
Chiamatelo di nuovo Tottenham Il club londinese ha fatto dietrofront sulla scelta del 2024
Il Tottenham Hotspur Football Club ha deciso di tornare a farsi chiamare, semplicemente, “Tottenham”. Come racconta The Athletic, dalla stagione attuale - finora sportivamente drammatica - il club londinese ha fatto dietrofront sull’indicazione del 2024 di utilizzare “Tottenham Hotspur”, “Tottenham Hotspur Football Club” o “THFC”, evitando il semplice “Tottenham” e preferendo “Spurs” come forma abbreviata.
Non si tratta di un cambio della denominazione ufficiale, che è sempre rimasta la stessa, ma del modo in cui la società vuole essere raccontata. E così sui grandi schermi fuori dallo stadio oggi compare la scritta “This is Tottenham”: un ritorno alla normalità e alla tradizione del club che ha reso ancora più difficile capire il senso dell’operazione precedente.
Perché il Tottenham voleva essere chiamato “Spurs”
Il 10 febbraio 2025 la Premier League aveva inviato a media, broadcaster e giornalisti una comunicazione intitolata “Tottenham Hotspur naming update”: una sorta di manuale d’uso in cui il club chiedeva espressamente di essere “identificato come Tottenham Hotspur” e di “non essere chiamato Tottenham”.
Secondo la ricostruzione pubblicata allora da The Athletic, la preferenza risaliva già al 2011 e aveva un fondamento: Tottenham era il nome del quartiere di Londra, Tottenham Hotspur quello della squadra. La logica era distinguere il marchio del club dal luogo londinese, privilegiando la parte considerata più caratteristica della sua denominazione. Le linee guida della società riassumevano il concetto così: “In un mondo pieno di United, City e Rovers, c’è un solo Hotspur: Tottenham Hotspur”. Da qui la preferenza per il nome completo, oppure per “Spurs”.
Le indicazioni seguivano il rebranding presentato il 18 novembre 2024 e realizzato con Studio Nomad, che aveva eliminato la scritta sotto il galletto nel logo, recuperato il monogramma THFC e introdotto nuovi elementi grafici, inseguendo una maggiore chiarezza negli ambienti digitali. La preferenza sul nome era diventata visibile nelle trasmissioni tv e sui canali ufficiali: Sky Sports e le grafiche della Premier League, ad esempio, avevano sostituito “Tottenham” con “Spurs” in classifica, calendario e risultati.
Il ritorno di “Tottenham”
Adesso invece il nome con cui il pubblico - londinese, britannico e internazionale - ha sempre identificato e chiamato la squadra, “Tottenham”, è tornato nella comunicazione della società. Secondo The Athletic il recupero è passato anche attraverso il confronto con i tifosi, con cui il club “ha riconosciuto quanto significhi quel nome per i sostenitori, e l’orgoglio per questo quartiere del nord-est di Londra”.
Il dietrofront è già visibile nelle iniziative recenti del club, come la scritta “This is Tottenham” sugli schermi dello stadio, oppure il cortometraggio “Tottenham ’Til I Die”, diretto e fotografato dall’ex portiere Alfie Whiteman, e lanciato prima dell’inizio della stagione. E così, se prima si chiedeva di evitare “Tottenham” perché era il nome del quartiere, ora lo si rimette al centro proprio per questo legame. È bastato un anno e mezzo dalla richiesta a broadcaster e media, dunque, per ricordarsi l’importanza di parlare la lingua dei tifosi.