
La lunga storia di Uniqlo nel tennis Da Shingo Kunieda e Kei Nishikori a Roger Federer ed Emma Raducanu
Le radici di Uniqlo affondano in profondità nell’area più orientale del pianeta. Su 1728 store aperti al di fuori del Giappone, dove il brand di abbigliamento è nato, ben 1119 sono localizzati tra Cina, Corea del Sud, Hong Kong e Taiwan, e il numero aumenta a 1524 ampliando la selezione a Sud-est asiatico, India e Australia. Eppure, la sua sfera di influenza è divenuta globale e il marchio ha raggiunto livelli di popolarità inediti nel mondo dello sport (e non solo).
Uniqlo è sponsor ufficiale della squadra olimpica e paralimpica svedese da Pechino 2008, una collaborazione che si è estesa poi anche a Tokyo 2020 e Parigi 2024, fino alla più recente apparizione a Milano Cortina. L’azienda giapponese ha inoltre fornito i costumi dei ballerini presenti nella coreografia durante l'esibizione di Kendrick Lamar al Super Bowl 2025, sbarcando definitivamente in NFL grazie a un recente accordo stipulato con i Los Angeles Dodgers, che permetterà di promuovere il marchio durante le gare della squadra nello stadio di casa. Uniqlo viene addirittura menzionato esplicitamente nel film The Drama, con protagonisti Robert Pattinson e Zendaya. Una fama mondiale che però parte da un punto ben preciso: l’investimento sul tennis.
I primi passi di Uniqlo nel tennis
La Federazione Internazionale Tennis (ITF) ha stipulato un accordo ufficiale con il retailer giapponese già dal 2024 in occasione dei Giochi parigini, vestendo gli ufficiali di gara attingendo dalla linea LifeWear. Qualunque occhio più attento si sarà accorto, in occasione del trionfo di Jannik Sinner al torneo ATP di Montecarlo pochi giorni fa, dell’outfit totalmente a marchio Uniqlo del giudice di sedia nella finale contro Carlos Alcaraz. Questo è solo come appare il prodotto finale di una strategia avviata oltre quindici anni fa.
Il primo Global Brand Ambassador in assoluto di Uniqlo è stato Shingo Kunieda, campione di tennis in carrozzina firmato nel 2009. Parliamo di una figura leggendaria e di un pioniere assoluto, il primo a realizzare un Career Golden Slam - la vittoria dei quattro tornei principali e di un oro olimpico in carriera - nella categoria maschile della disciplina. Sono 46 i suoi titoli Grand Slam, 25 solo quelli individuali, ai quali aggiungere le medaglie d’oro olimpiche nel singolare a Londra 2012 e Pechino 2008, dove ha ottenuto anche un bronzo nel doppio, categoria nella quale tra l’altro aveva già trionfato ad Atene 2004 in coppia con Satoshi Saida. Il successo più suggestivo, però, resta quello ai Giochi Olimpici di Tokyo, di fronte al pubblico di casa, coronamento assoluto di una carriera da GOAT.
Anche per questo, per Uniqlo non è stato troppo complesso eleggere un altro tennista giapponese come Global Brand Ambassador nel 2011, Kei Nishikori. Quest’ultimo è diventato nel 2015 il primo tennista nella storia del Sol Levante a raggiungere le prime quattro posizioni del ranking ATP, ottenendo risultati storici come la finale al US Open nel 2014 e i quarti di finale a Wimbledon nel 2018 e nel 2019. Un’edizione, quest’ultima, molto particolare per il Uniqlo, poiché in finale a trionfare è stato Novak Djokovic, l’allora volto del brand giapponese, contro Roger Federer, il volto del futuro.
L’occasione di Novak Djokovic
Il passaggio di Djokovic a Uniqlo è stato abbastanza improvviso e tumultuoso. Il tennista serbo, nel 2009, aveva stretto un contratto decennale con Sergio Tacchini, celebre società di abbigliamento piemontese. Meno di tre stagioni dopo, quando Nole aveva ancora quasi otto anni pieni già concordati, è arrivato un improvviso divorzio, di mutuo accordo tra le parti. Tra i motivi ufficiali, il fatto che Djokovic avesse superato in grandezza ormai il marchio italiano, vincendo sempre più tornei e guadagnandosi di conseguenza incentivi insostenibili per l’azienda.
