
La guida definitiva ai derby che tornano nella stagione 2026/27 Da West Ham-Millwall al derby della Ruhr
Il derby è quella rivalità, cittadina o regionale, che i tifosi di calcio cerchiano immediatamente in rosso non appena escono i calendari della nuova stagione. Se poi queste gare tornano a disputarsi dopo qualche anno di astinenza, l’attesa e il fervore si moltiplicano. In questo senso, la stagione 2026/27 è e sarà caratterizzata da derby immortali che ridiventano catalizzatori di attenzioni da mezzo pianeta, di lotte socio-politiche riversate su un campo da calcio e di antagonismi regionali. West Ham-Millwall, Schalke-Dortmund, Celta-Depor fino ad arrivare alle denominazioni più improbabili come La Guerra Santa e il derby dei Liquori. Ecco la guida approfondita di tutti questi incontri unici che non si possono proprio perdere.
Austria, Germania e Francia: i derby del Ländle, della Ruhr e di Lorena
Il derby del Ländle, dal nome colloquiale della regione oggi chiamata Vorarlberg e collocata nella parte più occidentale d’Austria, prima di sconfinare in Svizzera. L’influenza di quest’ultima è tanto forte da aver provocato, talvolta, rigurgiti politici: nel 1919, a seguito del crollo dell’Impero asburgico, la popolazione locale votò attraverso un referendum plebiscitario l’annessione ai cantoni svizzeri, poi mai concretizzata. La rivalità è tra i club di due città distanti 10 km che parlano dialetti alemanni, la quale si è intensificata nell’ultimo ventennio.
Da una parte i biancoverdi dell’Austria Lustenau, dall’altra i bianconeri dell’Altach, fino all’anno scorso chiamata Cashpoint Altach per via di un accordo di sponsorizzazione con un’agenzia di scommesse. Per evitare che il crescente astio sfociasse nelle categorie giovanili minori, le due società qualche anno fa hanno lanciato un messaggio condiviso di fair play, prevenendo allenatori e genitori dal far degenerare un momento di divertimento tra i bambini. Il primo scontro stagionale si terrà nel weekend imminente con le compagini, attualmente nelle ultime due posizioni, che si ritrovano dopo un solo anno in Bundesliga austriaca. Un derby più affascinante dal punto di vista geopolitico e per lo spettacolo sugli spalti più che sul campo da gioco.
In Bundesliga questa sfida è conosciuta come la madre di tutti i derby, e ciò è già abbastanza esplicativo. Il Revierderby, o Derby della Ruhr, è la maggior rivalità della più industriale tra le regioni tedesche, nonché uno dei più noti confronti a livello mondiale. Dato l’astio sportivo che oggi si respira, sembra incredibile pensare che nel 1934 lo Schalke 04, laureatosi campione di Germania, venne accolto tra gli applausi alla stazione di Dortmund. Dopo la Seconda Guerra Mondiale il Borussia si afferma come primo serio contendente della Ruhr allo Schalke ed è da lì che comincia davvero l’inimicizia, tra giocatori morsi da cani poliziotto a campionati persi a seguito di questi derby. In fondo, però, S04 e BVB sono due facce della stessa medaglia, rappresentanti di città operaie simbolo di integrazione per gli immigrati provenienti dalla Prussia orientale e dalla Polonia dalla metà del XIX secolo. A quattro stagioni dall’ultima volta, i Blu reali di Gelsenkirchen e i gialloneri di Dortmund i riflettori verranno nuovamente puntati su questa fiera sfida.
Una rivalità extra-sportiva che affonda le radici nel Medioevo, tra due città distanti una cinquantina di chilometri impegnate nell’eterna contesa del titolo di capitale della Lorena, storica regione francese spesso contesa con i vicini tedeschi. Se per secoli Metz è il polo di riferimento territoriale, è con Napoleone Bonaparte che Nancy acquista importanza, in un programma di decentralizzazione amministrativa volta a depotenziare le città mercantili di Francia a favore di centri urbani più modesti. Con la guerra franco-prussiana del 1870/71 la prima passa in mano al Kaiser tedesco, mentre Nancy rimane francese ed accoglie gli esuli borghesi di Metz, diventando il nuovo polo culturale della regione. Dalla riunificazione post Prima Guerra Mondiale in poi, la competizione tra le città è di carattere economica, politica ed infine sportiva. Le gare tra i granata del FC Metz e i biancorossi AS Nancy-Lorraine sono pregne degli avvenimenti secolari, con le due anime calcistiche che si ritrovano in Ligue 2 dopo oltre 7 anni.
