Winter Circles: discovering the Milano Cortina Winter Olympics with nss sports
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Alla scoperta dell'isola di proprietà del Galatasaray Una storia di debiti, elezioni e sport

Prossimo avversario della Juventus nei playoff di Champions League, il Galatasaray è la squadra più famosa di Turchia. Oltre ad essere la società che ha raccolto più titoli, con quasi 90 trofei, è quella con il maggior seguito, superando i 50 milioni di tifosi tra Istanbul, penisola anatolica e diaspora turca. Come altre entità sportive al di fuori dell’Italia, il Gala è una polisportiva che comprende 16 discipline, dove primeggiano il calcio, la pallavolo ed il basket grazie ad importanti investimenti ed esosi ingaggi. Il vero simbolo della potenza e dello sfarzo della società è però l’Isola di Galatasaray, che rappresenta un unicum nel mondo per quanto riguarda le strutture di proprietà di un’associazione sportiva. Tra continue demolizioni e ricostruzioni, oggi l’isola, ad accesso esclusivo di tesserati e soci del club, è tornata in auge, ripercorrendo i fasti conosciuti negli anni '70 e '80.

Dove si trova l'isola del Galatasaray?

Il Galatasaray Adası è un isolotto di Istanbul parzialmente di proprietà del Galatasaray Spor Kulübü. Situato a nord del Ponte dei Martiri del 15 Luglio, dista circa 165 metri dalla costa di Kuruçeşme, sponda europea del Bosforo. Si tratta dell’unica isola dello stretto che separa due continenti e divide le anime della capitale turca. Il suo racconto, in qualche modo, inizia negli anni '70 dell’Ottocento, periodo in cui l’Impero Ottomano entra in crisi, iniziando a intravedere il tramonto di una gloriosa e longeva storia. Il sultano Abdul Aziz, che ha dichiarato bancarotta, non è in grado di ripagare i debiti nei confronti dei numerosi creditori dell’Impero. Tra questi figura anche Sarkis Balyan, appartenente ad una prestigiosa famiglia di architetti di corte.

Nell’opera di risarcimento riesce inizialmente Abdul-Hamid II, detto il Grande Khan, fin quando anche per lui le risorse terminano. Il sultano allora cede un insieme di scogli sul Bosforo a Balyan, estinguendo con questa modalità il debito. Dopo il respingimento del primo progetto, che prevedeva la costruzione di una fabbrica, Sarkis Balyan decide di costruirvi un villa a due piani, con tanto di dependance per la servitù, e di adottarla come propria residenza. L’Isola di Sarkis, estesa ed edificata, diventa un’autentica perla sul Bosforo invidiata da tutti, tanto da essere ribattezzata Angolo del Paradiso. In poco tempo acquisisce la fama di polo culturale, luogo d’incontro di scrittori, letterati, artisti che qui organizzano eventi e dibattiti.

Il Novecento: trasformazioni e declino

Dopo la morte di Sarkis, nel 1902 l’isolotto viene confiscato perché abbandonato ed indebitato. All’alba della Prima Guerra Mondiale, nel 1914, il Ministero del Tesoro lo affitta alla Şirket-i Hayriye, prima compagnia di navigazione marittima turca. Senza dubbio è questo il periodo più buio dell’isolotto, che diventa un deposito di carbone e luogo di rifornimento di carburante per i traghetti della capitale. Una macchia nera che stona nel suggestivo scenario del Bosforo. Negli anni '40 gli eredi della famiglia Balyan rivendicano l’isola che era stata tolta ai parenti e dopo aver vinto la causa se ne riappropriano, pur lasciandola all’incuria. Si giunge così fino al 1957, quando il presidente del Galatasaray Sadık Giz la acquista per 150 mila lire turche, rinominandola con il nome del club. In questi anni la polisportiva sta ampliando le sue sezioni e, dovendo trovare una nuova casa per le sue discipline acquatiche, la scelta ricade su questa location. Il presidente vi costruisce strutture sportive come la piscina olimpionica in cui la squadra di pallanuoto gioca le gare ufficiali fino al 1968, oltre ad ospitare la scuola di canottaggio.

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L’isola diventa un luogo vivo tutto l’anno, una location mondana di relax e aggregazione per soci ed atleti, che qui possono sorseggiare un tè sul Bosforo e godersi il sole in una bella cornice. Ma il polo sportivo, simbolo di vanto e vitalità, inizia a gravare eccessivamente sulle spalle del club, unico sostenitore economico del luogo. Sul finale degli anni Novanta si assiste ad un lento declino, con l’isola sempre meno frequentata anche a causa dell’intensificarsi del traffico marittimo del Bosforo. Ridotta prima a semplice rimessa di barche, poi a sala giochi, il club inizia a pensare di affittare a privati la sua struttura.

Curiosità e lifestyle sull’isola

Un’importante trasformazione avviene tra il 2002 e il 2007, quando si assiste ad un'imponente opera di costruzione di varie facilities. Il 4 ottobre 2007 un grande incendio causa gravi danni a due ristoranti ed altri locali attigui. In quel periodo, per circa tre anni l’isola viene data in affitto a Mehmet Koçarslan, businessman che rinomina l’isola Suada, con grande fastidio del Galatasaray. Il re della movida notturna turca attraverserà gravi problemi nel 2017, quando nella notte di Capodanno uno dei suoi locali, il Reina, sarà teatro di un attacco terroristico dell’ISIS.

Dopo dispute legali legate a costruzioni abusive, nello stesso anno il Galatasaray interrompe qualsiasi affitto ed avvia una demolizione pressoché totale. Viene portata a terra anche la mascotte del luogo, un pappagallo dalle piume giallorosse chiamato Cimbom. Dopo un periodo di chiusura, la questione dell’isola torna alla ribalta nel 2022, anno di elezioni presidenziali del club. In campagna elettorale, il candidato ed attuale presidente Dursun Özbek promette, tra le altre cose, la riapertura della Galatasaray Adası. Il 27 luglio l’isolotto, esteso per dimensioni, riapre in tempo record con un volto totalmente rinnovato.

Oggi, dopo quasi quattro anni dalla riapertura, la superficie è divisa in tre sezioni, una delle quali è di proprietà registrata del Galatasaray, mentre gli altri due lotti, di proprietà del patrimonio immobiliare nazionale, sono stati dati in concessione alla polisportiva per 30 anni. All’interno di una recinzione perimetrale, si presentano due spazi evento dalla capienza di 1500 e 1200 persone, una discoteca, tre ristoranti, un bar, una piscina olimpionica e uno store ufficiale. La sua funzione è tornata ad essere quella di struttura sociale, attiva quattro stagioni per eventi di varia natura.

Qui si svolgono le riunioni del Consiglio d’Amministrazione del club, banchetti speciali per i soci e cerimonie come il tradizionale Ballo del Sultano. Fatih Terim, storica figura del Galatasaray, ha festeggiato qui il 50esimo anniversario dal suo primo approdo nel club, avvenuto nel 1975. Myriam Sylla, campionessa della Nazionale Italiana di pallavolo trasferitasi qui all’inizio della stagione, ha partecipato a settembre ad una cena di squadra. Le presentazioni delle divise per il nuovo campionato avvengono qui, così come l’accoglienza ad alcuni giocatori. Un posto unico e curioso, che nell’itinerario turistico-sportivo di Istanbul non può proprio mancare.