La ricerca di opportunità commerciali lo ha portato così a scegliere Uniqlo prevalentemente a causa dell’accordo calzaturiero con adidas. Quest’ultima richiedeva di stringere un contratto di abbigliamento con brand che non fossero in concorrenza con l’azienda, tra i quali figuravano al tempo Ralph Lauren e Tommy Hilfiger, tra gli altri. L’azienda giapponese ha però colto la palla al balzo, offrendo al numero uno al mondo cifre iniziali sui sei milioni di dollari annuali.
Il debutto di Djokovic in outfit Uniqlo è così avvenuto su terra rossa, nel corso del Roland Garros 2012, primo capitolo di un contratto remunerativo per ambo le parti durato ben cinque anni. Che su terra rossa però si è anche chiuso, più precisamente agli Internazionali d’Italia del 2017, quando il serbo ha perso in finale contro Alexander Zverev il 18 maggio. Durante una presentazione al Montecarlo Country Club, meno di una settimana dopo, arrivò l’ufficializzazione del passaggio a Lacoste, marchio francese che lo segue tutt’ora dopo una corposa estensione da oltre nove milioni di dollari l’anno.
Il contratto da record con Roger Federer
Se l’accordo quinquennale con Djokovic è stato utile a offrire maggiore visibilità e autorevolezza a Uniqlo, la consacrazione è arrivata con la firma di Roger Federer. La leggenda del tennis è stato un atleta interamente Nike dal 1994, quando muoveva i primissimi passi sul rettangolo di gioco. Nel 2018, al momento della proposta dell’ennesimo rinnovo decennale con lo Swoosh, Federer ha però deciso di stipulare un nuovo accordo, più remunerativo, con il brand giapponese, della durata di dieci anni a cifre di partenza sui 300 milioni di dollari complessivi. L’addio a Nike ha rappresentato una vera e propria frattura nell’ecosistema commerciale nel mondo del tennis, enfatizzata dall’investimento di Federer in On nel 2019, con una quota del 3%, che lo sta ripagando alla grande e che gli ha permesso di avere una propria linea personale, The Roger.
Tra Nike e il tennista svizzero è addirittura nata una disputa legale per i diritti sul celebre logo RF, marchio registrato dall’azienda nel 2008 e riavuto indietro dal tennista soltanto nel 2020. Questo ha permesso di sbloccare ulteriormente la partnership con Uniqlo, del quale l’atleta è divenuto stella assoluta, garantendogli anche la benedizione dei grandi del passato. Nel 2019, infatti, Kunieda e Federer hanno fatto squadra in doppio in occasione di una partita di beneficenza durante il LifeWear Day organizzato dal retailer, tenutosi all'Ariake Tennis Park di Tokyo con l’intenzione di far collaborare i due volti più riconoscibili delle rispettive discipline.
24 ore con Roger Federer
Questa è una delle caratteristiche strategiche di Uniqlo. In primis, sfruttare la propria potenza economica per firme di spessore, pur partendo da un investimento su nomi popolari soprattutto in Giappone. Poi, rendere riconoscibili i propri Brand Ambassador non in quanto atleti, ma come personalità di spicco. Roger Federer, in questo, non ha eguali nel mondo del tennis, poiché viene prima riconosciuto come simbolo di eleganza, come un’icona culturale ancora prima che come grande campione. L’obiettivo del brand giapponese, infatti, è quello di non essere più visto come un retailer di SportsWear, ma di LifeWear.
Uniqlo, per esprimere questo concetto, ha ideato dei contenuti a tema dei quali l’icona svizzera è divenuta assoluta protagonista. La serie di video 24 hours with Roger Federer, uscita tra marzo 2023 e agosto 2024, è del tutto incentrata sulla visione trasparente, sull’accesso alla vita della persona anziché dell’atleta, contornando il contenuto multimediale con la descrizione minuziosa delle routine dello svizzero, seguendo i suoi movimenti ora per ora, location per location. Parallelamente a questa serie, Uniqlo ha anche ideato un’iniziativa composta da vari eventi sparsi per il mondo, chiamata Around the World with Roger Federer. Il progetto è parte del Next Generation Development Program del brand giapponese, mirato a investire nel supporto e nello sviluppo di giovani comunità in svariate metropoli del globo.
La collaborazione con JW Anderson
Il tema è una visita alle grandi città preferite da Federer, partendo da Tokyo per arrivare a Parigi, passando per New York, Londra e Shanghai, andando alla scoperta tanto di luoghi culturali come di ambienti di folklore, presentando le proprie collezioni per interessi commerciali o svolgendo attività inaccessibili ai più, spesso incontrando personalità popolari. Nella Grande Mela, per esempio, in una sola giornata ha svolto un tour dietro le quinte del MoMa, mangiato una fetta di pizza da Scarr’s e sfidato a scacchi il prodigio Tani Adewumi nel bel mezzo di Columbus Park. Tutto con le telecamere puntate addosso, come in una sorta di ibrido tra un reality show e un documentario.
