Winter Circles: discovering the Milano Cortina Winter Olympics with nss sports
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Storia del Muro Giallo di Dortmund Una struttura da record e di grande ispirazione

L’Atalanta torna a giocare dopo otto anni di fronte ad una muraglia infernale per gli avversari, situata nel cuore della regione mineraria della Ruhr. Stiamo parlando del cosiddetto Gelbe Wand, il famoso Muro Giallo del Westfalenstadion, soprannome della gradinata sud che ospita il tifo di 25 mila supporters del Borussia Dortmund. I livelli di miticità della Südtribüne sono ormai insuperabili, diventando meta di pellegrinaggio ed attrazione turistica ultraquotata tra gli appassionati di tifo e di calcio più in generale. Ciononostante il settore mantiene la sua anima popolare, su cui il club decide signorilmente di non lucrare bloccando il prezzo dell’abbonamento a 14 euro a partita. Se una leggenda del Bayern Monaco come Bastian Schweinsteiger alla domanda «chi temi di più, i giocatori o il mister del Borussia Dortmund?», un giorno ha risposto «Il Muro Giallo», un motivo esisterà.

I settori popolari più grandi d’Europa

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Come noto, la Südtribüne del Westfalenstadion è la gradinata con posti in piedi più grande d’Europa. Un primato difficilmente avvicinabile, se si considera che la maggior parte degli stadi europei hanno la totalità dei propri spalti occupati dai seggiolini, perlopiù per motivi di sicurezza. La terrace culture è stata diffusissima in UK negli anni Settanta e Ottanta, con gli stand popolari traboccanti di gente. Era suggestivo vedere queste maree umane tutte vicine, di cui numericamente si possono fare solo stime approssimative, che al contempo hanno poi portato a tragici eventi. Ciò è durato fino a quando Margaret Thatcher non ha cambiato tutto, cancellando l’hooliganismo e la Premier League si è trasformata in un prodotto commerciale, con stadi rinnovati ed ordinati. Oggi, in Europa, i settori con posti in piedi si trovano ormai quasi esclusivamente in Germania. Oltre a Dortmund troviamo la Nordwestkurve del Deutsche Bank Park di Francoforte, che accoglie circa 19900 supporters dell’Eintracht. La Nordkurve del Borussia Park di Mönchengladbach sfiora i 16500 posti in piedi ed ha numeri simili il settore nord della Veltins Arena a Gelsenkirchen, dove i 16309 posti in piedi per le partite dello Schalke possono essere convertiti in 8778 seggiolini a seconda dell’evento, mentre la Westkurve di Kaiserslautern rimane poco dietro con una capacità di 14688 unità.

Vi sono poi stadi che, pur avendo una capienza ridotta, sono ancora caratterizzati in maggioranza dagli standing terraces in più di un settore. È il caso dello Stadion An Der Alten Försterei dell’Union Berlino, dove 18395 dei 22012 posti totali sono in piedi, oppure il Millerntor-Stadion del St. Pauli ad Amburgo, con 16940 spettatori in piedi su 29546. Nelle serie minori, troviamo numeri simili negli impianti di Magdeburgo ed Oberhausen. Uscendo dalla Germania abbiamo altri esempi virtuosi di gradinate popolari, pur parlando di settori aventi tutti i seggiolini. In Francia c’è il Vélodrome di Marsiglia, con le curve che accolgono 13800 supporters, e il Geoffroy Guichard di Saint-Étienne, dove kop nord e kop sud contano 10085 posti. A proposito di Kop, quella originale di Anfield oggi contiene 12800 tifosi. In Danimarca il B Stand del Parken di Copenaghen conta 8800 unità, in Austria l’Allianz Stadion del Rapid Vienna si assesta sugli 8500. Andando verso est, la Tribuna Kocioł dello Stadio Municipale di Poznań ospita 9600 tifosi su tre livelli, il settore nord del Maksimir di Zagabria ne contiene 9460 mentre il Rams Park del Galatasaray ha gli spalti dietro le porte da circa 15 mila seggiolini. In Italia le gradinate vere e proprie, con la maggior capienza, si trovano a Marassi con circa 9 mila posti ciascuna. In quanto a curve, all’Olimpico di Roma si sfiorano le 18 mila unità, al San Nicola di Bari le 15 mila, mentre al Maradona di Napoli ci si ferma a 13 mila.

Storia della Südtribüne

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La Südtribüne nasce ufficialmente tra il 1971 e il 1974 con la costruzione del nuovo stadio del Borussia Dortmund, il Westfalenstadion. Il vecchio campo da gioco chiamato Rote Erde, terra rossa in tedesco, è ormai inadeguato per struttura e per capienza, per una squadra che sta acquisendo una popolarità crescente a Dortmund. Il club però non ha abbastanza soldi per costruire un nuovo impianto, tantomeno il comune. Fortuna vuole che a Colonia il progetto per lo stadio che avrebbe dovuto ospitare le gare dei Mondiali del 1974 viene annullato, così i fondi precedentemente stanziati prendono la rotta di Dortmund.

