Winter Circles: discovering the Milano Cortina Winter Olympics with nss sports
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Il Chelsea è la squadra più brava di tutte nel fare collezioni lifestyle E lo dimostra già da un paio d'anni, occasione dopo occasione

Quante collezioni lifestyle sono il numero giusto per un club di calcio ogni stagione? La risposta più razionale a questa domanda è che non esiste un numero esatto. Certo è che alcuni club hanno decisamente spinto sull'acceleratore, arrivando a realizzarne con una frequenza talmente elevata da far perdere le tracce della precedente: spesso perché sembrano tutte uguali, spesso perché risultano decisamente innecessarie e prive di significato, se non di puro valore commerciale. La responsabilità dei club, in questo discorso, è però relativa. Gli sponsor impongono spesso una quantità prestabilita di collezioni lifestyle per ogni stagione e, più alto è il tier delle squadre, maggiore è il numero di collezioni prodotte. Il motivo è semplice: si rivolgono a un’audience più ampia e, di conseguenza, hanno un valore commerciale più elevato. Tuttavia, queste dinamiche accomunano tutti i club appartenenti allo stesso livello contrattuale. È per questo che, alla fine della stagione, Bayern Monaco, Arsenal, Juventus, Real Madrid e Manchester United avranno più o meno lo stesso numero di collezioni, essendo tutti legati allo stesso sponsor tecnico, in questo caso adidas.

Il discorso cambia quando si parla di collezioni in-house, pensate e sviluppate direttamente dai club. Restando in Premier League, nella stagione 2025/26 abbiamo visto l’Arsenal collaborare con un brand come A-COLD-WALL, senza una partecipazione effettiva di adidas. L’Arsenal non è citato casualmente: in termini numerici è il club che in questa stagione ha rilasciato più collezioni lifestyle, sfruttando diverse finestre tra il 2025 e i primi mesi del 2026. In questo quadro si può considerare un ibrido - tra collezione in-house e progetto legato allo sponsor - anche la collaborazione con NTS Radio. Diventa quindi sempre più complesso realizzare collezioni che abbiano sia un senso concettuale sia una reale qualità e cura dal punto di vista estetico. In questo senso, considerando le collezioni in-house e la maggiore libertà che un brand come Nike sembra concedere rispetto ad adidas - forse anche per un roster di squadre meno ampio rispetto al competitor - il Chelsea è oggi il club che riesce a portare avanti questa operazione nel modo più efficace, sfruttando al meglio le proprie possibilità.

La "Gianluca Jacket" disegnata da Jordan Vickors

Per commemorare l'uomo e il grande giocatore che è stato Gianluca Vialli per il Chelsea, a luglio 2025 e quindi quando la squadra era in pieno Mondiale per Club 2025, il Chelsea ha rilasciato una collezione lifestyle limited edition per la linea Reimagined Icons in cui è spiccato come item la Gianluca Jacket, che diversamente da quello che dice il nome e che potrebbe far intendere non è la giacca che indossava solo Gianluca Vialli, bensì una giacca a maniche lunghe d'allenamento che ha utilizzato il Chelsea con Umbro negli anni in cui c'era Vialli ai Blues. L'ha disegnata il designer e fondatore del brand IDA Jordan Vickors, tifoso del Chelsea che ha saputo modernizzare al punto giusto un capo alla perfezione. Inutile dire che la giacca sia andata sold out dopo secondi. 

Return of the Rebel

Nella stagione 1994/1995 il Chelsea, sponsorizzato da Umbro, per evitare frequenti kit clash introdusse un away kit con un’accoppiata di colori mai utilizzata prima: argento e arancione. Questa combinazione venne riproposta anche nella stagione successiva (1995/1996) e di fatto consacrò gli accenti arancioni che avevano iniziato a emergere sulle maglie dei Blues già nelle annate precedenti alla 1994/1995. Grazie al lavoro del designer Angelo Trofa, il club, insieme a Nike, è riuscito a riproporre quel color blocking in una collezione indossata esclusivamente nel riscaldamento dai calciatori di Liam Rosenior: una scelta equilibrata, con cui Nike ha preferito non intervenire sul trittico di maglie Home, Away e Third, probabilmente per non aggiungere ulteriori colori e limitarli così al pre-match. Si tratta, ovviamente, di una collezione pienamente ibrida, poiché comprende sia capi performance - indossati dai giocatori durante il riscaldamento - sia pezzi dal carattere puramente lifestyle, come la rivisitazione della maglia da portiere con tanto di gomitiere imbottite. 

Chelsea Pensioners

Se nelle altre collezioni lo stile preppy non era ancora stato menzionato, è la collezione Chelsea Pensioners ad ampliare le reference stilistiche delle linee lifestyle dei Blues. Ma chi sono davvero i Chelsea Pensioners? Si tratta dei residenti del Royal Hospital Chelsea, ovvero veterani dell’Esercito britannico che hanno scelto di trascorrere gli anni della pensione all’interno di una comunità storica. Proprio per questo, il Royal Hospital beneficerà di una donazione pari a una percentuale delle vendite della collezione.

La fama dei Chelsea Pensioners era tale che, quando oltre un secolo fa si cercò un soprannome per il nascente Chelsea Football Club, fu naturale scegliere proprio questo nome. Così nacque Percy the Pensioner, l’uomo raffigurato sul primo crest della storia del Chelsea e ripreso sulla collezione Chelsea Pensioners, utilizzato dal 1905 al 1952: un emblema che non comparve mai sulle maglie, ma che iniziò presto ad apparire come logo e in versione illustrata nei materiali ufficiali.

Con questa collezione il Chelsea riscopre il proprio passato per dare vita a una proposta del tutto inaspettata.