Cipro: i derby di Famagosta e dell’Omonia
Due società in esilio da oltre mezzo secolo dalla propria città d’origine: è questa la surreale storia dell’Anorthosis Famagusta e del Nea Salamis Famagusta. Stiamo parlando di due squadre fondate nella città inclusa nelle loro denominazioni, Famagosta, che oggi hanno sede a Larnaca. Questo è dovuto all'invasione e dell’occupazione della parte settentrionale di Cipro, avvenuta per mano del governo turco nel 1974. Da allora gli incontri tra le compagini, costrette ad un trasferimento forzato, si sono sempre svolti lontano da casa. La loro contrapposizione socio-politica è stata evidente fin dalla nascita, con l’Anorthosis fermo su posizioni conservatrici vicine alle correnti di destra e fiero delle radici greco-ortodosse, e il Nea Salamis creato da calciatori di dichiarata fede politica di sinistra, che erano stati osteggiati dagli altri club ciprioti. Quest’ultimo club intrattiene inoltre rapporti con la comunità occupante Famagosta, con alcuni giocatori di origine turca che hanno militato nelle fila del Nea Salamis, oltre ad aver disputato nel 2005 la prima amichevole dopo 50 anni tra un club della parte greca di Cipro e quella turca. Appuntamento a questo sabato per il derby di massima serie, che ritorna dopo una stagione di astinenza e che il Nea Salamis non vince da 10 anni.
Impossibile non citare uno dei derby più paradossali del mondo, disputato tra due club che hanno gli stessi colori e, in un certo senso, gli stessi tifosi. Si tratta della sfida tra Omonoia Nicosia, la squadra più tifata dell’isola, e il Pac Omonoia 29M, fondata dal Gate 9, gruppo ultras della prima. È il 29 maggio 2018 quando l’Omonoia, in crisi finanziaria, passa dall’azionariato popolare al businessman cipriota-americano Stavros Papastavrou, con un chiaro intento di commercializzazione del club. I membri del Gate 9 non si sentono più rappresentati e nello stesso giorno fonda la nuova società, totalmente in mano ai tifosi. In pochi anni compiono la scalata dalla quinta divisione e disputano il primo derby contro il club originario nel 2024/25. Dopo la retrocessione ed una nuova promozione del 29M, le squadre si affronteranno per la seconda stagione.
Italia: il derby veneto e quello “dei liquori”
Era il 2017 quando Hellas Verona e Vicenza disputavano l’ultimo derby del Veneto, la sfida tra le squadre storicamente più prestigiose della regione del nord-est italiano. Nel mondo del calcio professionistico italiano, si tratta del derby più longevo d’Italia, disputato già nel 1906. È butei contro magnagatti, gialloblù contro biancorossi, la città letteraria di Romeo e Giulietta e dell’Arena contro la concretezza delle fabbriche tessili come la Lanerossi. L’appuntamento è fissato per domenica allo Stadio Bentegodi, con i sindaci delle rispettive città che per evitare qualsiasi forma di violenza, presente in gare passate, hanno lanciato un messaggio di celebrazione dei valori dello sport in questa gara di Serie B.
Un’altra affascinante sfida di ritorno è quella dell’Appennino campano tra Avellino, il Lupo d’Irpinia, e Benevento, la Strega del Sannio. I racconti, più o meno autentici, che riguardano gli incontri tra queste due compagini hanno forgiato la loro storia in maniera eterna. Ad esempio, in un derby del 1924 giocato nel giorno della Domenica delle Palme, a seguito di un gol si innesca una rissa tra giocatori. Uno di essi, dalla panchina del Benevento sfodera una rivoltella e la punta verso il portiere dell’Avellino, venendo fermato solo da un capitano dell’esercito, che lo arresta. Leggenda vuole inoltre che la scelta dei rispettivi colori sociali sia nata da un’accesa disputa pre-derby su quale fosse il liquore migliore tra l’Anthemis, prodotto ad Avellino e di colore verde, e lo Strega, beneventano, di colore giallo con la scritta rossa sull’etichetta. La diatriba fu portata così avanti che, per senso di appartenenza, le due società adottarono sulle proprie maglie questi colori: da qui il nome di derby dei Liquori.
