
Come funziona il punteggio nei tuffi? Guida completa alle regole
Sports
30 Luglio 2026
30 Luglio 2026
A partire dal 31 luglio avranno inizio i Campionati europei di Nuoto, Tuffi, Nuoto sincronizzato e Nuoto in acque libere a Parigi, che si protrarranno per due settimane, fino al 16 agosto. A ospitare grossa parte dell’evento sarà prevalentemente il Centre aquatique olympique di Saint-Denis, già protagonista ai Giochi Olimpici del 2024, mentre la Senna diventerà scenografia di Nuoto in acque libere, all’altezza del Bras de Grenelle, e high diving, con i tuffatori che salteranno da Pont de Bir-Hakeim.
L’evento, organizzato dalla Federazione Continentale europea della World Aquatics, torna nella capitale francese per la prima volta dal 1931, celebrando tra l’altro il centenario dei primi Campionati europei di Nuoto svolti a Budapest nel 1926. Un’edizione speciale, che merita un approfondimento su una disciplina in particolare, i Tuffi, più di tutte le altre in continua evoluzione e dalle caratteristiche peculiari.
Quali sono le categorie dei tuffi
Quando si parla di tuffi, è necessario creare una precisa distinzione in categorie basata sia sulla modalità, sia sull’altezza dalla quale avviene il salto. Ai Campionati europei della World Aquatics, le categorie principali saranno:
- tuffi individuali: divisi a propria volta in salto dal trampolino da un metro, salto dal trampolino da tre metri e salto dalla piattaforma da dieci metri.
- tuffi sincronizzati: divisi a propria volta in salto dal trampolino da tre metri e salto dalla piattaforma da dieci metri.
- evento misto a squadre: prevede sia tuffi individuali sia tuffi sincronizzati dal trampolino da tre metri e dalla piattaforma da dieci metri.
Ulteriori distinzioni riguardano la categoria maschile e quella femminile. Nella competizione individuale non cambia molto, se non il numero di tuffi richiesti, sei per gli uomini e cinque per le donne. Lo stesso vale per i tuffi sincronizzati, dove però esistono molteplici specialità: coppie di uomini, coppie di donne e coppie miste, queste ultime composte da un uomo e una donna. L’evento misto a squadre raccoglie infine un po’ tutto, ponendo come unico obbligo quello di avere un gruppo di massimo quattro atleti, composto di almeno un uomo e almeno una donna. La divisione dell’evento a squadre prevede un tuffo da tre metri individuale sia maschile sia femminile, un tuffo da dieci metri individuale sia maschile sia femminile e infine un tuffo sincronizzato misto sia dai tre metri sia dai dieci metri.
Il significato del coefficiente di difficoltà
Ogni singolo tuffo è descritto da un codice, per la precisione da tre o quattro numeri seguiti da una singola lettera. Nella cosiddetta numerazione del tuffo, la prima cifra indica sempre il Gruppo di appartenenza, con sei opzioni che descrivono i movimenti che il tuffatore andrà a eseguire: in avanti, indietro, rovesciato, ritornato, avvitamento, verticale, rispettivamente classificati dal Gruppo 1 al Gruppo 6. Strettamente nei tuffi dei primi quattro gruppi, la seconda cifra indica l’eventuale presenza di un’azione peculiare di volo, indicata dal numero 1 (dallo 0, in caso di assenza), mentre la terza cifra si concentra sul quantitativo di mezze rotazioni eseguite, aggiungendo 1 ogni mezza rotazione. Infine, la lettera finale indica la posizione in cui viene eseguito il tuffo, classificabile in teso (A), carpiato (B), raggruppato ( C) e libero (D).
La numerazione varia solo negli ultimi due Gruppi. Nel quinto, che prevede avvitamenti, serve chiarire con la seconda cifra la direzione del salto, con una numerazione da 1 a 4 attingendo da quattro sottogruppi: in avanti, indietro, rovesciato, ritornato. La terza cifra descrive sempre le mezze rotazioni, mentre una quarta calcola il quantitativo di mezzi avvitamenti. Nel sesto gruppo, infine, l’eventuale utilizzo della quarta cifra dipende proprio dalla presenza, o meno, di mezzi avvitamenti.
