Servono più kit rosa anche su terra Non solo su cemento

Jannik Sinner si è ripreso la vetta della classifica ATP vincendo il torneo Masters 1000 di Montecarlo, il suo terzo successo consecutivo in un Masters 1000 dopo le vittorie di Indian Wells e Miami. La grande differenza tra quest'ultimo successo e i primi due risiede nei kit. Se scardinare il tradizionale bianco su erba sembra impossibile, una maggiore flessibilità è auspicabile sulla terra rossa. In questo il lavoro di Nike e Sinner non è stato particolarmente pionieristico, proponendo a Montecarlo un completo su una scala di grigi alternati al bianco degli accessori. Molto elegante e ben intonato con la superficie monegasca, ma non particolarmente vivace, in particolare in confronto a quanto visto nei tornei precedenti.

Il Sunshine Double

La vittoria dei tornei ATP di Indian Wells e Miami in back-to-back viene definita Sunshine Double. La prima parola rimanda al clima soleggiato rispettivamente di California e Florida, Stati federali ospitanti i due tornei. Di conseguenza, la seconda parola allude al fatto che i due eventi si svolgano a una settimana l’uno dall’altro, in coppia, negli Stati Uniti. Se questa affinità non dovesse bastare, dal 2025 i campi sono accomunati dal medesimo fornitore di cemento, Laykold, azienda americana leader nel settore che già copriva Miami e che ha scalzato dopo un quarto di secolo da Indian Wells il Plexipave prodotto dalla locale California Sports Surfaces - alimentando rumorose polemiche sulla velocità della superficie.

Nel 2026, questa omogeneità ha raggiunto il livello successivo. Per la quarta volta nella storia, il Sunshine Double è stato completato dallo stesso nome sia nella categoria femminile, sia in quella maschile. Rispettivamente Aryna Sabalenka, la numero uno del ranking WTA, e Jannik Sinner. Era dal 2016, dieci anni tondi, che non si verificava questa duplice doppietta in terra americana. Un collegamento totale tra Indian Wells e Miami, il cui vero unicum si nasconde però in una peculiare componente estetica: entrambi gli atleti, vestiti da Nike, hanno indossato un outfit di colore rosa.

Jannik Sinner ha reso omaggio ai grandi

Sia nel caso di Sinner, sia di Sabalenka, si tratta di un tributo. Il primo paragone che viene in mente per il completo dell’italiano è quello con Roger Federer, laureatosi campione nel 2010 a Toronto con una inconfondibile polo rosa a marchio swoosh, assimilabile alla NikeCourt Advantage di Sinner. Una variazione, invece, nelle scarpe, le usuali Nike GP Challenge 1.5 indossate dall’altoatesino all’Australian Open, ma in questo caso multicolore: la tomaia rosa è coronata da lacci bianchi a punta blu, gli stessi colori rispettivamente di intersuola e battistrada, ma anche del logo sulla parte esterna. L’affinità del completo dell’atleta italiano si aggrappa però a radici ben più giovani. L’edizione 2018 dell’Australian Open, dal punto di vista cromatico, ha cambiato tutto. Lo stesso Federer, Rafael Nadal, Grigor Dimitrov, Nick Kyrgios e altri partecipanti del circuito maschile si sono presentati con completi del tutto o parzialmente rosa ideati da Nike, a volte con contrasti sentiti che includessero nero e azzurro, spesso con stacchi netti.

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Si è trattato di una scelta di marketing ben precisa da parte dell’allora Apparel Design Director di NikeCourt, Sam Shipley, dovuta alla natura stessa del torneo in territorio Aussie, e cioè il fuso orario. Tra Melbourne e New York intercorrono 15 ore, dieci invece nel caso di Roma, e via dicendo. Poiché a gran parte del pubblico oltreoceano risulta impossibile seguire le partite live, il consumo di highlights aumenta, di conseguenza è importante catturare subito l’attenzione dello spettatore. Quale miglior stratagemma, se non aumentando il contrasto cromatico con il fondo scuro di un rosa intenso, spesso racchiuso in forme geometriche vibranti sullo schermo? Il cemento del campo interno all’Australian Open è infatti blu acquamarina, e su Miami e Indian Wells questo funziona ancora meglio. I campi in Florida sono verniciati totalmente in azzurro, Oasis Blue per la zona di gioco e Biscayne Blue nell'area più esterna, mentre la tonalità più scura si raggiunge sui rettangoli californiani, tinti addirittura di viola scuro.

Aryna Sabalenka ha scelto il total pink

Ancora più rispetto a Sinner, il rosa ha accompagnato i trionfi di Aryna Sabalenka in terra statunitense in questo inizio di stagione. La nuova brand ambassador di Gucci ha esordito con questo colore già a Brisbane e poi all’Australian Open, dove si è arresa solo in finale a Elena Rybakina, puntando su un vero e proprio collage cromatico. Il suo abito NikeCourt Slam ha infatti unito due kit del passato visti a Melbourne: la tuta aderente a fasce nere, rosse e rosa proposta da Serena Williams nel 2021, scoperta su una gamba sola come tributo agli outfit della velocista e campionessa olimpica Florence Griffith-Joyner; l’abito indossato da Maria Sharapova nel 2016, di un arancione chiaro dominante, interrotto solo dal bianco sulla schiena.