Il Westfalenstadion, nuova sede per i Mondiali, sorge di fianco al Rote Erde, progettato dall’autorità edilizia di Dortmund. Il famoso settore sud fino alla fine degli anni ‘90 mantiene una capienza di 12 mila spettatori, dove non esistono seggiolini ma solo balaustre che compongono i tipici standing terraces all’inglese. La squadra già nel 1976 viene promossa in Bundesliga, accrescendo anno dopo anno la sua fama. Nell'estate del 1992, a seguito della conversione della gradinata nord in settore con posti a sedere, la capienza totale scende da 54 mila a 43 mila persone. La stessa riconversione si vorrebbe attuare per la Südtribüne ma ciò viene impedito grazie al rigetto dei tifosi, che si mettono di traverso alla decisione. Il culmine del successo viene raggiunto dal BVB nel 1997, con la vittoria della Champions League ai danni della Juventus. 

La nascita del Muro Giallo

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Sull’onda dell’entusiasmo il club dà il via ad un’opera di maestoso ampliamento dello stadio, passando attraverso più fasi di ristrutturazione e arrivando a superare gli 80 mila spettatori. È qui che nasce strutturalmente, come la conosciamo oggi, la famosa Südtribüne, la quale raddoppia i suoi posti. Il disegno è dell'architetto Ulrich Drahtler dello studio di architettura Gustav Schulze und Partner di Dortmund, responsabile sia della prima che della seconda fase di costruzione. Gli ingegneri strutturali furono gli Engels Ingenieure e l'impresa edile vincitrice dell’appalto la Köster AG di Osnabrück. Le file aggiunte sono ben 27, con la capienza del settore che passa da 12 mila a sfiorare i 25 mila posti in piedi.

La gradinata, già precedentemente nota per il calore, raggiunge lo status di icona. Dallo stupore per la magnificenza dell’opera realizzata si passa però in pochi anni al rischio del fallimento, proprio per le ingenti spese effettuate per l’ampliamento dello stadio. In questa condizione di precarietà, nella gara casalinga contro l’Hansa Rostock del 21 maggio 2005, nasce ufficialmente la leggenda del Gelbe Wand, il celebrato muro giallo. La Südtribüne tira fuori tutto il suo orgoglio esibendo una coreografia composta da innumerevoli stendardi a due aste ed un mare di bandiere giallonere, accompagnate da uno striscione che recita in tedesco: «Alla fine del tunnel, risplende il muro giallo». Il BVB verrà salvato, vivendo qualche tempo più tardi la magica era Klopp, con il Yellow Wall nella sua epoca d’oro con scenografie mozzafiato nelle grandi notti di Champions. Roman Weidenfeller, portiere di quella squadra, è il vero fautore dello sdoganamento del soprannome, quando, a seguito di un esodo di 10 mila tifosi gialloneri in trasferta a Francoforte nel maggio 2009, definisce il settore ospiti come muro giallo. Da quella dichiarazione, prima i giornali tedeschi, poi quelli di mezzo mondo, inizieranno puntualmente a ribattezzare la gradinata con tale soprannome. 

Modello d’ispirazione

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Oggi questo settore conta 24454 posti in piedi, rappresentando il più grande standing terrace d’Europa, con un innovativo sistema che consente una rapida conversione a tribuna con posti a sedere per le partite internazionali. Le balaustre presenti tra le varie file servono ad evitare tragici eventi quali il travolgersi delle persone e oscillamenti incontrollati delle masse. I 7 mila metri quadri di superficie sono distribuiti in 99 metri di larghezza e 40 d’altezza, con le gradinate che hanno un’impressionante pendenza di 37 gradi, paragonabile a quella di un trampolino per il salto con gli sci. Il settore ha inoltre ispirato, strutturalmente e sentimentalmente, diversi stadi di recente o futura costruzione. Lo studio De8 Architetti, responsabile per il restyling dell’attuale New Balance Arena di Bergamo, ha ricostruito la Curva Nord Federico Pisani, cuore del tifo orobico, su modello del Muro Giallo. L’occasione in cui è nata la suggestione è stata proprio la gara d’andata dei sedicesimi di finale di Europa League, giocata a Dortmund nel 2018 tra i tedeschi e i bergamaschi.

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La stessa tribuna ad anello singolo è stata la bussola per la creazione del south stand del Tottenham Hotspurs Stadium, dalla capienza di 17500 spettatori (seppur con seggiolini) con un’inclinazione di 34 gradi, il massimo raggiungibile in UK. L’intenzione era quella di intrappolare i cori dei tifosi e creare un’atmosfera intensa ed intimidatoria per gli avversari. Seppur il proposito dello studio architettonico Populous fosse ottimo, il supporto della tifoseria del North London è estremamente inferiore rispetto a quello giallonero, che non tutti sono in grado di replicare. Dan Meis, architetto dell’Hill Dickinson Stadium, nuovissimo stadio dell’Everton, ha preso d’esempio il Yellow Wall di Dortmund per il south stand del tifo di casa. Il settore, esternamente molto suggestivo vista la vicinanza a un molo del fiume Mersey, conta 13 mila posti volti a massimizzare il frastuono e l’atmosfera da stadio. Persino il nuovo San Siro dello studio Foster + Partners dovrebbe includere due curve monoanello a ridosso del campo da gioco e con la medesima inclinazione di 37 gradi. Ciò che colpisce è che il Muro Giallo non colpisce solo impianti calcistici ma influenza anche infrastrutture per altri sport, come l’Intuit Dome di Inglewood, nuovo palazzetto dei Los Angeles Clippers. Il cosiddetto The Wall, casa della franchigia californiana di NBA, ha una sezione dietro al canestro da ben 4500 posti disposti su 51 file ininterrotte, volta a favorire il fan engagement.