La somma di tutti questi fattori - mezze rotazioni, mezzi avvitamenti, posizione in cui viene eseguito il tuffo, orientamento del corpo - contribuisce al coefficiente di difficoltà, assegnando un punteggio a ogni singola manovra. L’unico altro fattore da tenere in considerazione nel calcolo cumulativo è la naturalezza dell’entrata in acqua, che non si applica però ai tuffi con avvitamento.
Come viene calcolato il punteggio finale
I tuffatori devono fornire anticipatamente una lista con le generalità delle prove che andranno ad eseguire, chiamata Statement of Dive. In base a come eseguiranno i tuffi in lista, verranno sottoposti a una votazione da parte dei giudici, dove i valori andranno da 1 a 10, con la possibilità di usare uno 0.5 intermedio tra una cifra e l’altra. I fattori da considerare, oltre a tecnica, grazia e tipo di esecuzione, sono la correttezza di elementi come posizione di partenza, approccio, salto, movimenti in volo e ingresso in acqua.
I giudici per le gare individuali vanno da un massimo di sette a un minimo di cinque, mentre per le gare sincronizzate da un massimo di undici a un minimo di nove - dove, in quest’ultimo caso, cinque valuteranno la sincronizzazione dei due atleti, mentre gli altri quattro controlleranno, in coppia per ciascun atleta, l’esecuzione dei singoli. Il numero elevato di giudici è strettamente correlato al calcolo del punteggio e i voti agli estremi vengono infatti espunti.
Prendiamo come esempio una commissione composta da cinque giudici per le gare individuali e una da nove giudici per quelle sincronizzate. Nel primo caso, vengono cancellate la valutazione più alta e quella più bassa, lasciando di fatto solo tre voti validi. Nel caso del synchro con nove giudici, vengono invece eliminati sia il più alto e il più basso dei quattro totali concentrati sui singoli, sia il più alto e il più basso dei cinque totali osservanti la sincronizzazione. Infine, le valutazioni rimaste vengono sommate, moltiplicando il risultato per il grado di difficoltà. A questo punto, i Segretari registrano e annunciano il punteggio ufficiale del tuffo.
Penalità, errori e casi di zero punti
Oltre alle valutazioni dei giudici, vengono anche predisposti degli arbitri per monitorare che gli atleti non commettano infrazioni e per assicurarsi il corretto svolgimento di ogni prova. Per esempio, in caso di un errore nell’annuncio del tuffo da parte della commissione, l’arbitro può predisporne la ripetizione immediata senza alcuna penalità. Ha anche il potere di allontanare persone o atleti che disturbino il legale svolgimento della gara e addirittura, qualora venisse valutata una condotta insoddisfacente da parte di uno dei giudici, l’arbitro avrebbe il potere di sostituirlo con uno di riserva.
Quanto al punteggio, l’arbitro può interferire in caso di infrazioni o errori. Per esempio, qualora venisse mantenuta una posizione errata rispetto a quella della Numerazione, il punteggio massimo dovrebbe essere di 2.0 punti per giudice: qualora uno dei membri della commissione dovesse assegnare un voto superiore, spetterebbe all’arbitro correggerlo prima dell’annuncio della segreteria. Lo stesso vale per gli errori in fase di volo o entrata, che impongono un punteggio massimo di 4.5. Un massimo di 2.0 punti viene assegnato anche se gli arbitri e la commissione reputano l’esecuzione del tuffo un rischio per la sicurezza di chi lo esegue. In caso di tuffo del tutto diverso, di mancata o di errata esecuzione, invece, l’arbitro dichiarerà nullo il tentativo, cioè zero punti.
Infine, ogni atleta ha a disposizione il tempo necessario a prepararsi ed effettuare il tuffo dopo il segnale dell’arbitro, ma in caso di attesa troppo lunga può arrivare un warning. A quel punto, se il tuffo non verrà eseguito entro sessanta secondi, l’atleta riceverà zero punti.