Sabalenka ha scelto la forma dell’abito della campionessa russa, optando per una chiusura con la gonna anziché per la gamba scoperta, ma ha introdotto un’apertura sulla schiena a partire dal fianco destro, accennando sottilmente al taglio dell’icona statunitense. Il rosa neon, l’arancione e il nero si fondono invece senza una precisa simmetria, inserendo rifiniture blu sulla cerniera e sulle spalle, quest’ultimo ennesimo richiamo alla tuta di Williams. Un rosa acceso si ritrova infine sulle scarpe, più precisamente su suola, swoosh e lacci, a contrasto con la tomaia bianca ricoperta di stelle argentate. Rosa totale, invece, durante il Sunshine Double, un NikeCourt Advantage con un contorno nero per richiamare anche il logo disegnato sul petto. Leggermente più basic dell’abito australiano, ma comunque impreziosito dal gigante anello di fidanzamento tenuto anche in campo - dove si è addirittura allenata indossando un velo nuziale e alzando un bouquet lanciato dal pubblico.

Il trionfo del rosa passa anche da Wilson

Il successo del rosa su cemento nei primi mesi di 2026 passa anche da Wilson Sporting Goods, multinazionale statunitense leader nella fornitura di racchette, che dal 2021 si è affacciata come brand di riferimento anche nello sportswear. Nel 2023 ha firmato la sua prima ambassador a tutto tondo in ambito tennistico, la giovane promessa Marta Kostyuk, che molti ricorderanno proprio in rosa all’Australian Open 2024. Ad oggi hanno invece firmato anche nomi di rilievo nella categoria maschile, come Alex de Minaur, Karen Khachanov e Jiri Lehecka - arrivato proprio in finale a Miami, cadendo poi solo contro Sinner.

In questi primi mesi su cemento, però, le proposte più creative si sono viste tra le atlete. La canadese Victoria Mboko, su tutte, è il nome della svolta. Una svolta sul campo, essendo passata in top 10 nel ranking femminile nel giro di pochi mesi dopo l’esplosione nello scorso anno del WTA 1000 di Montréal, a casa sua, classe 2006 divenuta la canadese più giovane di sempre a vincere il torneo e seconda solo a Serena Williams per precocità nel battere quattro vincitrici Slam in una singola run. Ma una svolta anche fuori, durante il Sunshine Double, passando dal vestito verde oliva di Indian Wells a quello in mesh rosa di Miami, ben più iconico a causa della svolazzante gonna plissettata capace di garantire un impatto visivo senza precedenti in fase di movimento.

Si tratta del manifesto perfetto della campagna Tennis 360 avviata da Wilson, che si impegna nel costruire un profondo roster di rappresentanti in questo sport trovando soluzioni creative adatte a loro, spesso unendo lifestyle a bisogni sul campo. Questo è il caso di Peyton Stearns, che a Miami ha optato per un brami - un ibrido tra bra e canotta - completato da una gonna plissettata sul modello di quella di Mboko, ma spezzando l’outfit in due parti. Mantenendo però, ovviamente, un rosa Bloom molto acceso. Più morbida, invece, la tonalità Peach scelta per Alycia Parks, a metà tra rosa pastello e arancione. Anche questo colore, impreziosito da uno scollo a V e dal taglio corto che hanno saputo valorizzare il corpo dell’atleta, ha creato un bel contrasto con i campi azzurri della Florida.

Nadal e l’evoluzione del colore su terra

Un esempio positivo di complementarietà tra rosa e rosso capace di scardinare una potenziale ridondanza cromatica arriva dal passato. Il re stesso di questa superficie, Rafael Nadal, non ha infatti mai esitato a proporre variazioni. Lo spagnolo è un grande amante del rosa e del viola, spesso utilizzati in abbinamento, come nel caso di Monte Carlo 2021: t-shirt, scarpe e polsini di un fucsia acceso, mentre il rosa si trova inserito nei dettagli come il colletto, i calzini, lo swoosh su scarpe e petto, infine la fascia per capelli. Durante il torneo, a batterlo fu ai quarti di finale un giovane Andrey Rublev, anche lui atleta Nike, anche lui vestito di rosa. Un colore, su terra, non particolarmente fortunato per Nadal, dal momento che la sua prima sconfitta in assoluto al Roland Garros, arrivata nel 2009, avvenne indossando una t-shirt rosa con accessori e rifiniture gialle. Lo spagnolo ha comunque sperimentato ogni forma di queste tonalità anche su cemento, e sembra aver passato questa passione al compatriota Carlos Alcaraz.

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L’attuale numero due al mondo ha già sfoggiato tantissimi look basati sul rosa e sul viola in occasione di tornei su cemento come US Open, Australian Open o Sunshine Double, al punto che sui social la community tennistica ha fondato il Pink Charly Club per celebrare il trend dello spagnolo. Il quale, però, non ha ancora osato proporre nulla di simile su terra, puntando su un azzurro sgargiante in questa edizione di Monte Carlo, dopo un leggermente più incoraggiante lilla, anche se molto freddo, nel corso dell’edizione 2025. Magari un po’ più di coraggio e varietà negli outfit potrebbe rivelarsi quel tocco finale di pepe capace di esaltare ulteriormente una rivalità che già minaccia di infiammare questa stagione tennistica su terra rossa, e non solo.