Inghilterra: l’iconicità di West Ham vs Millwall
West Ham-Millwall, 14 anni dopo. Gli uni fondati da un caposquadra dell’ultima grande compagnia di cantieri navali di Londra, gli altri dai lattonieri di una fabbrica alimentare dell’Isle of Dogs. La carica d’odio che imperversa tra queste due anime che si specchiano sulle rive del Tamigi è difficilmente paragonabile. Due fratelli della working class separati alla nascita, dove solo uno può essere il re, per parafrasare Cass Pennant. Emblema del periodo del british hooliganism, la rivalità è sfociata per decenni nella violenza irrefrenabile dei rispettivi gruppi, la Inter City Firm del West Ham ed i Millwall Bushwackers. Nel 1976 un tifoso del Millwall muore a seguito dei tafferugli svoltisi in metro, dieci anni più tardi un gruppo di supporters dei Lions accoltella a morte un giovane sostenitore del West Ham.
Il Dockers Derby ha ispirato una lunga lista di produzioni letterarie e cinematografiche, su tutti Green Street Hooligans e i suoi sequel, membro del pantheon della filmografia sui tifosi di calcio. Quello di sabato sarà il centesimo atto ufficiale di una sfida che nei suoi 127 anni di storia ha visto match sospesi per troppo smog e terminati quattro mesi dopo, giocatori scaraventati contro cartelloni pubblicitari di metallo, aerei sorvolanti il campo con messaggi di sfottò, arresti e invasioni di campo. Addirittura, quando gli Irons giocavano ancora ad Upton Park, la statua di Bobby Moore veniva coperta al passaggio dei tifosi del Millwall in trasferta per evitarne la deturpazione. Tutto questo, ed altro ancora, è West Ham-Millwall.
Altri affascinanti derby di Championship
L’offerta della Championship non si ferma qui e quest’anno offre altri tre derby di ritorno. Il primo è quello dell’East Lancashire tra Burnley e Blackburn Rovers, conosciuto anche come Cotton Mills derby per via della tradizione cotoniera delle due città distanti 11 miglia l’una dall’altra. Ciò che ha caratterizzato la rivalità negli ultimi trent’anni sono una serie di simpatici scherzi reciproci dei supporters: dalla casa di un giocatore del Blackburn dipinta di claret and blue alle maschere indossate dai tifosi dei Rovers per provocare i nemici dopo il trasferimento di un loro calciatore al Bolton, da una torta di compleanno del Blackburn con il pan di spagna dai colori del Burnley alla goliardica candidatura al posto vacante da allenatore di un tifoso che fissava come obiettivo la retrocessione entro due stagioni. Riusciranno i Rovers a ritrovare un trionfo che manca dal 2010?
La stessa distanza separa Wolverhampton e West Bromwich, club delle Midlands Occidentali che danno vita al Black Country Derby, dal nome di una delle aree pioniere della Rivoluzione Industriale. Dopo aver giocato incontri di prima fascia negli Anni '50, Wolves e Baggies hanno continuato a fronteggiarsi ad un livello inferiore, conoscendo anche la violenza dei propri hooligans. Infine torna anche il South Wales Derby tra Cardiff e Swansea, accesosi dagli anni '80 ed aggravatosi nella decade successiva, con tanto di mutue trasferte vietate per quattro anni nei confronti. Ad aggiungersi fu poi un fattore politico che riguardò il referendum sulla devoluzione gallese del 1997, con Swansea schierata per l’istituzione di un parlamento regionale, approvato e beffardamente costruito a Cardiff, capofila del No.
