SailGP, come la Formula 1 del mare vuole prendersi la moda e il lusso Seguendo un triangolo di business fatto di adrenalina, finanza e contenuti

Vedere tredici barche che letteralmente volano sull'acqua e si sfiorano a quasi 100 chilometri orari fa un certo effetto, anche a chi di vela non si è mai interessato. Tra sorpassi spettacolari e collisioni, nelle acque di Perth nell’Australia Occidentale è iniziata la sesta stagione di SailGP, la competizione che ambisce a diventare la Formula 1 del mare. L’obiettivo dichiarato è quello di ribaltare gli stereotipi sulla vela come uno sport inaccessibile e noioso da guardare, puntando sullo spettacolo e un’estetica completamente nuova: gare adrenaliniche e un business model che gira tra venture capital e investimenti sulla tecnologia che permette alle barche di volare sull’acqua. Aggiungete la giusta dose di celebrities, anzi celebrity investors, e avrete la formula: il quiet luxury che incontra la silicon valley, un mix tra tecnico e sartoriale che concilia Loro Piana con gli Oakley x Meta Glasses.

Uno stadio sul mare che passa da Saint Tropez a San Francisco, passando per Dubai e l’Europa, il cui giro d’affari oggi ha superato i 200 milioni di dollari, con un incremento del 68% rispetto all'anno precedente. Ma mentre la F1 sta vivendo la sua fase post-Netflix, cercando di capire come non saturare il mercato, SailGP sia a livello sportivo che commerciale si propone come una nicchia alternativa - composta sia da brand che dagli Gstaad Guy del mondo - che scommette sul trasformare i porti in paddock e sul passaggio dai motori al vento. Non per niente il claim è "Powered by Nature".

Che cos’è SailGP e come funziona

Fondata nel 2018 dalla visione di Larry Ellison - fondatore di Oracle, multinazionale americana di software - e dal velista Russell Coutts, la lega nasce con la missione di coinvolgere un pubblico più ampio degli appassionati di vela, garantendo continuità e spettacolo. Come imbarcazioni si utilizzano gli F50, degli spettacolari catamarani lunghi 15 metri interamente in fibra di carbonio, progettati per il volo: grazie ai foil (appendici idrodinamiche a forma di T o L), lo scafo si solleva completamente dall'acqua già a basse velocità, riducendo drasticamente l'attrito. Questo permette all'F50 di decollare e raggiungere punte superiori ai 50 nodi (circa 100 km/h), superando abbondantemente la velocità del vento stesso.

Il risultato è che le regate che sono tutte di flotta sono brevi e spettacolari, simili a quelle della MotoGP per durata e alla Formula 1 per le dinamiche, spesso chi parte meglio vince. Un dettaglio fondamentale è che le barche sono tutte uguali: 13 team nazionali si sfidano su catamarani F50 identici, sviluppati da un unico centro tecnologico a Londra (SGP Technologies). Anche l’accesso ai dati è open source: ogni singolo sensore a bordo trasmette dati in tempo reale che sono condivisi tra tutti i team. Se il driver australiano trova una linea migliore o una regolazione del foil più efficiente, il team italiano può vedere esattamente come ha fatto. L’obiettivo è quindi che non sarà il team più ricco e con i migliori ingegneri a vincere ma chi porta meglio la barca.

La stagione si articola su circa 13-14 weekend di gara in tutti i continenti — da Saint Tropez a Dubai, da New York a Perth — con la logica dello Stadium Racing: i catamarani non spariscono all'orizzonte, ma rimangono visibili dagli spettatori a riva, rendendo l'evento un contenuto ad alta densità visiva per chi sta in banchina oppure dai costosi lounge che vengono allestiti per i weekend di gara e per chi lo guarda da uno smartphone. I team sono 13, divisi per nazione anche se ovviamente privati. Nel maggio dello scorso anno è stato annunciato il nuovo assetto proprietario del Red Bull Italy SailGP Team, a seguito dell’acquisizione da parte di Muse Sport Consortium, una piattaforma di advisory sportiva guidata da un gruppo di investitori affermati e leader del settore. La nuova proprietà unisce figure provenienti dal mondo dello sport, del venture capital e dell’intrattenimento, accomunate da una visione di lungo periodo per promuovere la crescita della vela italiana su scala globale. Il team di leadership include Assia Grazioli-Venier, Co-Owner e Board Director; Jimmy Spithill, leggenda dell’America’s Cup ed ex timoniere di Luna Rossa, oggi Co-Owner e CEO; e Gian Luca Passi de Preposulo, Co-Owner e Presidente del Board.