La discussione, a dicembre 2023, nello studio di JW Anderson, localizzato a East London, è l’emblema di questo approccio. Il dialogo sullo stile di abbigliamento con Jonathan Anderson, stilista nordirlandese che ha creato una capsule collection di nove capi genderless per Uniqlo in collaborazione con il tennista svizzero, presentata ad agosto 2023, altro non è che la sintesi perfetta tra la promozione di interessi commerciali e la spettacolarizzazione della stessa, personalizzata e cucita su misura per Federer.
La collezione primavera-estate 2026
L’ultima collaborazione tra Uniqlo e l’icona svizzera è molto recente, ovvero la collezione primavera-estate 2026 presentata a marzo scorso a Covent Garden e firmata Clare Waight Keller, ex direttrice creativa di Givenchy passata in questi anni al retailer giapponese. La location di Londra non è casuale, dato che nella capitale inglese si disputa il torneo di Wimbledon, che Federer ha vinto ben otto volte, record assoluto nella categoria maschile. Alla superficie in erba che contraddistingue i campi sui quali si svolge la competizione richiama l’introduzione del verde come tonalità - oltre alle più classiche blu navy e bianco - all’interno della collezione, che vanta sette capi.
Le due polo in tessuto DRY-EX, con inserti in rete traspirante in punti strategici come schiena, ascelle e sul colletto, ne costituiscono la punta di diamante, disponibile in vari colori. I modelli differiscono nella sezione frontale, dove uno è dotato di abbottonatura, l’altro di una mezza zip. Nel design delle polo si ritrova la linea di pensiero di Uniqlo, capace di unire semplicità ad attenzione ai dettagli, come la lungimiranza di offrire varie opzioni nella banale scelta tra un’abbottonatura o una cerniera. Della collezione fanno parte anche un un paio di pantaloncini sportivi e un paio di pantaloni da jogging, entrambi in poliestere ed elastane. Poi, una polo a maniche lunghe e una felpa con cappuccio realizzate in maglia 3D e accomunate anche dall’inserimento di tessuto in rete sotto le ascelle, sotto le maniche e sul retro del colletto. Infine, una giacca DRY Stretch dotata di zip frontale e una tasca sul petto, non realizzata tramite cucitura ma rivestita di materiale termoplastico, per favorire l’impermeabilità.
L’aggiunta di Emma Raducanu
A seguire esattamente gli stessi passi di Roger Federer è stata Emma Raducanu, giovane tennista britannica classe 2002 al 27esimo posto nel ranking WTA. Tra i grandi traguardi raggiunti in carriera, la vittoria del US Open nel 2021, un’edizione storica chiusa senza perdere alcun set, la prima a riuscirci da Serena Williams, e passando dalle qualificazioni, unicum assoluto. A febbraio scorso, Raducanu ha ottenuto la finale all’Open di Transilvania, arrendendosi solo a Sorana Cîrstea, ma soprattutto ha firmato con Uniqlo un contratto da poco meno di quattro milioni di dollari annui, lasciando a propria volta Nike e preferendo il brand giapponese al corteggiamento di Evian, British Airways e Dior. La freschissima Global Brand Ambassador di Uniqlo collaborerà con Federer, Kunieda e la vincitrice di due Premi Oscar Cate Blanchett per promuovere la filosofia LifeWear del retailer giapponese, sempre sotto la direzione creativa di Clare Waight Keller, che ha introdotto Raducanu con un’intervista sull’empowerment femminile nella quale vengono affrontate le connessioni e le similarità tra mondo dell’abbigliamento e sport.
La tennista si occuperà personalmente delle scelte relative al design dei propri capi, come lo è stata quella di esordire indossando un abito blu pastello dotato di gonna a pieghe, sfoggiato a Indian Wells il mese scorso. Il tessuto, traspirante ed elastico, si contraddistingue per la capacità di resistere ai raggi UV, caratteristica fondamentale contro il sole della California. Una scelta in piena linea con i colori del torneo, sebbene in allenamento avesse dimostrato un po’ più di coraggio, sfoggiando un kit con top rosa di una tonalità molto simile a quella indossata da Jannik Sinner per completare il Sunshine Double.
























