Belgio e Paesi Bassi: i derby delle Fiandre sud-occidentali e della Frisia
L’Eredivisie torna ad avere uno delle rivalità più sentite dei Paesi Bassi, conosciuto come derby della Frisia. Protagonisti sono il Cambuur di Leeuwarden, capoluogo della storica provincia settentrionale, e l’Heerenveen, squadra di una piccola municipalità che attrae tifosi da tutti i paesini e villaggi della provincia, per questo chiamati ironicamente contadini dai rivali. Vista la vicinanza geografica tra i club e pur di non pronunciare il nome dei nemici, i supporters si riferiscono l’un l’altro con l’acronimo DKV, Dertig Kilometer Verderop, tradotto “distanti trenta chilometri”.
Il tutto si è intensificato dagli Anni Ottanta, quando l’Heerenveen ha rafforzato il suo legame con la Frisia attraverso l’adozione di colori, inni e simboli della provincia, diventandone il maggior rappresentante identitario. Per contro, i tifosi del Cambuur hanno messo da parte l’orgoglio provinciale a favore di quello cittadino, considerandosi Leuwardenaar e non più frisoni. Nel marzo 2015 le insistenti voci, poi confermate, di un passaggio dell’allenatore Dwight Lodeweges dal Cambuur ai rivali nella stagione successiva, hanno costretto il mister alle dimissioni anticipate, tanto forte era la pressione rabbiosa dei tifosi, sentitisi traditi.
Paese vicino con tante similitudini. Quello conosciuto in Belgio come Zuid-West-Vlaamse Derby, o Vlasico, è la rivalità più accesa delle Fiandre sud-occidentali. I due attuali club “si passano” esattamente cent’anni, dato che De Kerels (I Ragazzi di Kortrijk) sono stati fondati nel 1901 (seppur la fusione più recente è del 1971) mentre l’Essevee è nato nel 2001 dall’unione di Zultse e Waregem. Nonostante la sfida tra Kortrijk e Waregem sia dunque di lunga durata, ha trovato nuova linfa negli ultimi decenni. Dopo tre anni si sono incontrati nuovamente, con lo Zulte-Waregem che, dopo aver percorso meno di 20 km di strada, il 6 settembre ha espugnato Kortrijk con due gol nei minuti di recupero. I padroni di casa invece, attualmente a zero punti dopo sei gare, hanno concluso il match in nove uomini, specchio della tensione che si respira durante questo derby. Occhi puntati sul ritorno.
Polonia: la Guerra Santa di Cracovia e la Bassa Slesia
È conosciuta come la Guerra Santa, Świętą Wojną in polacco, e già questo basterebbe per far capire quanto la sfida tra le due maggiori squadre di Cracovia (KS Cracovia e Wisla Cracovia) sia densa di significati. Ad attribuirgli questo favoloso soprannome fu il difensore del Cracovia che, prima di entrare in campo contro il Wisla, disse ai suoi compagni "Andiamo, signori, in questa guerra santa". Il termine fu poi ripreso in un brano musicale che celebra quello che è il derby per eccellenza in Polonia, di due club i cui stadi sono distanti meno di un chilometro l’uno dall’altro. La disputa eterna riguarda il primato come squadra più antica del Paese: entrambe nate nel 1906, sono sicuramente le prime due società ancora esistenti fondate in Polonia, eppure nessun documento attesta con certezza chi sia nata prima.
@aktywni_2.0 Jak wam się podobał mecz? Dajcie znać w kom! #football #wislakrakow #footballmatch #krakow #fyp A raccontare la sfida sono anche, purtroppo, i dati macabri sul numero di tifosi morti a margine di questa partita, che raggiungono una cifra oscillante tra le 15 e le 20 uccisioni, di cui 8 solo nel derby del centenario delle due squadre, nel 2006. Una violenza hooligan che fortunatamente pare essersi un po’ placata negli ultimi anni, vedremo se questa tendenza si confermerà durante questa stagione, dopo 4 anni senza derby. Da annotare anche il derby della Bassa Slesia tra Śląsk Wrocław, squadra di Breslavia capitale del voivodato ed associata all’esercito polacco, e Zagłębie Lubin, club della città industriale di Lublino dedita all’estrazione del rame.
