Winter Circles: discovering the Milano Cortina Winter Olympics with nss sports
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Lo snowboard in Cina è una cosa seria Intervista a Su Yi Ming, vincitore di due medaglie a Milano Cortina 2026

Milano Cortina 2026 è stata l'edizione della maturità per lo snowboarding ai Giochi Olimpici Invernali. Scaduta l'etichetta di novità cool, lo snowboarding ha dovuto cambiare parte della propria identità estetica per marcare la propria evoluzione da sport di nicchia a fenomeno globale riconosciuto. Un risultato ottenuto in grande stile grazie anche al contributo di una nuova generazione di atleti. Un gruppo a cui appartiene di diritto Su Yi Ming, snowboarder cinese di 21 anni vincitore di due medaglie a Milano Cortina, bronzo nel big air e oro nello slopestyle, e portabandiera per la Cina in occasione della cerimonia di chiusura tenutasi all'Arena di Verona. Lo abbiamo incontrato alla vigilia di quest'ultimo appuntamento presso l’adidas chalet, all’interno degli uffici di adidas Italia.

Hai vinto due medaglie olimpiche a Milano Cortina: che sensazione è stata rispetto a Pechino 2022?

"Per me è stato davvero così diverso questa volta. Quattro anni fa, da adolescente alle prime Olimpiadi, non avevo alcuna aspettativa; ero lì solo per gareggiare. Non sapevo davvero cosa stesse succedendo. Ma questa volta, c'era così tanta pressione sulle mie spalle. Ho anche sentito un enorme senso di responsabilità nel mostrare al mondo quanto lo snowboard cinese stia crescendo e quanto stiamo lavorando duramente per raggiungere i nostri obiettivi. Quindi vincere quest’oro e poi il bronzo alle mie seconde Olimpiadi significa moltissimo per me".

Da Pechino 2022 a Milano Cortina 2026, quali sono stati i cambiamenti più grandi nello snowboard?

"È incredibile quanto lo snowboard sia progredito. È quello che volevamo vedere in questo sport. Tutti noi stiamo cercando di dare il massimo, di spingere i nostri limiti e i limiti dello snowboard, e stiamo anche cercando di far parte di questa comunità, condividendo la gioia che lo snowboard porta con tutti. È davvero pazzesco da pensare. Non riesco nemmeno a immaginare fino a dove arriverà ancora nei prossimi quattro anni. Sono solo davvero fortunato e orgoglioso di far parte della comunità dello snowboard. È uno sport così liberatorio per me. Ognuno ha il proprio stile nel fare le evoluzioni. La stessa figura può essere fatta in molti modi diversi. Non c’è un modo giusto per farla, finché ti piace e la fai con il tuo stile e la tua comprensione di ogni trick. Ecco perché lo snowboard è così speciale per me".

In cosa differisce la tua preparazione mentale e fisica tra una competizione di Big Air e una di Slopestyle?

"Ovviamente, come campione in carica, ero sotto molta più pressione nella gara di Big Air. Era anche la prima gara alle mie seconde Olimpiadi, quindi è difficile cambiare mentalità perché le Olimpiadi sono così diverse e speciali. Sono così diverse dalla Coppa del Mondo e da qualsiasi altra competizione, quindi per me è difficile rendermi conto che le Olimpiadi sono già iniziate. Il Big Air ha sicuramente più pressione per me. Ma subito dopo il Big Air ho cercato di non pensare a nient’altro e di concentrarmi solo sulla mia performance".

Che consiglio daresti a un giovane che vuole trasformare la sua passione per lo snowboard in una carriera professionale?

"Prima di tutto, la cosa più importante è divertirsi. Non dimenticare mai che siamo qui per divertirci. Fidati di te stesso, lavora sodo e credi nei tuoi sogni".