Estetica dei trofei delle amichevoli estive di calcio Quando un torneo diventa una tradizione

L’estate nel mondo del calcio è il momento delle novità: nuovi giocatori acquistati, nuove divise presentate, nuove speranze per quello che verrà. Le stesse amichevoli permettono di organizzare incontri tra squadre che difficilmente si potrebbero incrociare durante la stagione ufficiale. Alcune di esse, paradossalmente, mantengono una propria sacralità attraverso edizioni, più o meno longeve, di tradizionali tornei estivi. Se in Italia questa abitudine è un po' passata di moda, è in Spagna che si mantiene intatta e continuativa. Uno degli elementi più interessanti per questo tipo di partite è la coppa che viene cerimonialmente sollevata: i trofei sono sfarzosi, ricercati, fantasiosi e stravaganti. In una parola, si potrebbe dire identitari. Alcuni di essi presentano elementi precisi che si rifanno al territorio e alla sua cultura, altri richiamano in qualche modo la persona a cui è dedicato il torneo, componendo variegate opzioni.

I trofei italiani: dal Trofeo Berlusconi al Memorial Sandro Criscitiello

Il 2 agosto l’Atalanta ha affrontato il Feyenoord per debuttare nella nuova De Kuip Cup, dal soprannome dello stadio degli olandesi. Il trofeo richiama proprio la peculiare forma di kuip (vasca) dell’impianto di Rotterdam. Il Trofeo Gigi Riva, arrivato alla seconda edizione, vedrà opporsi i padroni di casa del Cagliari contro i rossoneri del Nizza. Per l’occasione, l’artigiano sardo Fernando Mussone è stato incaricato dal Cagliari Calcio di realizzare un trofeo ad hoc. Il risultato è quello di un’opera con una base in legno di ginepro e scolpita in marmo di Orosei, originale e moderna, che richiama il Dio Taurino simbolo di forza e coraggio. I riferimenti alla leggenda cagliaritana sono simbolici e sottili.

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Patrimonio ed ambizione sono ciò che più contraddistingue il trofeo realizzato per la Como Cup. Realizzato dai maestri artigiani di CEDAP, storico laboratorio di design e lavorazione dei metalli con sede proprio nel territorio comasco, riesce ad unire tradizione e modernità nella sua lavorazione. Realizzato interamente in lega d’ottone, fa risaltare due grandi orecchie che ricordano quelle della Champions League, competizione in cui debutterà per la prima volta il Como. Avellino e Torino saranno invece protagoniste della quarta edizione del Memorial Sandro Criscitiello, padre del giornalista Michele. La coppa che allo Stadio Partenio verrà consegnata ai vincitori presenta un pallone dorato sostenuto lateralmente da un arco ed una statuetta centrale.

Diventa poi impossibile non parlare di tre grandi tornei nazionali che hanno caratterizzato decine di estati italiane. Stiamo parlando del Trofeo Birra Moretti, del Trofeo Tim e del Trofeo Berlusconi. Il primo è stato un triangolare svoltosi tra il 1997 e il 2008 a cadenza annuale, con i famosi shootout che risolvevano le contese in caso di parità. Il riconoscimento consegnato era una coppa da un pallone dal collo allungato che ne replicava la traiettoria, posto su una base rettangolare. Il Trofeo TIM è stato disputato dal 2001 al 2016 ed era una sfida tra Milan, Inter e Juventus. La coppa aveva la classica estetica di un trofeo, senza particolarità. Per il ventennale torneo dedicato a Luigi Berlusconi il Milan sfidava ogni anno un’altra squadra che tradizionalmente era la Juventus. Il trofeo consegnato era già più ricercato e di discrete dimensioni: base ottagonale, trofeo con diversi dettagli ed una sorta di coperchio con una corona d’alloro ed un pallone sulla sua cima.

Le opere d’arte spagnole

Arriviamo ora agli spagnoli, veri e propri maestri dei tornei estivi e dell’estetica dei trofei. Quest’anno a Maiorca, in occasione della 48esima edizione del Trofeu Ciutat de Palma, arriva il Paris Saint-Germain campione d’Europa. La coppa che oggi viene consegnata al vincitore è ben più piccola e comoda da sollevare rispetto a quella di qualche edizione fa. Le dimensioni erano veramente giganti, servivano almeno due persone a sollevarlo e faceva della maestosità il suo tratto distintivo. Una coppa argentea talmente articolata che viene difficile anche descriverla, che culmina con un pipistrello posto in punta, simbolo presente anche nello storico stemma municipale. Il Ciutat de Palma non è però l’unico trofeo in cui è presente un pipistrello, protagonista nel rinomato Trofeu Taronja disputato dal 1970 all’Estadio Mestalla di Valencia. Dal 2024 viene consegnato un riconoscimento prodotto per l’80% con materiali riciclati, con il legno proveniente dalle panchine di Plaza Redonda. Spiccano il logo del Valencia intarsiato e il caratteristico murciélago cittadino. Negli anni forme e misure di questa coppa sono cambiate regolarmente, oggi il trofeo sembra aver trovato l’opzione più rappresentativa.

