Xavi Simons si è iscritto alla Harvard University Seguirà un corso di business

Un calciatore che si iscrive all’università mentre è ancora in attività fa sempre notizia. Ancor di più se si tratta di un calciatore di Premier League che si iscrive ad una delle università più prestigiose al mondo. La storia è questa: Xavi Simons si è iscritto alla Harvard University. Il calciatore olandese in questo momento è fuori per infortunio dato che lo scorso Aprile ha riportato la lesione del legamento crociato del ginocchio destro. A causa di questo infortunio Simons ha saltato le ultime partite di campionato per il Tottenham, ha saltato il Mondiale 2026 e a meno di sorprese non tornerà in campo prima di Febbraio. E così ha approfittato di questo periodo per intraprendere un nuovo corso di studi.

Il corso di business di Harvard dedicato ai calciatori

Nel dettaglio, Simons frequenterà un corso online di business organizzato da Harvard e pensato per gli atleti professionisti che vogliono sviluppare le proprie competenze in ambito commerciale e imprenditoriale, con un programma equiparabile a quelli in presenza. Attraverso casi di studio pratici e approfondimenti sulla gestione d'impresa, il percorso punta a fornire agli atleti strumenti utili per affrontare le sfide che vanno oltre il campo da gioco: dalla gestione del personal branding durante la carriera alla pianificazione finanziaria dopo il ritiro, quando diventa fondamentale capire come amministrare e reinvestire i guadagni accumulati negli anni da professionisti.

Xavi Simons e il personal branding, oltre il campo

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Tornando per un momento sulla gestione del personal branding, tutta la carriera di Xavi Simons è stata impostata su questo concetto. Il suo nome è noto agli appassionati di calcio sin da quando era un bambino dalla capigliatura selvaggia che giocava nella cantera del Barcellona e, a 16 anni, decise di passare a titolo gratuito al PSG. Sembrava destinato ad una carriera fenomenale ma per il momento il suo percorso è stato leggermente sotto le aspettative. Ad ogni modo parliamo di un calciatore di Premier League che ha sviluppato un'esultanza personalizzata, dettaglio fondamentale oggi per un giocatore che cura la sua immagine pubblica, e che allo stesso tempo non si limita a costruire la propria identità attorno al ruolo di giocatore, ma ha lasciato spazio anche ad altre passioni e interessi, dalla musica alla moda, fino a Naruto.

Da Eduardo Camavinga a Giorgio Chiellini: i calciatori che studiano business

Mettendo insieme tutti questi elementi, la decisione di intraprendere un percorso di business in una delle università più prestigiose al mondo assume una prospettiva meno scontata. Certo non è il primo né l'unico calciatore ad aver intrapreso un percorso simile. Non più tardi della scorsa estate era stato Eduardo Camavinga ad iscriversi alla Harvard Business School approfittando della mancata convocazione con la Francia per il Mondiale. Pensando all'Italia il caso più importante è senza dubbio quello che coinvolge Giorgio Chiellini, laureato in Business Administration, un titolo che gli ha permesso di diventare Chief Club Affairs Officer della Juventus oltre che co-proprietario del Los Angeles FC.

Nel caso di Simons parliamo di un ragazzo di 23 anni che ha deciso di mettersi in gioco, cercando di comprendere più a fondo le dinamiche che accompagneranno la sua carriera, dentro e fuori dal campo. Naturalmente, non è detto che Simons porti a termine il percorso. A 23 anni gli interessi possono cambiare, le priorità spostarsi e la carriera calcistica assorbire gran parte delle energie. Il punto è un altro. È un aspetto che abbiamo raccontato a più riprese ovvero che per i calciatori esistono altre passioni ed interessi oltre al calcio. Anzi diventa una valvola di sfogo per allontanarsi il più possibile da un ambiente che può diventare tossico senza nemmeno rendersene conto. E la scelta di Simons racconta un cambiamento più ampio: prepararsi al futuro non significa necessariamente pensare alla fine della propria carriera, ma iniziare a costruire qualcosa che possa accompagnarla e, un giorno, sopravviverle.

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