
Anche quest'anno il Napoli avrà un font speciale in Champions League Un nuovo carattere ispirato all’estetica degli anni '80
Anche in questa stagione, il Napoli sarà l’unica squadra di Serie A che avrà un font speciale in Champions League. Alla vigilia del debutto al Maradona contro l’Arsenal, il club ha infatti presentato i kit ufficiali per la stagione europea 2026/27. A livello estetico le maglie Home e Away non cambiano minimamente rispetto alle versioni viste in campionato, cambia invece il font utilizzato per il nome dei giocatori e i rispettivi numeri dato che non comparirà Moustaches, ovvero il carattere adottato dalla Serie A dalla stagione 2020/21.
Perché il Napoli utilizza un font speciale in Champions League
Il Napoli ha introdotto un font dalle linee morbide che riprende e reinterpreta l’estetica degli anni '80, la stessa che torna sulle maglie da gioco. Un chiaro riferimento all’epoca di Diego Armando Maradona, personaggio centrale nelle celebrazioni per il centenario del club. Il font viene applicato in bianco con un sottile bordino argento nella versione Home e in azzurro con un bordino di una tonalità di blu leggermente più scura sulla versione Away. Al momento sullo store non è disponibile all’acquisto il Third kit rosso in versione europea, probabilmente il segnale che il Napoli nelle prossime settimane presenterà un kit speciale per la Champions League.
Dal Napoli al Barcellona: quando i font diventano brand identity
Già nella scorsa stagione il Napoli aveva utilizzato un font speciale nel corso delle partite di Champions League, in quel caso dai contorni più brutalisti rispetto alle forme morbide della stagione 2026/27. Più in generale il Napoli segue l’esempio delle maggior parte delle big europee, in particolare quelle di Premier League e La Liga che in campionato sono costrette ad utilizzare per regolamento il font imposto dalla federazione mentre nelle competizioni europee sono libere di utilizzare i propri font. Così ad esempio il Barcellona utilizzerà Modernista, il font ispirato alle opere di Salvador Dalí. Una decisione che permette ai club di portare in campo la propria brand identity in un contesto come la Champions League.
I font unici sono uno strumento utile per rendere un qualsiasi campionato immediatamente riconoscibile nel momento in cui ci si sintonizza su una partita. La Champions League, però, non necessita di un font unico. È il torneo di calcio più seguito al mondo e possiede già un’estetica perfettamente distinguibile, costruita negli anni attraverso simboli, colori e codici visivi riconoscibili. Di conseguenza, consegna ogni stagione a 36 squadre un palcoscenico su cui mostrare la propria personalità, lasciando che siano i singoli club a contribuire, con le proprie maglie e i propri numeri, all’estetica della competizione.
Le regole UEFA per numeri e font delle maglie
Come detto, in Champions League non è stato introdotto un font unico ma la UEFA stabilisce dimensioni, proporzioni e caratteristiche che ogni personalizzazione deve rispettare: i numeri devono avere un’altezza compresa tra 25 e 35 centimetri nelle competizioni maschili e tra 20 e 35 centimetri in quelle femminili, con uno spessore del tratto tra 2 e 5 centimetri, ed essere posizionati al centro del retro della maglia.
Fondamentale è anche il contrasto cromatico, regolato attraverso il principio del Delta L, che deve garantire una leggibilità immediata anche quando il design della divisa presenta grafiche, pattern o strisce particolarmente complesse. Per questo, in alcuni casi, è necessario ricorrere a una zona posteriore a tinta unita. Anche la creatività all’interno delle cifre è sottoposta a precise limitazioni: niente sponsor, loghi o elementi decorativi, mentre è consentito inserire un piccolo stemma del club, fino a un massimo di 5 cm². Persino i dettagli tecnici devono rispettare determinati parametri: eventuali fori o linee di ventilazione all’interno dei numeri sono ammessi solo se non superano i 2 millimetri di larghezza.










