Madeira e Canarie: i derby isolani
In Primeira Liga si rivede quest’anno il Dérbi da Madeira, disputato tra Marítimo e Nacional. Queste due squadre, fondate nello stesso anno, hanno rappresentato per decenni le diverse identità e classi sociali dell’isola, uscendo dal campo da gioco per entrare nella vita quotidiana. Il Marítimo, rosso e verde, è storicamente il rappresentante della classe lavoratrice, della “gente di mare” di fede politica repubblicana. Il CD Nacional, bianco e nero, tifato dai settori borghesi e commerciali di Madeira, nelle cui giovanili ha giocato Cristiano Ronaldo. Fino al 2021 si parlava di un derby a tre squadre, includendo anche l’União da Madeira, fino alla triste scomparsa di quest’ultimo club, rafforzando il dualismo isolano.
Nell’arcipelago delle Canarie è arrivata nuovamente l’ora del derby canario tra Las Palmas, club di Gran Canaria, e Tenerife, club dell’omonima isola. Gialloblù contro biancazzurri, la Unión Deportiva contro il Tete, i pio-pio contro i chicharreros e chi più ne metta tra i soprannomi di due squadre fieramente diverse ma accomunate dallo stesso orgoglio canario, celebrato in ogni derby.
Spagna del nord e quartieri di Barcellona
Il derby gallego tra le squadre più rinomate della regione al confine con il Portogallo, il Deportivo A Coruña e il Celta Vigo, torna alla ribalta dopo più di 8 anni. Confrontatesi in oltre 200 occasioni, queste due storiche compagini del calcio spagnolo hanno dato vita a spettacolari sfide a cavallo tra il vecchio ed il nuovo millennio, contendendosi coppe e campionati e posti europei. All’origine de O noso derbi, come è chiamato in galiziano, c’è il trasferimento al Deportivo di alcuni calciatori in disaccordo con la fusione di due società di Vigo che nel 1923 danno vita al Celta. Ne seguirà una battaglia legale fatta di ricorsi e controricorsi, alimentata da un episodio simile negli anni a venire. L’identità di entrambe le città è marcatamente galiziana, le due tifoserie cantano lo stesso inno regionale prima di darsi battaglia e bevono la stessa birra, la Estrella Galicia, sponsor di entrambe le squadre. Pur essendo due città di mare, la differenza stereotipata sta tutta in questo detto: Mientras Vigo trabaja, Coruña se relaja, riflettendo la tradizione industriale ed ittica di una e quella culturale e snob dell’altra.
Sempre restando nel nord della Spagna, si rivedrà in Segunda División il derby asturiano tra Real Oviedo e Sporting Gijón. La trama è simile a quella della precedente sfida per quanto riguarda il prestigio delle due squadre del Principato delle Asturie. Due città di simili dimensioni con un background socio-economico e politico agli opposti: Oviedo è borghese e conservatrice, ha le università ed è la capitale amministrativa, Gijón è operaia, ha il mare ed è vicina alle classi lavoratrici.
Ad essi si aggiunge un derby nord-occidentale che, a detta di molti spagnoli, non ha nulla da invidiare a rivalità più popolari: è il derbi leonés, disputato da Cultural Leonesa e Ponferradina nella provincia di León. Si tratta sostanzialmente di un sano antagonismo tra la squadra della città di León, la Cultural, e la società della provincia, la Deportiva, che ambisce a battere il club della capitale. Distanti circa 100 km, León e Ponferrada hanno per molto tempo creato i propri microcosmi, essendo difficoltosamente collegate l’una all’altra, per poi unirsi anche in congiunte iniziative solidali. Infine, un derby che negli ultimi anni ha scalato le gerarchie è quello tra Europa e Sant Andreu. Stiamo parlando di una rivalità di quartiere nella pianura di Barcellona, dove la prima squadra rappresenta il barrio di Gracia mentre l’altra proviene da quello di San Andrés de Palomar. Caratterizzate da un forte seguito popolare, le rispettive tifoserie sono vicine alla sinistra indipendentista catalana, della quale si contendono la leadership.


























































