Gli stadi sono diventati i protagonisti delle maglie da calcio Dai biglietti di Anfield alla Torre di Maratona del Dall’Ara

Gli stadi sono i grandi protagonisti dei kits che vedremo in campo nel corso della stagione 2026/27. Tra anniversari da celebrare ed elementi architettonici da esaltare, questo trend estetico nato un paio d'anni nell'estate 2026 ha raggiunto il picco della sua diffusione. Nei pattern delle maglie home, away e third vengono inseriti continui riferimenti agli impianti da gioco, con dettagli che includono strutture metalliche dei tetti, facciate storiche e fari d’illuminazione tra gli altri. La scelta è probabilmente giustificata dalla volontà di rafforzare il legame tra il club e il proprio terreno di casa, visto come uno degli asset su cui costruire un’identità forte. Ad incidere è poi il fattore puramente estetico, con l’inserimento di sempre maggiori dettagli così da rendere ogni maglietta un pezzo unico e potenzialmente collezionabile.

Gli omaggi in Serie A e Ligue 1

La Home jersey dell’Atalanta presenta dettagli sulle strisce nerazzurre che richiamano le forme delle lamiere d’acciaio ad effetto metallizzato della New Balance Arena. Queste ultime rivestono la facciata esterna dal lato di viale Giulio Cesare e la copertura superiore risaltando ottimamente sulla maglia che è stata ben accolta dal popolo bergamasco. A Bologna, per celebrare il centenario dello stadio Renato Dall’Ara il club rende protagonista la Torre di Maratona, elemento distintivo dell’impianto di casa. Terminata nel 1929, misura 42 metri sia in altezza che in larghezza e sotto la sua arcata ospitava una statua equestre di Benito Mussolini, poi fusa dopo la Seconda Guerra Mondiale. La silhouette della Torre sulla maglia home è ripetutamente presente tono su tono nell’intersezione tra le strisce rosse e blu, nel pattern embossato sulle maniche e sul colletto posteriore.

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Passando alla Ligue 1, il Monaco posiziona i nove iconici archi dello Stade Louis II nella parte superiore dell'Away jersey. Alti e stretti, si ergono dal lato del porto, al confine tra il Principato e la Francia e dal 1985 sono il simbolo dello stadio costruito su un terreno restituito dal mare. Sulle divise da gioco le arcate vengono riprese con linee essenziali ma prontamente riconducibili alla caratteristica architettonica, di colore rosso sulla prima maglia ed oro sulla seconda. PSG e Venezia sono invece stati ispirati dalle bandiere che si vedono sventolare sulle tribune dei rispettivi stadi, il Parc des Princes nella capitale francese ed il Penzo nella laguna veneta, simbolo di tradizione e storicità. La banda rossa centrale con bordature bianche è imprescindibile per i tifosi parigini, così come l’arancio-nero-verde lo è per i fedeli dell’Unione.

Gli stadi di Bundesliga protagonisti

La Home jersey del Bayer Leverkusen, su cui ritornano le strisce verticali dopo 5 stagioni, omaggia l’architettura della BayArena, in particolare la struttura del tetto. Il rosso ed il nero, infatti, confluiscono quasi prospetticamente verso un punto di fuga ad altezza collo, proprio come succede alle sezioni della copertura superiore dello stadio. Quest’ultima, di forma circolare, misura 217 metri di diametro ed è composta da cavi d’acciaio e pannelli traslucidi di policarbonato makrolon che regalano un bell’effetto visivo. Lo Schalke 04 festeggia il 25esimo anno della Veltins Arena ispirandosi ad essa nel pattern della propria maglia casalinga 26-27. Lo stile geometrico applicato sulle diverse sfumature di blu richiama il tetto dello stadio inaugurato nel 2001, con una sagoma bianca presente sul retro della divisa. Gli omaggi alla fantastica casa dello S04 culminano con un’amichevole di lusso contro il Real Madrid, che verrà ospitato a Gelsenkirchen il 16 agosto, oltre 11 anni dopo l’ottavo di finale di Champions che fece tremare i blancos.

