e dettagli in oro giallo. Abbiamo anche inserito sul retro la stella a otto punte, comunemente associata alla città e al leone di San Marco. I in fondo alla maglia, ci sono mattoni ispirati all’architettura gotica della città. Tutti questi elementi si sono combinati in modo armonioso. Sono molto felice che mi abbiano coinvolto in questo progetto, è uno dei miei preferiti recenti".
C’è un club per cui ti piacerebbe disegnare una maglia un giorno?
"Ci sono molti club per cui non ho avuto l’opportunità di lavorare. Come americano, sarebbe stato fantastico disegnare una maglia per la nazionale degli USA. E chi non vorrebbe fare una maglia per il Brasile? Queste sono come il Santo Graal del design. Ora sono fuori da Nike, sono un po' come un free agent, quindi, sì, chiamatemi. Scrivetemi se volete una maglia speciale. Voglio continuare a contribuire al mondo del calcio divertendomi. Ho sempre avuto passione per il calcio, lo gioco e lo seguo sempre, e con il prossimo Mondiale in arrivo sto iniziando ad avere qualche progetto. La maglia del Venezia è stata la prima dopo il ritiro e sto lavorando ad altri progetti, ma le principali sarebbero Brasile o USA".
Qual è la tua maglia preferita in assoluto, una che non hai disegnato tu?
"Alcune delle maglie che hanno fatto per il PSG sono uniche e incredibili. Ognuna è così diversa e originale. Il Nike Design Group sta facendo un lavoro eccezionale con il PSG, che è la relazione più duratura con un club. Nella maglia Jordan della scorsa stagione si può vedere forse l’ispirazione presa da alcune maglie del Borussia Dortmund degli anni '90. Quindi sì, penso che il PSG abbia sempre maglie eccezionali".
Cosa pensi dell’estetica del calcio italiano?
"Sin dai primi anni '90, quando ho iniziato a lavorare per la nazionale italiana, ho cercato di capire cosa rappresentasse la nazionale e i suoi look iconici. Maglie classiche ma anche audaci e divertenti. Dal 1995 al 1996 ci siamo spostati verso una maglia più pulita. In generale, guardando sia la Serie A sia la Nazionale, il design è sempre elegante, di gusto e bello. Ogni anno segue una formula simile. Peccato che Nike abbia avuto una relazione breve con la Nazionale, ma è sempre interessante vedere come ogni brand esprima la maglia italiana con i propri design".



















































