
Tutta la tradizione della Croazia nel primo kit di adidas Dall’iconica scacchiera ai riferimenti alla cultura slava
Dopo ventisei anni la Nazionale di calcio della Croazia ha cambiato sponsor tecnico. In queste ore sono stati presentati i primi kit firmati adidas, che dall’1 agosto scorso ha preso il posto di Nike e inaugurato una partnership pluriennale con HNS (Hrvatski Nogometni Savez), la federcalcio di Zagabria. L’accordo riguarda le rappresentative maschili, femminili e giovanili, e comprende un’ampia collezione che, oltre alle divise da gara, include anche capi da allenamento e culture wear.
adidas ha espanso così la propria presenza nel giro delle nazionali, dopo i recenti accordi con Repubblica Ceca, Turchia, Polonia e Nigeria, nonostante la fine degli storici rapporti con Germania e Galles. Tra le nuove partnership, quella con la Croazia più di tutte ha consegnato ad adidas un’identità unica, costruita attorno all’iconica scacchiera biancorossa, uno dei tratti estetici più riconoscibili nello sport internazionale.
Le nuove maglie della Croazia
"Molto più che kit da calcio innovativi o dichiarazioni estetiche audaci", ha spiegato Marijan Kustic, presidente della HNS. "Insieme ad adidas abbiamo scelto un design che incarna la perfetta fusione tra orgoglio locale e mentalità globale". Questo è il principio che accomuna due divise diverse per linguaggio, ma entrambe ideate partendo dall’immaginario e dalla cultura croata.
La Home jersey riparte inevitabilmente dal bianco, dal rosso e dalla tradizionale scacchiera, arricchita rispetto alle ultime edizioni da un dettaglio all’interno dei quadrati: i caratteri in glagolitico, il più antico alfabeto slavo conosciuto e uno dei simboli del patrimonio culturale croato. Lo stesso riferimento torna anche sul retro del collo, dove la parola “Croazia” è scritta negli stessi caratteri. I bordi delle maniche infine, bianchi, sono completati da dettagli rossi e blu che richiamano la bandiera nazionale.
L'Away, costruita su una base blu intenso con dettagli rossi e trifoglio adidas bianco, concedeva invece maggiore libertà creativa. In questo caso il riferimento alla cultura locale non passa dalla simbologia istituzionale, ma dalla tradizione artigianale del merletto. La grafica che attraversa la superficie della divisa si ispira a questa tecnica di lavorazione, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità, mentre sul collo compare la scritta HRVATSKA con un lettering che richiama il punto croce.
Scacchiera e identità croata
Da decenni ormai la scacchiera biancorossa - in croato sahovnica - è un elemento centrale dello stemma nazionale e il principale segno visivo associato al Paese, la cui nascita precede di secoli quella della Croazia indipendente. L’origine di questa fantasia risale a cinque secoli fa e, nonostante la leggenda secondo cui sarebbe nata dopo una partita a scacchi tra un sovrano croato e il doge di Venezia - una ricostruzione mai confermata storicamente - non ha nulla a che vedere con l’universo scacchistico.
Nel calcio la sahovnica ha assunto il significato che conosciamo oggi nel 1990, quindi prima ancora dell’indipendenza formale del Paese. In occasione dell’amichevole di quell’estate a Zagabria contro gli Stati Uniti venne realizzata la prima versione della moderna maglia croata, disegnata da Miroslav Sutej, artista coinvolto anche nella costruzione dell’identità istituzionale del nuovo Stato.
Negli anni, poi, quel codice visivo è diventato progressivamente un’istituzione estetica del calcio internazionale. A partire da Euro 1996, primo grande torneo della Croazia indipendente, fino al terzo posto nei Mondiali di Francia ‘98, con Davor Suker capocannoniere: un appuntamento che ha trasformato per sempre la maglia di quella squadra, firmata Lotto, in un pezzo di storia.
Nei ventisei anni successivi, con il passaggio a Nike, si è lavorato soprattutto sulla scala e sulla disposizione degli scacchi: enormi nel 2018, frammentati nel 2022, più piccoli e vicini al modello del ‘90 nell’ultima divisa del 2026. Cambiando proporzioni e interpretazioni, ma mai il principio. Ora il testimone è passato nuovamente di mani, da Nike ad adidas, con la scacchiera ancora una volta al centro di tutto.


























































