I 5 sponsor tecnici più longevi delle nazionali di calcio La classifica dopo le svolte recenti di Germania e Croazia

In questi mesi abbiamo visto due collaborazioni che hanno segnato l’estetica del calcio internazionale giungere ai titoli di coda. La Germania ha svelato nei giorni scorsi l’ultima maglia firmata adidas, prima della scadenza del contratto il prossimo 31 dicembre e del successivo passaggio di testimone a Nike, che chiuderà un iconico legame nato nel 1954. La Croazia invece ha già voltato pagina, dopo 26 anni con Nike e una lunga lista di scacchiere bianco-rosse che hanno definito l’identità visiva della nazionale balcanica, ora nelle mani di adidas.

Con questi due addii, si aggiorna la classifica delle sponsorship tecniche più longeve nel panorama delle nazionali calcistiche. A ridosso delle prime cinque della graduatoria troviamo ora Honduras-Joma e Svizzera-PUMA, entrambe iniziate nel 1998 e appaiate al decimo posto; seguono all’ottavo i deal di Brasile e Olanda con Nike, in essere dal ’97, ed Ecuador-Marathon Sports, dall’anno precedente. Ed ecco quindi la nuova top 5.

5. Stati Uniti - Nike

Il rapporto tra USA e Nike è cominciato nel 1996, in un momento particolarmente significativo per il calcio a stelle e strisce: due anni prima il Paese aveva ospitato il suo primo Mondiale, la nazionale femminile vinceva in casa, ad Atlanta, il primo torneo olimpico della sua storia, e stava nascendo la MLS, l’odierno campionato nordamericano. Nike, a sua volta in un momento di forte espansione nel mondo calcistico, raccoglieva il testimone da adidas.

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Tra le maglie rimaste nella memoria del pubblico – come confermato da BracKITology, un sondaggio della federazione nel 2020 – ci sono la Waldo del 2012, con le strisce bianche e rosse orizzontali che richiamano la bandiera nazionale, e quella realizzata per la Gold Cup 2012, che si presentava con un design simile, ma in versione rossonera.

4. Corea del Sud - Nike

Ancora il brand dell’Oregon alla quarta posizione, grazie alla collaborazione con la Corea del Sud cominciata nel 1995 e attiva dunque da 31 anni. Passando ovviamente per le maglie che hanno accompagnato il momento più importante nella storia calcistica di Seoul: il Mondiale 2002 ospitato insieme al Giappone. Quell’anno la squadra di Guus Hiddink arrivava sorprendentemente in semifinale dopo aver eliminato Italia e Spagna, il miglior risultato di sempre per una selezione asiatica.

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Il rosso di quelle divise ha segnato una pagina storica del Paese, ed è stato replicato in versioni più o meno simili per oltre un decennio, fino alle sperimentazioni più recenti. Ad esempio l’Away 2020, a strisce bianconere con dettagli dorati e con il suo look zebrato – ispirato in realtà alla tigre bianca, animale guardiano della mitologia coreana; oppure le seconde maglie del 2022, 2024 e 2026, in cui Nike ha introdotto colori accesi e design audaci, con rimandi ad altri elementi della cultura locale.

3. Ungheria - adidas

Sul primo gradino del podio troviamo la nazionale ungherese e adidas, un binomio nato nel 1978, sospeso per due anni (’90-’92, in cui è subentrata Umbro) e riesumato poi nel ’94. Per buona parte della collaborazione le tre strisce hanno accompagnato una fase decadente del calcio a Budapest, dopo l’età dell’oro nel secondo dopoguerra. Euro 2016, però, ha segnato un momento di svolta: era la prima partecipazione a un grande torneo dal Mondiale del 1986, il primo Europeo dal ’72, e quell’Ungheria sarebbe stata una delle sorprese vincendo il girone davanti a Portogallo, Austria e Islanda. Una spedizione che esteticamente si ricorda soprattutto per i pantaloni grigi della tuta del portiere Gabor Kiraly.

Negli ultimi anni adidas ha dato alle maglie ungheresi riferimenti strettamente legati al Paese: sulla divisa per Euro 2020, ad esempio, le grafiche richiamavano il Danubio, mentre l’Away del 2026 si ispira invece agli anni Novanta, con il ritorno del trifoglio, i colori della bandiera su collo e maniche e uno stemma celebrativo per i 125 anni della federazione.

2. Spagna - adidas

Ebbene sì, esistono ancora classifiche in cui si può trovare la Spagna dietro ad altre nazionali. Gli attuali campioni del Mondo e d’Europa in carica hanno iniziato il loro viaggio con adidas 35 anni fa (1991), dopo la precedente parentesi con Le Coq Sportif. Anche in questo caso si tratta di un ritorno, visto che il marchio bavarese aveva già vestito gli spagnoli nei primi anni Ottanta; negli ultimi due decenni, però, ha vissuto l’età dell’oro, passando da Nazionale spesso incompiuta a squadra capace di vincere tre Campionati Europei e due Mondiali dal 2008 a oggi.

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Ma non servono i trofei per definire la riconoscibilità di questa collaborazione. I due kit per USA ’94, con i rombi sul fianco, sono diventati un grande classico del catalogo adidas, riproposto successivamente in versioni rétro. Sono tornati anche sulla prima maglia del Mondiale 2018, accendendo un dibattito politico per l’apparente rimando alla Seconda Repubblica. Nell’immaginario collettivo sono entrati indelebilmente l’Away blu scuro del 2010, indossata nella finale sudafricana decisa da Andrés Iniesta, e la Home per la World Cup successiva in Brasile, con dettagli dorati e pantaloncini rossi per celebrare il primo titolo mondiale di sempre.

1. Austria - PUMA

Il primo posto, dando per conclusa l’era adidas-Germania, spetta all’Austria. Il rapporto con PUMA risale al 1977, quasi mezzo secolo fa: una collaborazione che ha attraversato epoche molto diverse del calcio austriaco, fino a vedere il Paese ospitare il suo primo Europeo. Nel 2008, insieme alla Svizzera, l’Austria ha organizzato il torneo, partecipando per la prima volta alla fase finale.

In questi cinque decenni PUMA ha accompagnato anche il cambiamento del colore con cui oggi identifichiamo la Nazionale. Per decenni l’Austria ha giocato prevalentemente in bianco e nero, mentre il rosso era riservato alla seconda divisa – indossata ad esempio nel “miracolo di Córdoba”, il celebre 3-2 ai danni della Germania Ovest nel ’78. A partire dai primi anni Duemila il rosso è diventato invece il colore principale, consolidandosi come riferimento per le Home. Le Away hanno lasciato maggiore spazio alle sperimentazioni, come quella nera e turchese presentata nel 2019, ispirata allo Jugendstil, la declinazione locale dell’Art Nouveau.

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