
Ferrari trasforma lo sketch in una tela tridimensionale Quando una linea prende forma
Tra il primo tratto su un foglio di carta e la forma definitiva di una Ferrari esiste uno spazio fatto di intuizione, progettazione, ingegneria e maestria artigianale. È proprio in questo spazio che si inserisce Sketch Body, il nuovo progetto di Ferrari Collectibles presentato il 9 settembre al Ferrari Flagship Store di Milano. Al centro c’è un gesto apparentemente semplice: quello del designer che traccia una linea e, in pochi secondi, definisce l’idea di qualcosa che ancora non esiste. Nel caso di Ferrari, quel segno porta la firma di Flavio Manzoni, Chief Design Officer del Cavallino Rampante, e diventa il punto di partenza di un percorso che dalla carta conduce alla materia.
Uno sketch non è ancora un’automobile. È un’intuizione, una possibilità, una forma ancora libera dai vincoli della materia. Ma è anche il momento in cui un progetto inizia a diventare riconoscibile. Sketch Body nasce proprio dalla volontà di rendere visibile questo passaggio, riportando il segno originale del designer sulla superficie che, al termine del processo creativo e produttivo, diventa parte della vettura. Ispirato alla Ferrari 812 Competizione Tailor Made, il progetto prende alcuni elementi della carrozzeria e li sottrae alla loro funzione originaria per trasformarli in una sorta di tela tridimensionale. Cofani o dorsali diventano così superfici sulle quali lo sketch che ha guidato la nascita della vettura può tornare a vivere, seguendo le curve e le tensioni della carrozzeria.
Il disegno non viene quindi semplicemente riprodotto. Entra nella materia, ne segue le geometrie, dialoga con la luce e cambia prospettiva a seconda del punto di osservazione. La superficie della vettura diventa uno spazio narrativo, capace di raccontare non soltanto ciò che l’automobile è, ma anche il processo che l’ha portata a essere quello che è. Con Sketch Body, Ferrari Collectibles amplia il proprio linguaggio. Dopo i Components, i Red Pieces e i Drivers’ Pieces, progetti più direttamente legati alla storia della vettura e al mondo del racing, questa nuova collezione sposta l'attenzione verso una dimensione maggiormente artistica.
Non si tratta più soltanto di conservare un frammento dell'automobile. L'oggetto viene reinterpretato come testimonianza di un processo creativo, diventando qualcosa che vive tra design, arte e automotive. Il componente perde parte della propria funzione originaria per acquisirne una nuova: raccontare l'idea da cui è nato. È un cambio di prospettiva significativo. La Ferrari non viene osservata soltanto come prodotto finito, ma come il risultato di una sequenza di gesti, decisioni e competenze. Il collezionabile diventa così una traccia fisica di quel percorso, un punto di contatto tra il momento più astratto della progettazione e quello estremamente concreto della produzione.
Il tratto di Flavio Manzoni è l'elemento che tiene insieme queste due dimensioni. Una linea veloce, precisa e riconoscibile che nasce prima dell'automobile e che, attraverso Sketch Body, torna a incontrarla. Il gesto creativo non rimane quindi confinato al foglio. Si espande sulla carrozzeria, ne segue le curvature e assume una dimensione fisica. Il disegno diventa superficie, la superficie diventa oggetto e l'oggetto conserva il ricordo della sua origine. È in questa relazione tra immaginazione e realizzazione che Sketch Body trova il proprio significato. Da una parte c'è l'intuizione, dall'altra la precisione necessaria per trasformarla in realtà. In mezzo, tutto ciò che rende possibile il passaggio dall'una all'altra: design, ingegneria, manifattura e savoir-faire.