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La bellezza estetica e la ricchezza patrimoniale del Volksparkstadion di Amburgo si ritrovano sulla maglia dell’HSV. Sulla parte posteriore del collo sono presenti le coordinate geografiche dello storico impianto, con dei dettagli dello stadio realizzati in stampa digitale che sono appena visibili sul pattern bianco della maglietta. L’Union Berlino, poi, trasferisce l’architettura dello Stadion An Der Alten Försterei sulla maglia di casa con ricchi dettagli. Il pattern della divisa totalmente rossa presenta infatti, tono su tono, un zigzagare di linee e forme che delineano il riconoscibile tetto in acciaio dello stadio ed altri elementi esterni. È difficile trovare un legame come quello che unisce questa struttura a club e tifosi, i quali una quindicina d’anni fa hanno contribuito in maniera determinante a riabilitare lo stadio, in un momento in cui era diventato impossibile giocarvi. I lavori di ristrutturazione coinvolsero direttamente 2000 volontari, permettendo la riapertura dell’impianto che nella versione italiana si tradurrebbe stadio vicino alla vecchia del guardaboschi.

I richiami a storici e moderni impianti inglesi

Sono già passati due decenni da quando l’Arsenal si è trasferito all’Emirates Stadium, salutando Highbury ed iniziando un nuovo capitolo della propria storia. Per celebrare questo anniversario i Gunners hanno inserito una serie di riferimenti al “nuovo” stadio sulla home jersey. Il colletto e i bordi delle maniche si rifanno alle sinuose linee della copertura superiore. Un leak filtrato online ha invece rivelato il design della terza maglia dell’Aston Villa, che sarà azzurra e riprenderà i mosaici e la muratura storica dell’artistica facciata dell’Holte End di Villa Park. L’Ipswich Town ha trasposto l’atmosfera dei match serali disputati sotto le luci di Portman Road sulla nuova divisa 26/27. La grafica embossata riproduce infatti la trama d’illuminazione che si crea tra i proiettori delle tribune dedicate a Sir Bobby Robson e Sir Alf Ramsey. Un bel gesto di devozione verso quella che è la casa dei Blues dal 1884. La maglia away del Liverpool è un tuffo di pura nostalgia che rievoca le stagioni degli Anni ‘70 e ‘80 ad Anfield: il logo scelto è infatti quello che veniva stampato sui biglietti e sulle tessere d’abbonamento in quegli anni, quando la Kop non era solo un settore ma un movimento culturale. Una reference, in questo caso, davvero originale e ben pensata. Sempre restando in tema seconde maglie, quella color night-navy del Newcastle United riprende nel proprio pattern i caratteristici muri in mattoni presenti all’esterno di St James’ Park, altra cattedrale del calcio inglese.

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Anche scendendo in Championship troviamo curiosi riferimenti agli stadi di alcune squadre. Il Charlton Athletic, per esempio, omaggia il Covered End dello stadio The Valley con delle strisce verticali embossate dall’inclinazione di 34 gradi, la medesima del famoso settore dove si posizionano i tifosi di casa più calorosi. Per il trentennale di Pride Park, il Derby County onora il suo stadio sulla maglia da trasferta, quest’anno color rosa, attraverso gli inconfondibili pali a sostegno del tetto. Sul retro del collo sono indicate anche le coordinate della struttura. Infine il pattern della divisa casalinga del Wrexham si ispira alle barriere che un tempo erano posizionate nel vecchio Kop Stand di Racecourse Ground, riconosciuto come lo stadio più antico di calcio del mondo tuttora in uso. Il nome gallese di quest’ultimo, Cae Ras, è stampato sulla parte posteriore della maglietta assieme all’anno di fondazione del club.