Una coppa che si contraddistingue per la sua estetica è il Nando Yosu, organizzato dal Racing Club Santander, bandiera del club prima da calciatore poi, soprattutto, da allenatore. Per la terza edizione l’avversario sarà il Deportivo Alavés che cercherà di conquistare questa raffinata statuetta nero lucido che riproduce Yosu di spalle con le braccia alzate in segno di saluto. Il busto converge poi ad imbuto su una base rettangolare, creando una forma davvero particolare. Per la serie coppe dalle dimensioni monumentali bisogna obbligatoriamente menzionare quella del Trofeo Costa del Sol, giunto al 36esimo atto. In questo caso il Málaga ospita ogni estate a La Rosaleda una squadra differente con cui si contende un trofeo alto 137 centimetri, per la quale si stima un valore di 30 mila euro. Il grande impatto visivo viene favorito dalle statuette dei giocatori posti nella parte centrale che sorreggono la tazza superiore. Impattante.

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Il re dei trofei è però il riconoscimento che viene consegnato in occasione del Trofeo Teresa Herrera che si tiene ogni anno ad A Coruña. Si tratta di una riproduzione fedele in scala ridotta della celebre Torre di Ercole, simbolo della città, prodotta con 10 kg di argento. I 120 cm attuali hanno conosciuto misure ancor più grandi in passato, così come era più elevata la quantità di argento fusa alla gioielleria galiziana, con un processo curato nei minimi dettagli dalla Joyería Malde. La forma assunta dall’inizio degli Anni Settanta è diventata iconica in tutto il Paese e anche al di fuori dei confini. Nessun trofeo gli è oggettivamente comparabile in quanto a forme. Se il Trofeo Gamper, patrocinato dal Barcellona, non si distingue granché per la bellezza della sua coppa, si può fare un discorso diverso per quello della Villa de Gijón. Il trofeo di questa competizione è un rendering del Elogio del Horizonte, monumento realizzato dallo scultore Eduardo Chillida e posizionato sulle scogliere cittadine a ridosso del Mar Cantabrico.

Rimanendo in tema marittimo, abbiamo lo splendido Trofeo Colombino, organizzato ogni estate ad Huelva, città dove gioca il Recreativo, club più antico di Spagna. Il campione si aggiudica una riproduzione di una caravella in argento che riprende quelle utilizzate da Cristoforo Colombo per attraversare l’Oceano Atlantico. La favolosa lista ispanica si chiude con il Trofeo Ramón de Carranza che si disputa a Cadice dall’agosto 1955. Le sue dimensioni, se non rientrano nello show dei record, poco ci manca: un metro e mezzo di coppa dal peso maggiore di 12 kg. Ultima menzione per un torneo che a malincuore non si disputa più: stiamo parlando del Trofeo Santiago Bernabéu, un’enorme tazza che pesava 67 kg.

Coppe nel resto d’Europa

Forse i livelli raggiunti dalla tradizione artigiana spagnola sono inarrivabili ma guardando al resto d’Europa si trovano comunque trofei interessanti. Rimanendo nella penisola iberica, a Lisbona c’è la Eusébio Cup, dedicata alla leggenda portoghese scomparsa nel 2014. Il trofeo, referenziale, riproduce il calciatore nel gesto tecnico che meglio gli riusciva, ovvero la conclusione a rete. In Francia il Trophée 1906 del Lens è ciò che più cattura l’occhio, per la ricercatezza storico-sociale racchiusa nel trofeo. Si tratta di una coppa con l’anno di fondazione dorato che poggia su un originale pezzo di carbone e due picconi, attrezzi dei minatori. Tutto ciò è ispirato alla tradizione mineraria della città di Lens e di tutta la zona circostante, radicata nel simbolismo del club e dei suoi tifosi.

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In Germania la pratica più diffusa per l’estate è di dedicare una giornata ai tifosi dei propri club prima del debutto ufficiale stagionale, organizzando un’amichevole in cui però non vengono consegnati grandi trofei. C’è stato però un breve periodo, tra il 2007 e il 2010, in cui all’Allianz Arena si disputava la Franz-Beckenbauer-Cup, predecessora dell’Audi Cup. Chi ha avuto la fortuna di vincere una delle tre edizioni svolte ha sollevato una coppa da 115 cm con una tazza da 25 litri di capacità.

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Concludiamo il giro in Regno Unito in modalità diffusa, nel senso che vengono coinvolte squadre inglesi anche fuori dai confini nazionali. Ad esempio ad Hong Kong troviamo l’Herbalgy Trophy, partita che si gioca ad Hong Kong con almeno una delle due protagoniste provenienti dalla Premier League. I vincitori ricevono una singolare lettera H di colore azzurro che l’anno scorso Richarlison sollevava come fosse la Champions League. Si prosegue con le recentissime Premier League Summer Series ospitate dagli Stati Uniti, con un trofeo piuttosto classico ma caratterizzato dai nastri colorati ai lati. Infine, l’unico trofeo sollevato su suolo britannico che vale la pena menzionare è quello della Emirates Cup, organizzata annualmente nello stadio dell’Arsenal. Il trofeo di colore argento sembra quasi avere due ali con un corpo centrale allungato dove vi è inciso il logo della compagnia aerea Fly Emirates.

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