"All’interno del circuito SailGP, l’Italia è sempre stata vista come una presenza inevitabile: la storia, la passione e la profondità culturale con cui il nostro Paese vive la vela rendeva quasi obbligatoria la nascita di un team italiano - racconta Francesco Francavilla, Head of Marketing & Communications del team -. Da lì è partita la visione di costruire un team che fosse più di una semplice squadra sportiva: un consorzio di investitori con solide radici nei mondi del lusso, della finanza e dello sport."

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Per i primi anni furono sostanzialmente gli organizzatori a mantenere i team di SailGP, ma a partire dal 2023 grazie al crescente successo delle gare e quindi all’arrivo di sponsor sempre più importanti, quasi tutti i team hanno cominciato a finanziarsi e sono diventati indipendenti. Questo modello ha trasformato i team in vere e proprie franchigie appetibili per il mercato dei capitali e delle celebrity, creando un meccanismo virtuoso in cui gli investitori diventano anche ambassador della lega: "Il modello di business di SailGP sta attirando sempre più l’interesse di celebrities e sportivi di primo piano, affascinati da un format che unisce tecnologia, sostenibilità e competizione ad altissima velocità. Basti pensare che il team australiano è di proprietà di Ryan Reynolds e Hugh Jackman, mentre Sebastian Vettel ha investito nella squadra tedesca e Kylian Mbappé in quella francese. Figure di questo calibro riconoscono nel campionato una piattaforma che parla a un’audience giovane, consapevole, con un elevato potere d’acquisto e una forte passione per il mondo del racing". Continua Francesco che sottolinea come sia aumentata l’audience complessiva. Qualche numero della stagione appena conclusa: 215 milioni di telespettatori globali complessivi, oltre 1,65 miliardi di visualizzazioni sui social media, 1 milione di iscritti YouTube, 2,7 milioni di follower complessivi sui canali social oltre 112.000 spettatori dal vivo: "Quello che Liberty Media ha fatto per la F1, SailGP lo sta facendo per la vela. La Lega ha trasformato i velisti in atleti e driver. Non è più la vela lenta e d'élite di una volta. SailGP è la vela come non l’hai mai immaginata”La moda e la nuova estetica marinara".

La moda e la nuova estetica marinara

La trasformazione che SailGP sta portando nella vela non è solo tecnica ma anche estetica, siamo lontani dallo stile marinaresco di agnelliana memoria da Yatch Club, si tratta invece di un’estetica che segue l'ispirazione tecnologica: tessuti leggeri, cappellini racing e occhiali da sole riflettenti. Un po’ silicon valley un po’ quiet luxury, come ci dice la sponsorizzazione più importante: Rolex che ha lasciato il mondo dei motori a scoppio proprio per le vele ipertecnologiche. "Sugli italiani c'è sempre un'attenzione in più per quello che riguarda lo stile, il lusso, l'estetica. La nostra barca oggi rimane molto minimale, molto pulita, ma non escludo nuove partnership in ambito moda" racconta Francesco Francavilla parlando del futuro del team italiano che oltre a Red Bull ha visto recentemente l’ingresso del gruppo finanziario Azimut come sponsor per la stagione.

SailGP sta quindi costruendo il suo mondo e il suo immaginario, tutti i numeri sembrano prevedere il successo. In effetti questa sembra essere l’unico difetto di SailGP: risultare tutto troppo ben costruito a tavolino, dai reel su Instagram agli investitori passando per lo stile. Il momento di svolta della Formula 1 in crisi fu l’uscita di Drive to Survive su Netflix dove si vedeva per la prima volta il lato umano - ma anche quello più grezzo e vero - di un mondo che aveva perso il contatto con i fan. La sfida vera di SailGP sarà questa: trovare una connessione autentica con chi lo guarda.