Il calcio italiano e l'amore per le teorie del complotto Una riflessione partendo dall'indagine nei confronti di Gianluca Rocchi
Nella giornata di sabato è stata diffusa la notizia per cui Gianluca Rocchi, designatore arbitrale per i campionati di Serie A e Serie B, è sotto indagine dalla Procura della Repubblica di Milano per concorso in frode sportiva. L’accusa nei confronti di Rocchi è quella di aver indirizzato la designazione di due arbitri in occasioni di altrettante partite dell’Inter nel corso della scorsa stagione: Bologna-Inter e la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan. Inoltre Rocchi è sotto indagine per aver influenzato una decisione del VAR, nel dettaglio sarebbe intervenuto in prima persona per decretare una on-field review nel corso di Udinese-Parma facendo pressioni su Daniele Paterna, addetto al VAR in quell’occasione, nonostante il protocollo non lo permettesse.
Inter e teoria della “Marotta League”
Siamo ancora alle prime fasi dell’indagine, Rocchi si è autosospeso insieme al supervisore VAR Andrea Gervasoni e il prossimo 30 aprile dovrà comparire in Procura per essere interrogato. I casi citati precedentemente sono le uniche notizie di indagine ma tanto è bastato per dare adito e conferma alle teorie del complotto che da sempre gravitano attorno al calcio. È accaduto con Calciopoli, la conferma che la Juventus comprava gli arbitri per vincere gli Scudetti. Sta accadendo in queste ore, la conferma che la tanto citata Marotta League, ovvero che il campionato italiano sia pilotato dal presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, esiste davvero.
FIGC e archiviazione: perché fa discutere
Il pattern comportamentale è sempre lo stesso: la squadra più forte del campionato non lo è mai solamente per meriti propri ma anche perché in grado di esercitare una pressione politica così forte da piegare al proprio valore tutte le parti in causa. In particolare gli arbitri. E a rafforzare questa tesi c’è il fatto che la Procura Federale della FIGC, nella figura del procuratore Giuseppe Chiné, a luglio 2025 avesse richiesto e ottenuto l’archiviazione dell’indagine nei confronti di Gianluca Rocchi per i fatti risalenti a Udinese-Parma. Nel passaggio non compare mai la parola Inter eppure aver archiviato l’indagine è sufficiente per generare la paranoia da insabbiamento, ovvero che la giustizia sportiva non sia intervenuta di proposito per difendere gli interessi dell’Inter e di Marotta.
Se ciò non bastasse, c’è anche la tesi del complotto sulla tesi del complotto. Quella a cui aderisce chi non è rimasto sorpreso dalla notizie dell'indagine su Rocchi ma semmai si chiede se queste cose sarebbero mai divenute di dominio pubblico nel caso in cui l’Italia si fosse qualificata al Mondiale 2026. Un rimando al fatto che il presidente della FIGC Gabriele Gravina sia stato costretto a dimettersi ma prima di lasciare campo al suo successore, da settimane si fa il nome di Giovanni Malagò, abbia deciso di portarsi dietro tutte le correnti che non lo abbiano sostenuto. Questa ricostruzione si inserisce nella più classica delle teorie del complotto all’italiana, ovvero quella per cui esista sempre un’eminenza grigia in grado di diffondere notizie negative per attivare la macchina del fango. Il metodo Loggia P2.
La crisi di fiducia nel calcio italiano
Il calcio italiano vive uno dei momenti più bui della sua storia. Trovare correlazioni con Calciopoli è inutile, anche solo per il fatto che la Nazionale nel 2006 vinse il Mondiale mentre gli Azzurri a luglio taglieranno il traguardo dei 12 anni senza aver giocato una partita di Coppa del Mondo. Una carestia sul campo che è conseguenza diretta di una miopia dirigenziale che negli anni ha impoverito ogni aspetto del calcio italiano: strutturale, economico, tecnico, comunicativo.
Prima del playoff Mondiale contro la Bosnia, scrivemmo: "forse è arrivato il momento di ripensare il calcio, di guardarlo in modo diverso da come abbiamo fatto finora, provando anche a sottrarlo, almeno in parte, alle dinamiche politiche". È passato un mese da questa frase e la parola "forse" è da cancellare. Serve una nuova visione per il calcio italiano, il che richiede un passo in avanti anche da parte dei tifosi. Smettere di credere che ci sia sempre una tesi del complotto, che ci sia qualcuno che agisce nell'ombra per favorire una volta una squadra e la volta successiva il suo avversario. Se l'indagine della Procura di Milano porterà a galla nuove prove, accuse ma soprattutto condanne, dovremo avere la grandezza morale e la maturità necessaria per interpretare la situazione nell'unica maniera possibile: chi ha sbagliato lo ha fatto tradendo il calcio e la passione di milioni di tifosi, a prescindere dalla fede sportiva.
In questi giorni è diventato virale un video di Alberto Angelo, ospite da Gianluca Gazzoli a "Passa Dal BSMT", in cui il ricercatore invita gli ascoltatori a non mollare mai. A rialzarsi sempre anche quando vorresti pensare che sia finita per te. Dice anche che ogni momento difficile passa provando a risolvere un problema alla volta. E allora cominciamo da qui, proviamo a risolvere questo primo problema per provare a cambiare il calcio italiano nel suo momento più drammatico. Anziché chiedere cambiamenti, proviamo a cambiare noi tifosi. A non pensare che era palese che una squadra ottenesse favori dagli arbitri sulla base di un episodio controverso che ha coinvolto la nostra squadra del cuore.