I tributi nel resto d’Europa

Oltrepassando il Vallo di Adriano e salendo fino a Glasgow, troviamo i Rangers che onorano il mitico Ibrox Stadium sulla maglia da trasferta. In particolare il pattern segmentato dei colletti e dei polsini si rifà direttamente al lettering della scritta Rangers F.C. presente sulla storica facciata dello stadio, già raccontata qui. Nei Paesi Baschi, similmente a quanto fatto dall’Atalanta, anche l’Athletic Club propone le doghe metalliche che compongono la copertura del San Mamés di Bilbao. Riprodotti in linee bianche oblique su una maglia celeste, questi elementi porteranno un pezzo di casa sulle divise dei calciatori nelle trasferte lontano dalla mitica Catedral. In Grecia il Panathinaikos richiama lo stadio Apostolos Nikolaidis, meglio conosciuto come Leoforos, sulla leggendaria divisa verde. Lo fa con un’interessante patch che cambia disegno a seconda dell’angolazione: il primo rappresenta la vista aerea del campo da gioco, l’altro fa comparire in greco la scritta “Qui è il paradiso e qui è l’inferno”, evocando l’atmosfera e la storicità dello stadio ateniese.

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Nei Paesi Bassi l’AFAS Stadium di Alkmaar compie vent’anni, così l’AZ non poteva evitare di dedicargli il giusto spazio sulla maglia home. Gli elementi ripresi in questo caso sono delle piastrelle dello stadio su cui sono raffigurati i momenti più significativi del club, che assieme formano un mosaico rosso tono su tono. Sul retro, poi, sono presenti le date 2006-2026. Il Feyenoord invece si limita a ricordare la sua casa, il De Kuip, con una silhouette presente sulla parte posteriore del collo. In Cechia, le coordinate della modernissima Eden Arena sono presenti sul colletto interno delle maglie dello Slavia Praga. In chiusura la maglia home del Benfica non trae ispirazione dall’architettura del Da Luz bensì dal centro di allenamento, il Benfica Campus, così come è accaduto sulla jersey away del Burnley, che richiama la muratura in pietra di Gawthorpe Hall.

Divise ispirati a stadi: i precedenti

Il trend che vede gli stadi spiccare sulle divise non è però del tutto nuovo, seppur in evidente crescita durante questa estate. Negli ultimi due anni molte squadre hanno adottato questo tipo di riferimento, facendolo diventare protagonista sulle proprie tenute da gioco. Nel 2012 l’AIK e nel 2015 il West Ham hanno salutato i rispettivi stadi con dei kit speciali, prima di trasferirsi in nuove venues. Gli svedesi presentarono una divisa molto classica con scritte che ricordavano nome e date del Råsunda Stadion, gli Irons davano l’addio a Boleyn Ground in maniera molto simile. Nella stagione 2019/20 il Chelsea ha deciso di tributare l’architettura di Stamford Bridge sul pattern della maglia home, come accaduto nel 2021/22 con la terza maglia dell’Atlético Madrid che riprendeva i tre colori dei seggiolini dell’Estadio Vicente Calderón. Nel 2023 l’Hellas Verona ha accolto i 60 anni del Bentegodi con una bella divisa pensata in maniera simile a quella dell’Atleti, con i blocchi di colori dello stadio.

Il 2024/25 è stato il campionato in cui questa tendenza è esplosa: il Lens omaggiava la struttura del Bollaert-Delelis, il Crystal Palace ricordava il centenario di Selhurst Park, l’Everton portava le luci di Goodison Park sull’away kit; e ancora il Parma presentava una quarta divisa dedicata al centenario dello stadio Tardini, con la caratteristica porta monumentale presente sul retro, il Siviglia ricordava il mosaico della facciata del Sánchez-Pizjuán sulla prima maglia, il Colonia il tetto del RheinEnergie Stadion.

La scorsa stagione, il Borussia Dortmund ha tributato stupendamente per i suoi 100 anni il Rote Erde, vecchio impianto di casa, con una maglia ad hoc dal pattern favoloso. L’art déco di Highbury è presente sulla third dell’Arsenal, le ringhiere in ferro delle balconate dall'inconfondibile Craven Cottage sulla home del Fulham, l’architettura di Old Trafford sulle maniche della divisa casalinga del Manchester United. Infine, in Spagna, il pattern della terza maglia del Real Madrid ha preso ispirazione dai seggiolini del Bernabéu, con la celebre citazione a Juanito che ricorda come “90 minuti en el Bernabéu son molto longo”.

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