Il Mondiale 2026 ha fatto cambiare idea anche a Thrasher Lo stesso brand che 10 anni fa dissava Justin Bieber ora fa collezioni per il Mondiale

Sono passati dieci anni da quando Thrasher Skateboarding, il brand-merch nato dall’omonimo magazine di skateboarding (edito fino al 2019 da Jake Phelps) e fondato da Eric Swenson e Fausto Vitello, attaccava Justin Bieber e Rihanna, rei - secondo il brand - di indossare troppo spesso e in occasioni troppo esposte (come, ad esempio, i live) i loro capi. Il problema di fondo, secondo Thrasher, era ovviamente che le due popstar non incarnassero minimamente il lifestyle e il DNA del brand: indipendente, street e certamente arrogante e irriverente nella comunicazione, un po’ sulla falsa riga delle più note company di skateboarding.

Quando Thrasher attaccò Justin Bieber e Rihanna

“We don’t send boxes to Justin Bieber or Rihanna or those fucking clowns. The pavement is where the real shit is. Blood and scabs, does it get realer than that?”

Insomma, Thrasher si prese la briga di affermarlo apertamente: il momento era propizio, il brand era oggettivamente sulla cresta dell’onda nell’universo hypebeast, e quel dissing a Rihanna e Bieber venne percepito addirittura come una buona mossa di marketing per difendere il proprio status di marchio street indipendente. Forse anche perché il brand era diventato talmente grande, gestendo moli così vaste di ordini, che il fatto che due celebrity di quel calibro indossassero i loro capi non avrebbe realmente contribuito ad accrescerne la fama. Oggi, invece, Thrasher collabora con adidas su una linea - che per ora sembra essere una sorta di esclusiva legata alla Nazionale argentina - prendendo parte a una collaborazione dal senso quantomeno discutibile e associandosi apertamente a una delle Nazionali di calcio più famose al mondo. Il tutto, chiaramente, in vista del Mondiale 2026 e, forse, anche perché Thrasher non vende più come una volta, senza avvicinarsi minimamente alle vecchie cifre. 

Lungi dall’essere un j’accuse alle collaborazioni - tantomeno a quelle tra brand di skateboarding e club calcistici - si vedono continui elogi a progetti come Juventus x Palace Skateboards o alle reference visive tratte dal mondo del calcio da parte di brand come Supreme New York. Insomma, per i temi che stiamo trattando, risulterebbe alquanto vacua l’idea di condannare un brand di skateboarding per aver realizzato una collezione con una nazionale di calcio in vista di un Mondiale: si tratta piuttosto di svelare come, forse, una collaborazione del genere nel 2016 sarebbe stata volentieri scartata da Thrasher.

La collaborazione tra adidas, Thrasher e la Nazionale argentina

Prima di tutto, adidas e Thrasher hanno scelto di svelarla attraverso una sorta di esclusiva con la Nazionale argentina: inizialmente con i giocatori, che hanno sfoggiato alcuni capi durante la sosta delle nazionali, e poi con una Predator contraddistinta dalle iconiche fiamme del brand di skateboarding ai piedi di Rodrigo De Paul. Non a caso, parliamo di un calciatore dell’Inter Miami, squadra legata a una città statunitense che sarà tra le piazze più calde durante il Mondiale 2026 - se non la più calda - grazie alla vasta comunità latina che la abita.

Per il resto, la collezione comprende capi classici della linea adidas Originals, caratterizzati dall’iconico typeface di Thrasher: una proposta, nel complesso, davvero inaspettata.