La Juventus ha sgonfiato i palloni per la sfida al NEC Una scelta insolita, ma consentita dal regolamento

Prima della partita di ieri sera contro il NEC Nijmegen, la Juventus ha abbassato la pressione dei palloni da gara. A riportarlo è stato Paolo Aghemo di Sky Sport, e la notizia è stata ripresa successivamente anche da Gianluca Di Marzio, accendendo più di qualche discussione su web e social.

La scelta nasce dalle caratteristiche del pallone utilizzato in Europa League e dalle sensazioni avvertite prima della partita dai giocatori bianconeri. Una pressione più bassa rende infatti la sfera leggermente meno rigida e ne attenua il rimbalzo, due aspetti che possono incidere sulla sensibilità nella gestione del pallone.

Si possono sgonfiare i palloni?

Durante il riscaldamento il pallone KIPSTA adottato dall’UEFA per l’Europa League sarebbe stato percepito dai giocatori bianconeri come più rigido e con un rimbalzo più accentuato rispetto, ad esempio, all’adidas utilizzato in Champions League o al PUMA della Serie A. Da qui la scelta di abbassarne la pressione, per rendere il comportamento della sfera più familiare.

Non c’è nulla di irregolare in tutto ciò. Il regolamento dell’IFAB (International Football Association Board) non impone infatti una pressione unica per i palloni, ma stabilisce un intervallo entro cui deve cadere il valore: tra 0.6 e 1.1 atmosfere di pressione, circa 8.5-15.6 psi. La Juve, quindi, ha semplicemente optato per l’estremo inferiore di tale intervallo.

I palloni dell’Europa League

Una delle differenze tra Champions League ed Europa League riguarda proprio il fornitore del pallone. Nella competizione regina del continente viene utilizzato un modello adidas, storico partner della competizione, mentre Europa League e Conference League dal 2024 sono passate a un prodotto KIPSTA, brand calcistico di Decathlon e da due stagioni official match ball supplier UEFA.

Il pallone KIPSTA utilizzato nell’Europa League 2026/27 è certificato FIFA Quality Pro ed è costruito con pannelli termosaldati senza cuciture, una componente in schiuma di microfibra testurizzata e una superficie con embossing. UEFA lo descrive come “un pallone progettato prima di tutto per garantire traiettorie stabili”. Anche il pallone adidas della Champions League utilizza una costruzione termosaldata e senza cuciture, ma presenta materiali, struttura e tecnologie differenti. Pur essendo entrambi prodotti omologati secondo standard simili, possono restituire sensazioni diverse in termini di rigidità e rimbalzo. Ed è questa differenza ad aver spinto ieri sera la Juventus a intervenire sulla pressione.

Continua a leggere