
Storia ed estetica dello stadio Bilino Polje La sede della finale playoff tra Bosnia e Italia
L’Italia, dopo la vittoria contro l’Irlanda del Nord, ora conosce la sua sfidante per la finale playoff, che martedì sera alle 20:45 determinerà l’accesso al Mondiale 2026: è la Bosnia-Erzegovina di Edin Dzeko, uscita sorprendentemente vincitrice dalla battaglia di Cardiff contro il Galles. Ora gli Zmajevi, dragoni in bosniaco, potranno puntare sul fattore casa allo stadio Bilino Polje, vero e proprio catino durante le gare di questa giovane Nazionale. Considerato storicamente lo stadio più bello del Paese è situato a Zenica, caratterizzando così la Bosnia nel giocare le partite casalinghe lontano dalla capitale Sarajevo. Impianto dalla rinomata eredità. ha attraversato diverse ristrutturazioni, pur mantenendo l’atipica pianta rettangolare con prossimità degli spalti al campo, in stile british. La Federcalcio e il governo, aiutati da fondi stanziati dall’UEFA, hanno scelto la struttura come definitivo polo del calcio nazionale, che sarà oggetto di ulteriori ammodernamenti.
Storia dell’impianto
Il Bilino Polje è uno stadio situato nell’omonima area della città di Zenica, casa del NK Čelik e della nazionale della Bosnia-Erzegovina. Reputato per anni un gioiellino dell’ex Jugoslavia, fu costruito nel 1972 in circa 8 mesi nell’area di un precedente impianto da gioco, giusto in tempo per ospitare la gara di ritorno della finale di Mitropa Cup tra Čelik e Fiorentina, in cui i bosniaci replicarono la vittoria dell’anno precedente. Erano anni in cui i rossoneri di Zenica si mettevano in mostra come una delle migliori realtà dei Balcani, trovando gloria anche in campo europeo. La costruzione dell’impianto si riconduce proprio alla necessità da parte del club di dotarsi di un nuovo campo in risposta alla crescente popolarità del club, che registrava sempre il tutto esaurito nel precedente stadio da circa 15 mila posti.
Alla sua apertura, il Bilino Polje poteva ospitare il doppio degli spettatori sugli spalti di uno stadio che era un’autentica mosca bianca per la Bosnia: un ground all’inglese con forma rettangolare e tribune a ridosso del campo, molto diverso da quello di Sarajevo ad esempio, ancor oggi a pianta ovale. Tuttora, nonostante il Čelik militi nella seconda divisione bosniaca e abbia perso lo status della gloria passata, il club dispone del secondo pubblico più numeroso del Paese, con una media di oltre 5 mila spettatori, che rendono incandescente l’atmosfera attorno al rettangolo verde.
Quello di Zenica è ormai considerato un fortino che, dopo vari interventi strutturali (l’ultimo rilevante avvenuto nel 2012) e l’introduzione dei seggiolini, presenta attualmente una capienza da circa 14 mila posti, con due tribune provviste di copertura del tetto. La tribuna centrale è la più capiente, mentre gli altri tre settori sono costruiti sullo stesso piano, in una continuità di seggiolini e spazi. Il campo in erba dispone di cavi di riscaldamento sotto la superficie e ai quattro angoli dello stadio si ergono i riflettori che proiettano la luce su di esso. Il tunnel che dagli spogliatoi conduce al campo da gioco è senza dubbio uno dei segmenti più distintivi, essendo interamente caratterizzato da graffiti dei tifosi del Čelik, ricordando a grandi linee il Marakana di Belgrado. Vicino allo stadio, accanto al quale scorre il fiume Bosnia, sorge anche il centro federale della Nazionale, l'equivalente della nostra Coverciano. Nel mentre, nel dicembre scorso è stato approvato il progetto per un ulteriore restyling, con una copertura totale dei settori e numerosi ammodernamenti.
Il legame tra stadio e Nazionale
La Nazionale e la struttura di Zenica sono legate a doppio filo, essendo questo lo stadio in cui la Bosnia ha disputato la sua prima partita casalinga nel 1996 nonché la maggior parte dei suoi match, tanto da essere soprannominato Nido del Drago. Fino al 2006 è stato un campo piuttosto temuto dagli avversari della Bosnia, avendo qui mantenuto una striscia d'imbattibilità lunga 10 anni. Ad oggi, nelle 73 gare internazionali ospitate, la Nazionale ha vinto ben 38 volte, con oltre il 72% di match senza sconfitte. Dei risultati di tutto rispetto per un Paese piuttosto recente e con meno di 3 milioni di abitanti, che nel 2013 ha festeggiato una storica qualificazione all'edizione 2014 dei Mondiali disputato in Brasile.
Il Bilino Polje è storicamente preferito agli stadi di Sarajevo, dove l’ultima partita risale addirittura al 2021. Questo perché, pur avendo una capienza nettamente inferiore, è l’unico impianto bosniaco ad essere all’altezza dei parametri UEFA per ospitare incontri tra nazionali. Inoltre Zenica rimane comunque la quarta città più numerosa della Bosnia-Erzegovina con i suoi 110 mila abitanti. Situata a circa 70 km più a nord della capitale, è famosa per le acciaierie e per un famoso documento qui redatto che narra del Regno medievale di Bosnia. Oggi è considerato il tempio del calcio bosniaco ma in passato fu anche altro, ospitando una gara di qualificazione della nazionale jugoslava per i mondiali di Messico 1986, alcune partite della Jugoslavia di rugby e un famoso incontro di pugilato tra la stella balcanica Marijan Beneš e il portoricano Sandy Torres nel 1979.






















































