adidas sta facendo sul serio in Formula 1 Il prossimo passo è la partnership con Red Bull
A partire dalla stagione 2027, adidas diventerà sponsor tecnico di Red Bull ampliando la sua presenza in Formula 1. Si tratterà della terza scuderia sponsorizzata dal brand tedesco, dopo la partnership con Mercedes avviata nel 2025 e quella con Audi nella stagione 2026. Nella prossima stagione sarà invece l’apparel di Red Bull ad essere griffato con le three stripes. Secondo le stime di Bild, si tratta di un accordo triennale da 81 milioni di euro totali. Al momento Red Bull è sponsorizzata Castore, kit supplier del team dal 2023.
L'incognita Max Verstappen
L'aspetto più potente di questa collaborazione è anche l'incognita più grande. Per adidas, ad oggi, firmare un contratto con Red Bull significa associare il proprio brand a Max Verstappen. Probabilmente il pilota di Formula 1 più conosciuto al mondo insieme a Lewis Hamilton e Charles Leclerc, sicuramente quello più conosciuto dalle generazioni più giovani e dagli amanti di Drive to Survive, di cui è il principale protagonista nonostante abbia rilasciato pochissime interviste a Netflix in otto stagioni. Un ambassador di assoluta autorevolezza all'interno del paddock e in pista.
Il problema è che ad oggi non c'è certezza che Max Verstappen nella prossima stagione rimanga in Red Bull o che addirittura resti in Formula 1. Da settimane si rincorrono le voci per cui il pilota olandese stia valutando seriamente di sfruttare una clausola nel suo contratto per liberarsi al termine della stagione. Lui stesso non ha smentito categoricamente queste voci, anzi sottolineando a più riprese che ha preso in considerazione l'ipotesi del ritiro o di un anno sabbatico.
C'è il rischio quindi che adidas veda il suo asset più importante svanire prima ancora di cominciare. Ad ogni modo va sottolineato che anche nel caso in cui Verstappen non fosse uno dei due piloti ufficiali Red Bull nella prossima stagione, è molto probabile che ricopra un ruolo un ruolo di ambassador per la scuderia e che continui a disputare gare endurance per Red Bull, ipotesi queste che permetterebbero ad adidas di poter sfruttare in qualche modo l'immagine del pilota olandese.
Confronto con la tradizione
A prescindere dai dubbi su Verstappen, la partnership tra adidas e Red Bull è significativo per diversi motivi. Il primo: se gli accordi con Mercedes e Audi erano sembrati tutto sommato organici nella visione di adidas, trattandosi di due sponsorizzazioni con altrettanti team tedeschi, quello con Red Bull è invece sinonimo di una visione a lungo termine. Una dichiarazioni di intenti precisa ovvero che adidas è entrata in Formula 1 non solo per restarci ma per dominare e riscrivere i canoni estetici. Per ottenere questo risultato ha deciso di associarsi ad una scuderia con una storia di trionfi, 14 titoli totali tra Costruttori e Piloti, ma che non ha mai tradito la sua percezione anticonformista
Ed è proprio questo il punto più integrante di questa partnership ovvero capire come questi due mondi possano intersecarsi. adidas è molto attenta ad esaltare la sua tradizione, inserendola in nuovi contesti certo, ma cercando sempre di restituire un'estetica elegante che rappresenti il suo retaggio. Red Bull invece ha sempre lavorato per non restare ingabbiata in un'estetica predefinita. Il risultato passa quasi esclusivamente dalla capacità di fondere questi due aspetti, se davvero l'obiettivo è quello di lavorare sulle divise ufficiali con lo spirito di sviluppare un'identità visiva che possa diventare un asset anziché mettere semplicemente il proprio logo su una maglia o un cappellino.
Il confronto diretto con PUMA e Nike
Un altro aspetto da considerare è quello per cui l'accordo con Red Bull rappresenti una risposta diretta, forte e chiara da parte di adidas nei confronti di PUMA. All'inizio della stagione 2026 PUMA ha annunciato la partnership con McLaren, affiancandola a quelle già attive con Ferrari e Aston Martin, andandosi quindi a ritagliare un posto in prima fila all'interno del paddock. Continuando su questa analogia, adidas ha recuperato la sua posizione di leader.
Non solo. C'è da sottolineare che la Formula 1 al momento è uno dei pochissimi sport in cui adidas non ha un confronto diretto con Nike. In un momento storico in cui Nike sta andando a prendersi alcune delle risorse più importanti di adidas, come la sponsorizzazione della nazionale tedesca oppure il pallone ufficiale della Champions League, l'assenza dello Swoosh permette ad adidas di creare una posizione forte in attesa che Nike faccia il suo ritorno nel paddock.
È inevitabile che accada: la Formula 1 è diventata troppo attraente per i brand per poter essere ignorata. I tempi e i modi di un'eventuale sponsorizzazione li deciderà Nike ma quando questo scenario si concretizzerà dovrà fare i conti con il lavoro eccellente portato avanti da adidas per far sì che l'intersezione tra sport e fashion trovi nella Formula 1 la sua dimensione ideale.